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Fatto Di Lieve Entità — Anno 2025

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138 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fatto Di Lieve Entità

Provvedimenti

Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la condanna per spaccio di stupefacenti. La Corte ha chiarito che per il riconoscimento del fatto di lieve entità non basta la modesta quantità di droga, ma è necessaria una valutazione complessiva che include le modalità dell'azione, la diversità delle sostanze e i precedenti dell'imputato. Anche le attenuanti generiche sono state negate a causa della personalità 'allarmante' e delle ammissioni tardive.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e lo spaccio
Due individui ricorrono in Cassazione chiedendo di qualificare la loro attività di spaccio come un fatto di lieve entità, data la piccola quantità ceduta in ogni episodio. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che un numero elevato di cessioni dimostra una sistematicità dell'attività criminale che è incompatibile con la nozione di lieve entità. La valutazione, afferma la Corte, deve essere complessiva e non basarsi solo sul singolo dato quantitativo.
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Inammissibilità ricorso cassazione: no a rilettura
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di due imputati condannati per reati di droga. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma solo di verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. L'inammissibilità del ricorso in cassazione è stata quindi confermata, sottolineando che una diversa valutazione delle prove non costituisce un motivo valido per l'appello di legittimità.
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Fatto di lieve entità escluso con più droghe
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per spaccio, confermando che la qualificazione del reato come fatto di lieve entità deve basarsi su una valutazione complessiva di tutti gli elementi. La detenzione simultanea di diverse tipologie di droga (cocaina e hashish) in quantità significative è un fattore che, unitamente ad altri indici, impedisce di considerare il fatto come di minore gravità, senza possibilità di 'frazionare' il giudizio per singola sostanza.
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Fatto di lieve entità: rapina e valutazione del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17171/2025, ha stabilito che per riconoscere l'attenuante del fatto di lieve entità in un reato di rapina non è sufficiente considerare il solo valore esiguo dei beni sottratti. È necessaria una valutazione complessiva che includa le modalità dell'azione, la pluralità delle condotte e l'offesa alla persona. Nel caso specifico, nonostante il modesto valore della refurtiva e la minima violenza, la richiesta è stata respinta a causa dei furti multipli e della reazione verso le forze dell'ordine.
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Riconoscimento fotografico: prova atipica valida
La Cassazione conferma la condanna per spaccio, stabilendo che il riconoscimento fotografico di un imputato da parte di un agente, basato su foto viste su un social network, costituisce una prova atipica pienamente valida, anche senza il supporto materiale delle immagini nel fascicolo. Respinte le censure sulla qualificazione del fatto come lieve e sulla motivazione della sentenza.
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Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione per tale qualifica deve essere complessiva e considerare tutti gli aspetti del reato (mezzi, modalità, quantità e qualità della sostanza). Anche un solo elemento negativo può giustificare l'esclusione di tale attenuante.
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Fatto di lieve entità: i criteri di valutazione
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione sulla lieve entità del fatto richiede un'analisi complessiva di tutti gli elementi (mezzi, modalità, quantità e qualità della sostanza) da parte del giudice di merito. Tale valutazione, se adeguatamente motivata, non può essere riesaminata in sede di legittimità, poiché comporterebbe un'indagine sui fatti non permessa alla Cassazione.
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Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si conferma che per escludere il fatto di lieve entità non basta la quantità di droga, ma conta la valutazione complessiva di tutti gli indici, come la diversità delle sostanze e gli strumenti per il confezionamento.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo la lieve entità a causa dell'elevato numero di cessioni, della quantità di droga e dei contatti con la criminalità organizzata.
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Fatto di lieve entità: no con 160gr di cocaina
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come fatto di lieve entità è stata respinta, poiché la notevole quantità di cocaina (160,05 grammi), le modalità di confezionamento e il luogo pubblico del rinvenimento sono stati ritenuti elementi ostativi, prevalenti sulla giovane età e l'incensuratezza dell'imputato.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso nello spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la sua condanna per spaccio di stupefacenti. La Corte ha escluso l'applicazione dell'ipotesi attenuata del **fatto di lieve entità** basandosi su una valutazione complessiva degli indici negativi: l'operatività in una nota piazza di spaccio, una fitta rete di clienti, la vendita di diverse tipologie di sostanze e una non irrilevante capacità di rifornimento.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che richiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità per un'importazione di droga. La Corte ha stabilito che l'ingente quantitativo, l'alto livello di organizzazione e i collegamenti internazionali escludono la minima offensività richiesta per questa attenuante, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando che la valutazione non può basarsi solo sulla quantità di droga, ma deve considerare tutti gli indici di professionalità, come il possesso di bilancini di precisione e la suddivisione in dosi, che escludono la lieve entità del reato.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di qualificare il reato come 'fatto di lieve entità' è stata respinta a causa dell'ingente quantitativo di stupefacenti (oltre 2000 dosi di hashish e cocaina), delle modalità di occultamento e della chiara destinazione al mercato, elementi ritenuti incompatibili con una condotta di lieve gravità.
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Fatto di lieve entità: Cassazione su quantità droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato in fatto di lieve entità, ma la Corte ha ritenuto che l'ingente quantitativo di sostanza, idoneo a confezionare oltre 550 dosi, fosse un elemento decisivo per escludere tale ipotesi. La condanna è stata quindi confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato agli arresti domiciliari per spaccio. La difesa lamentava l'assenza di gravi indizi di colpevolezza, basati solo sulle dichiarazioni degli acquirenti. La Corte ribadisce che, in fase cautelare, le dichiarazioni precise e concordanti dei consumatori sono sufficienti a configurare i gravi indizi, anche senza sequestro di droga, e chiarisce i criteri per escludere il reato di 'lieve entità'.
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Custodia cautelare in carcere: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un individuo contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati legati allo spaccio di stupefacenti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità della misura. I giudici hanno ritenuto infondate le censure relative al calcolo della pena futura, alla scadenza dei termini di indagine, alla valutazione degli indizi e alla sussistenza del pericolo di recidivanza, sottolineando la coerenza e completezza della motivazione del tribunale del riesame.
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Spaccio di lieve entità: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La decisione si fonda sulla carente motivazione della Corte d'appello, che non ha effettuato una valutazione complessiva e unitaria per escludere l'ipotesi di 'spaccio di lieve entità'. Secondo la Suprema Corte, il giudice deve considerare tutti gli indici (mezzi, modalità, quantità) e non può basare la sua decisione su singoli elementi isolati. Anche la valutazione sulla recidiva è stata ritenuta insufficiente, poiché basata su precedenti troppo datati senza una reale analisi della pericolosità attuale. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Fatto di lieve entità: quantità e spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di oltre 1,5 kg di marijuana. La difesa chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando che l'ingente quantitativo di principio attivo, sufficiente per 808 dosi, è un elemento decisivo che impedisce di qualificare il reato come lieve, rendendo irrilevanti le altre circostanze.
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