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Finalità Di Spaccio

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38 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Finalità di spaccio: prova e indizi gravi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di lieve entità a carico di un soggetto che deteneva hashish, bilancino e contanti in una cassetta di sicurezza. La decisione chiarisce che la finalità di spaccio può essere desunta da elementi indiziari univoci e che le attenuanti generiche non spettano automaticamente nemmeno agli incensurati.
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Finalità di spaccio: gli indizi per la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di un individuo trovato in possesso di modeste quantità di cannabis e cocaina. La sentenza chiarisce che per determinare la finalità di spaccio, è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli indizi, come la diversità delle sostanze, il possesso di un bilancino di precisione e la suddivisione in dosi, anche se singolarmente considerati potrebbero non essere decisivi. La Corte ha inoltre ritenuto legittimo negare la sospensione condizionale della pena pur applicando una sanzione sostitutiva.
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Ricorso inammissibile spaccio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per detenzione di hashish ai fini di spaccio. Il ricorso è stato giudicato generico e manifestamente infondato, in quanto non contestava specificamente gli elementi di prova (come il frazionamento delle dosi e i dati del cellulare) che i giudici di merito avevano utilizzato per distinguere la detenzione per spaccio dall'uso personale. La Corte ha confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente per aver presentato un appello dilatorio.
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Finalità di spaccio: gli indici che la provano
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La decisione conferma che la finalità di spaccio può essere provata attraverso una serie di indici sintomatici, quali la detenzione della sostanza di notte in luogo pubblico, il possesso di una somma di denaro ingiustificata e la condizione di clandestinità, elementi che nel loro complesso rendono inverosimile l'ipotesi dell'uso personale.
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Finalità di spaccio: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per detenzione con finalità di spaccio. I giudici ribadiscono che la valutazione dei fatti, se logica e ben motivata, non è sindacabile in sede di legittimità. La decisione si basa su plurimi indizi come quantità e confezionamento.
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Finalità di spaccio: gli indizi per la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato che la valutazione sulla finalità di spaccio spetta ai giudici di merito e si basa su una pluralità di indizi, come il peso, la suddivisione in dosi e le modalità di occultamento, ritenendo logica la motivazione della corte d'appello.
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Spaccio stupefacenti: indizi e prova in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per spaccio di stupefacenti. La condanna era basata su una serie di indizi convergenti: il possesso di diverse tipologie di droghe (cocaina e hashish), banconote di piccolo taglio e un comportamento elusivo alla vista delle forze dell'ordine. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione di tali elementi fattuali spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità, confermando che tali indizi sono sufficienti a dimostrare la finalità di spaccio e non di semplice uso personale.
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Finalità di spaccio: quando la detenzione è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di stupefacenti, ribadendo che la finalità di spaccio non si desume solo dalla quantità, ma da un insieme di indizi. Nel caso specifico, la presenza di un bilancino di precisione, il confezionamento delle dosi e la mancata dichiarazione di essere consumatore sono stati elementi decisivi per confermare la condanna.
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Finalità di spaccio: la confessione è decisiva
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto condannato per detenzione ai fini di spaccio. La Corte ha ritenuto decisiva la sua confessione di voler scambiare 2,7 grammi di hashish con altri detenuti per generi alimentari, confermando la sussistenza della finalità di spaccio.
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Finalità di spaccio: quando la quantità è decisiva
Un soggetto condannato per detenzione di 102,15 grammi di marijuana ricorre in Cassazione, sostenendo che la finalità di spaccio fosse stata dedotta solo dalla quantità. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, confermando che il dato quantitativo, unito a elementi indiziari come il tentativo di disfarsi della sostanza e l'assenza di giustificazioni economiche, è sufficiente a provare l'intenzione di cedere a terzi la droga e a escludere la non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Finalità di spaccio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per aver tentato di introdurre 27 grammi di hashish in un carcere. L'imputato sosteneva fosse per uso personale, ma la Corte ha stabilito che la valutazione sulla finalità di spaccio, basata sulla quantità e sulle modalità del fatto, è una questione di merito non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione del giudice precedente è logica e completa.
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Finalità di spaccio: i criteri della Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte conferma che la finalità di spaccio si desume da indizi come l'ingente quantitativo, la suddivisione in dosi e la detenzione in luoghi diversi, respingendo la tesi dell'uso personale.
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Ricorso inammissibile: spaccio e attenuanti negate
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. L'appello si basava su motivi ritenuti di puro fatto, come la richiesta di riconoscimento dell'uso personale della sostanza e la concessione di attenuanti generiche. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano fondato l'accusa di spaccio su prove quali testimonianze di acquirenti, il ritrovamento di un bilancino di precisione e la fuga dell'imputato. Le attenuanti sono state negate a causa di un grave precedente per rapina.
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Finalità di spaccio: gli indizi che la provano
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ribadisce che la finalità di spaccio non si desume solo dalla quantità, ma da un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti come la presenza di un bilancino di precisione, un coltello con tracce di sostanza e materiale per confezionare numerose dosi. L'appello è stato ritenuto una mera riproposizione di tesi già respinte, senza individuare vizi logici o giuridici nella sentenza impugnata.
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Finalità di spaccio: quando la detenzione è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. La sentenza conferma che la finalità di spaccio può essere provata attraverso una serie di indizi concordanti, come il quantitativo, gli strumenti per il confezionamento e le stesse ammissioni dell'imputato, superando la tesi dell'uso personale.
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Finalità di spaccio: come si prova secondo la Cassazione
Un uomo condannato per detenzione di cocaina ai fini di spaccio ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che si trattasse di uso personale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la finalità di spaccio può essere provata attraverso elementi indiretti come telecamere di sorveglianza, una pistola giocattolo usata per difesa e conversazioni via chat. È stato inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche, non essendo più sufficiente la sola incensuratezza.
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Finalità di spaccio: gli indizi che la provano
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando una condanna per detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda su un insieme di indizi che, valutati complessivamente, dimostrano la finalità di spaccio: l'occultamento della droga, la quantità detenuta (68 dosi), la mancanza di mezzi economici dell'imputato, il possesso di un bilancino, messaggi sul cellulare e precedenti specifici. La Corte ribadisce che la valutazione di questi elementi spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e congrua.
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Finalità di spaccio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ritenuto che le censure sulla finalità di spaccio contestassero la valutazione dei fatti, non ammissibile in sede di legittimità, confermando la decisione basata sulla quantità e modalità di detenzione della sostanza.
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