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Fauna Selvatica

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Fauna è un termine collettivo utilizzato per indicare l'insieme delle specie animali che risiedono in un dato territorio o in un particolare ambiente, oppure appartenenti ad un determinato taxon o viventi in un preciso periodo storico o geologico. Il nome deriva dall'omonima figura mitologica, la dea romana Fauna. Il termine corrispondente usato in botanica per le piante è la flora.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risarcimento danni da fauna selvatica: automobilista contro enti
Un automobilista ha richiesto il risarcimento danni da fauna selvatica alla Regione dopo che la sua vettura si era scontrata con un cervo. Il Giudice di Pace ha accolto la domanda, ma il Tribunale ha ribaltato la decisione, individuando come responsabile l'Ente Parco Nazionale, nel cui territorio era avvenuto l'incidente. L'automobilista ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando che il giudice d'appello avesse rilevato d'ufficio la responsabilità dell'Ente Parco senza consentire alle parti di difendersi su questo punto, e contestando l'effettivo trasferimento dei poteri di gestione della fauna selvatica dalla Regione al Parco. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione di particolare rilevanza, ha rinviato la causa alla pubblica udienza della Terza Sezione Civile per una decisione definitiva.
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Fauna selvatica: come provare il danno agricolo
Un'azienda agricola ha richiesto il risarcimento dei danni subiti da un noccioleto a causa di ripetuti attacchi di fauna selvatica, nello specifico cinghiali. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che, sebbene la responsabilità per i danni da fauna selvatica sia di natura oggettiva ex art. 2052 c.c., il danneggiato non è esonerato dal provare rigorosamente il nesso causale. Nel caso di specie, le prove testimoniali sono state giudicate troppo generiche e i rilievi fotografici inidonei a dimostrare con certezza la dinamica dell'evento dannoso.
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Fauna selvatica: la Regione risponde dei danni
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità della Regione per i danni causati da un esemplare di fauna selvatica a un'autovettura privata. Nonostante la Regione sostenesse che la responsabilità spettasse al Comune per la mancanza di segnaletica stradale, i giudici hanno ribadito che, a seguito del trasferimento delle funzioni amministrative dalle Province, l'ente regionale è il titolare dei poteri di gestione e controllo degli animali selvatici. La decisione sottolinea che la fauna selvatica rientra nella sfera di controllo regionale, rendendo la Regione il soggetto passivamente legittimato a risarcire i danni derivanti da collisioni stradali.
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Fauna selvatica: nuove regole per il risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29169/2023, affronta il complesso tema del risarcimento danni derivanti da collisione con fauna selvatica. Il caso nasce dal ricorso di una automobilista contro una Regione, a seguito di un incidente stradale. La questione centrale riguarda il mutamento di orientamento giurisprudenziale che ha spostato la responsabilità dalla clausola generale dell'art. 2043 c.c. alla responsabilità oggettiva ex art. 2052 c.c. La Corte ha ravvisato la necessità di un approfondimento in pubblica udienza per stabilire come tale mutamento influisca sugli oneri probatori delle parti e sul potere di riqualificazione del giudice, specialmente in relazione al concorso con la presunzione di colpa del conducente prevista dall'art. 2054 c.c.
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Fauna selvatica: la responsabilità della Regione
Un automobilista ha citato in giudizio la Regione e la Provincia per ottenere il risarcimento dei danni causati dall'impatto tra la propria vettura e un esemplare di fauna selvatica. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità della Regione, rigettando il ricorso basato sul presunto difetto di legittimazione passiva. La decisione chiarisce che, a seguito del riordino delle funzioni amministrative, l'ente regionale succede nei rapporti passivi e nel contenzioso precedentemente gestito dalle Province, assumendo l'obbligo risarcitorio per i danni derivanti dalla fauna selvatica.
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Fauna selvatica: nuove regole per il risarcimento
Un motociclista ha citato in giudizio l'ente regionale per i danni subiti a seguito di un impatto con un esemplare di fauna selvatica. Inizialmente accolta, la domanda era stata rigettata in appello poiché il giudice aveva applicato il regime della colpa generica e ritenuto il sinistro avvenuto in un'area protetta. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per i danni da fauna selvatica si applica la responsabilità oggettiva prevista per gli animali in custodia e rilevando un errore procedurale del giudice d'appello nel considerare eccezioni ormai rinunciate.
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Fauna selvatica: come ottenere il risarcimento
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento danni presentata da un'automobilista a seguito di un impatto con la fauna selvatica. Nonostante l'evoluzione giurisprudenziale che applica la responsabilità oggettiva ex art. 2052 c.c. alla Regione, il risarcimento è stato negato per la mancanza di prova circa la condotta diligente della conducente. La sentenza ribadisce che il danneggiato deve dimostrare che l'evento era inevitabile nonostante il rispetto delle norme di prudenza stradale.
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Fauna selvatica: la Regione paga i danni da incidente
Una società ha agito per ottenere il risarcimento dei danni subiti da un veicolo a causa dell'impatto con un esemplare di fauna selvatica. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per tali danni ricade sulla Regione ai sensi dell'art. 2052 c.c., configurando una presunzione di colpa a carico dell'ente. La Corte ha inoltre chiarito che tale presunzione concorre con quella del conducente ex art. 2054 c.c., annullando la sentenza di merito che aveva erroneamente escluso il risarcimento senza una motivazione adeguata sulla condotta del guidatore.
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Fauna selvatica: la Regione risponde dei danni
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un sinistro stradale causato dall'impatto tra una vettura e un capriolo, appartenente alla fauna selvatica. Il Tribunale, in secondo grado, aveva negato il risarcimento applicando l'art. 2043 c.c. e ritenendo non provata la colpa della Regione. La Suprema Corte ha invece stabilito che ai danni causati dalla fauna selvatica si applica la presunzione di responsabilità ex art. 2052 c.c., gravante sulla Regione in quanto ente titolare dei poteri di gestione del territorio. La sentenza è stata cassata per difetto di motivazione riguardo alla condotta del conducente.
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Furto fauna selvatica: non basta il patrimonio statale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale, confermando che per procedere d'ufficio per il furto di fauna selvatica, l'accusa deve specificare chiaramente l'aggravante della destinazione a pubblica utilità. Secondo la Corte, la semplice appartenenza degli animali al patrimonio indisponibile dello Stato non è sufficiente. In assenza di una corretta contestazione dell'aggravante, il reato resta procedibile a querela, e la mancanza di quest'ultima giustifica la pronuncia di non doversi procedere.
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Danni fauna selvatica: chi paga in un parco nazionale?
Un automobilista ha subito danni da un cinghiale in un parco nazionale. La Cassazione ha stabilito che la responsabilità per i danni da fauna selvatica in queste aree non è della Regione, ma dell'ente Parco, in quanto soggetto deputato al controllo degli animali sul suo territorio. Il ricorso contro la Regione è stato quindi respinto.
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