LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Finalità Di Spaccio

38 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'intenzione di vendere, cedere o distribuire sostanze stupefacenti. È l'elemento che distingue la detenzione per uso personale (punita con sanzioni amministrative) da quella per spaccio (reato penale).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Uso personale o finalità di spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato trovato in possesso di oltre duecento grammi di hashish e marijuana insieme a ventisette bustine per il confezionamento. La difesa sosteneva l'uso personale, evidenziando l'assenza di bilancini o contanti e la condizione di tossicodipendenza dell'uomo. I giudici hanno respinto il ricorso. La finalità di spaccio emerge in modo logico dalla quantità di droga, dalla disponibilità di confezioni, dalla disoccupazione dell'imputato e dalla convivenza con una persona già sottoposta a misure cautelari per reati simili.
Continua »
Coltivazione illecita di cannabis: quando la legge non perdona
Un individuo è stato condannato per coltivazione illecita di cannabis e detenzione di marijuana a fini di spaccio. Nonostante la sua difesa sostenesse una coltivazione legale secondo la Legge 242/2016, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna. I giudici hanno ritenuto che l'elevata quantità di sostanza stupefacente e il superamento del limite di THC (0,6% contro lo 0,2% consentito per fini leciti) dimostrassero chiaramente l'intenzione di cedere la droga a terzi. Questo ha reso la coltivazione illecita, non rientrando nelle finalità previste dalla normativa sulla canapa industriale. Il ricorso dell'imputato è stato rigettato, con conseguente conferma della pena.
Continua »
Cocaina e nastro nel bauletto: finalità di spaccio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione e mille euro di multa inflitta a un imputato per detenzione di cocaina di lieve entità. Le forze dell'ordine hanno fermato l'uomo di notte a bordo di un motociclo mentre trasportava dodici dosi di sostanza stupefacente sigillata con nastro isolante. L'indagato ha cercato di disfarsi del pacchetto e conservava nel bauletto un rotolo di nastro identico. I giudici hanno desunto la finalità di spaccio dalla modalità di confezionamento, dall'orario del trasporto e dalla mancata dichiarazione di essere un consumatore personale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso difensivo e ha condannato il ricorrente a versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Dosi di droga e niente lavoro: confermata la finalità di spaccio
I giudici hanno confermato la condanna penale nei confronti di un imputato sorpreso alla guida con hashish corrispondente a 110 dosi medie singole, un coltello e uno spray al peperoncino. La difesa ha contestato la sussistenza della finalità di spaccio e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il quantitativo di droga, l'assenza di un reddito lecito a supporto dell'acquisto e le manovre repentine per eludere il controllo confermano la destinazione della sostanza a terzi. Inoltre, i precedenti penali e la mancanza di elementi positivi precludono lo sconto di pena. Il ricorrente deve pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Droga in casa: la finalità di spaccio supera l’uso personale
Durante una perquisizione domiciliare, le forze dell'ordine hanno rinvenuto nella disponibilità dell'Imputato 86 grammi di marijuana suddivisi in nove dosi, un bilancino di precisione e un trita erba. L'Imputato ha sostenuto che la droga fosse destinata all'uso personale, ma i giudici di merito lo hanno condannato ritenendo sussistente la finalità di spaccio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato. I giudici di legittimità hanno confermato che la finalità di spaccio è stata legittimamente desunta da indici precisi, quali il quantitativo, la suddivisione in dosi e lo stato di disoccupazione del soggetto. Inoltre, la Cassazione ha escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto e della sospensione condizionale della pena a causa dei precedenti penali dell'uomo. L'Imputato perde il ricorso e deve pagare le spese e la sanzione pecuniaria.
Continua »
Desistenza Spaccio di Droga: No se l’intento è già provato
Un uomo, condannato per detenzione di cocaina ai fini di spaccio, ha presentato ricorso in Cassazione. La sua difesa sosteneva la tesi della desistenza spaccio di droga, affermando che avesse volontariamente rinunciato a commettere il reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che non esistevano prove di una reale desistenza. Al contrario, le conversazioni intercettate dimostravano chiaramente la finalità di spaccio. La condanna è stata quindi confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una multa.
Continua »
Detenzione di Stupefacenti: Ricorso Generico, Condanna Certa
Un individuo, già condannato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, presenta ricorso alla Corte di Cassazione. Sostiene che la sua responsabilità non sia stata provata, che la droga fosse per uso personale e che la pena fosse eccessiva. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. I motivi sono considerati generici e, in parte, proposti per la prima volta in Cassazione, una pratica non consentita. La sentenza di condanna diventa così definitiva e l'imputato viene condannato a pagare le spese processuali e una multa di tremila euro alla Cassa delle Ammende. La decisione sottolinea l'importanza di presentare argomentazioni specifiche e tempestive nei gradi di giudizio precedenti.
Continua »
Prova Spaccio di Droga: Narcotest Batte Perizia, Condanna Certa
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per spaccio di droga, stabilendo un principio chiave sulla prova dello spaccio di droga. Un uomo, trovato in possesso di 32 grammi di hashish, un bilancino e accusato da un acquirente, aveva contestato la condanna sostenendo che mancasse una perizia di laboratorio sulla sostanza. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che l'esito positivo del narcotest (il test rapido) è sufficiente a dimostrare la natura drogante della sostanza, soprattutto se unito ad altri elementi indiziari come il bilancino e le testimonianze. La condanna è quindi diventata definitiva.
Continua »
Finalità di Spaccio: Condanna Basata su Indizi, Ricorso Respinto
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per detenzione di droga, riconoscendo la finalità di spaccio sulla base di una serie di indizi. Un individuo, notato in una piazza di spaccio mentre cercava di contattare un giovane, ha gettato a terra due involucri di sostanza stupefacente alla vista degli agenti. I giudici hanno ritenuto che il comportamento, il luogo e le modalità di confezionamento fossero prove sufficienti dell'intenzione di vendere. L'appello è stato dichiarato inammissibile, anche a causa dei precedenti penali dell'imputato che hanno impedito la concessione di sconti di pena. L'uomo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa.
Continua »
Finalità di spaccio agli arresti domiciliari: niente sconti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per detenzione di stupefacenti con finalità di spaccio. L'uomo, già agli arresti domiciliari, è stato trovato in possesso di un'ingente quantità di eroina e cocaina, suddivisa in centinaia di dosi, e di materiale per il confezionamento. I giudici hanno escluso l'uso personale basandosi sulla quantità e varietà delle sostanze. Inoltre, hanno negato le attenuanti generiche, sottolineando la gravità del comportamento tenuto durante una misura restrittiva. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la condanna e addebitando all'imputato le spese processuali.
Continua »
Droga: ricorso respinto e multa, l’inammissibilità in Cassazione
Un imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti, presenta ricorso alla Corte di Cassazione. Egli contesta la valutazione dei fatti, in particolare la distinzione tra spaccio e uso personale. La Corte Suprema, tuttavia, non entra nel merito della vicenda. Dichiara l'inammissibilità del ricorso per cassazione perché l'imputato si è limitato a riproporre le stesse argomentazioni dei gradi precedenti e ha tentato di ottenere una nuova valutazione dei fatti, cosa non permessa in sede di legittimità. Di conseguenza, la condanna diventa definitiva e l'imputato deve pagare le spese e una multa.
Continua »
Finalità di spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto accusato di detenzione di stupefacenti, rigettando il ricorso basato sulla modesta quantità di droga. La sentenza stabilisce che la **finalità di spaccio** è provata dalla suddivisione della sostanza in dieci involucri e dalla flagranza di una cessione in strada. La motivazione del giudice di merito è stata ritenuta logica e insindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Finalità di spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti, confermando la sussistenza della finalità di spaccio. La decisione si fonda sul rinvenimento di oltre 17 dosi medie, strumenti per il confezionamento e somme di denaro contante, elementi che smentiscono la tesi dell'uso personale. La Corte ha ribadito che la valutazione dei fatti operata dai giudici di merito è insindacabile in sede di legittimità se sorretta da una motivazione logica e completa.
Continua »
Finalità di spaccio: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, dichiarando inammissibile il ricorso che contestava la finalità di spaccio. La Corte ha chiarito che l'intento di cessione non si desume solo dal peso della droga, ma anche dal confezionamento e dal comportamento elusivo dell'imputato. Poiché il ricorso si limitava a ripetere i motivi già respinti in appello, è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
Continua »
Finalità di spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, rigettando il ricorso dell'imputato. La decisione si fonda sulla provata finalità di spaccio, desunta non solo dal possesso di circa 50 grammi di cocaina pura al 70%, ma anche da elementi sintomatici quali l'uso di messaggistica criptata e l'impiego di un'auto con adesivi di un'associazione di soccorso per eludere i controlli. La Corte ha escluso l'ipotesi della lieve entità a causa dell'elevato numero di dosi ricavabili, stimato in oltre duecento, e della sproporzione tra il costo della droga e il reddito dell'imputato.
Continua »
Finalità di spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti, confermando la sussistenza della finalità di spaccio. Nonostante la difesa sostenesse l'uso personale basato sull'alta tolleranza del consumatore, i giudici hanno ritenuto decisivi il confezionamento in dosi e le circostanze del ritrovamento. La sentenza ribadisce che la finalità di spaccio può essere legittimamente dedotta da elementi oggettivi quali la suddivisione della sostanza e il possesso in orari notturni, rendendo la decisione di merito insindacabile in sede di legittimità se logicamente motivata.
Continua »
Finalità di spaccio: i criteri per la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa contestava la responsabilità penale con motivazioni ritenute generiche e prive di fondamento. La Suprema Corte ha confermato che la **finalità di spaccio** è stata correttamente accertata dai giudici di merito basandosi su tre pilastri: il peso significativo della droga, la suddivisione della stessa in dosi e il ritrovamento di strumenti idonei al confezionamento. Oltre all'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Finalità di spaccio: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, stabilendo che la finalità di spaccio è oggettivamente provata dal rinvenimento di un bilancino di precisione e di materiale per il confezionamento. Il ricorrente aveva contestato la destinazione della droga, sostenendo l'uso personale, ma i giudici hanno ritenuto tale tesi incompatibile con il dato ponderale e gli strumenti ritrovati. La Corte ha inoltre convalidato il diniego delle attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva, evidenziando la pericolosità sociale del soggetto desunta dai precedenti penali per reati contro il patrimonio, accomunati dal medesimo fine di lucro.
Continua »
Finalità di spaccio: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un reato legato agli stupefacenti, ribadendo che la finalità di spaccio può essere legittimamente dedotta da elementi indiziari univoci. Nel caso di specie, l'imputato era stato sorpreso in una nota piazza di spaccio dove era già stato arrestato pochi giorni prima per la medesima attività. La Corte ha stabilito che il quantitativo di droga e il contesto geografico prevalgono sull'assenza di strumenti tecnici per il confezionamento, rendendo il ricorso inammissibile.
Continua »
Finalità di spaccio: criteri di prova della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di due individui condannati per detenzione di stupefacenti, ritenendo provata la finalità di spaccio. Il verdetto poggia sulla varietà delle sostanze, il possesso di bilancini e ingenti somme di denaro in un locale commerciale.
Continua »