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Fattispecie — Anno 2023

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108 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Qualificazione DPI: la Cassazione sul vestiario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10053/2023, ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori del settore raccolta rifiuti. Essi chiedevano che il loro vestiario fosse considerato Dispositivo di Protezione Individuale (DPI), con conseguente obbligo di lavaggio a carico dell'azienda. La Corte ha confermato la decisione del giudice di rinvio, il quale, applicando un principio di diritto precedentemente fissato dalla stessa Cassazione, ha accertato in fatto che le mansioni di autista svolte non esponevano i lavoratori a rischi specifici (contatto con rifiuti, agenti biologici) tali da richiedere la qualificazione DPI per i loro indumenti. La decisione sottolinea che la classificazione di un indumento come DPI dipende da una valutazione concreta della sua funzione protettiva rispetto ai rischi effettivi della mansione svolta, non da una qualificazione astratta.
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Abuso di potere su minore: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8735/2023, ha confermato la condanna per atti sessuali con minorenne a carico del convivente della madre della vittima, una ragazza di diciassette anni. L'imputato sosteneva la consensualità del rapporto, ma la Corte ha ribadito che il ruolo di 'para-genitore' integra un abuso di potere che vizia il consenso della minore. Il ricorso è stato respinto, sottolineando l'irrilevanza del consenso in presenza di una posizione di supremazia e la piena attendibilità della testimonianza della vittima, anche se unica prova.
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Destinazione a terzi stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ritenuto che il rilevante quantitativo (46 dosi), il confezionamento in involucri separati e l'assenza di prove di uno stato di tossicodipendenza fossero elementi sufficienti a configurare la destinazione a terzi stupefacenti, escludendo la tesi dell'uso personale.
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Sanzioni attività estrattiva: quando è esercizio abusivo
Una società immobiliare ha impugnato diverse sanzioni per attività estrattiva illecita, tra cui lo scavo oltre i limiti di profondità autorizzati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo questioni cruciali sulle sanzioni per attività estrattiva. In particolare, ha stabilito che lo scavo oltre la profondità consentita costituisce 'esercizio abusivo' e non una mera estrazione in eccesso. Inoltre, ha precisato che il termine di 90 giorni per la contestazione della violazione decorre non dalla data del sopralluogo, ma dal momento in cui l'amministrazione ha completato tutti gli accertamenti tecnici necessari per valutare pienamente l'illecito.
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Omissione cautele lavoro: reato anche in ditta individuale?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di omissione di cautele sul lavoro a carico del titolare di una ditta individuale che operava da solo. La Corte ha chiarito che il reato sussiste non solo quando sono in pericolo i dipendenti, ma anche quando la condotta ha l'attitudine astratta a mettere a rischio l'incolumità di una pluralità di persone che, a vario titolo (fornitori, clienti, familiari, ispettori), possono accedere ai luoghi di lavoro.
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Confisca animali: quando è legittima post prescrizione?
Un soggetto, accusato di maltrattamento di animali e detenzione illegale di specie protette, ottiene la declaratoria di prescrizione dei reati. Il tribunale, tuttavia, dispone la confisca di tutti gli animali. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, interviene per chiarire i limiti della confisca animali. Annulla la confisca per gli animali oggetto del solo reato di maltrattamento, poiché tale misura è facoltativa e richiede una condanna formale, assente in caso di prescrizione. Conferma, invece, la confisca per le specie protette, in quanto una legge speciale ne prevede l'obbligatorietà a prescindere dall'esito del giudizio penale.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione e la droga
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5265/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la riqualificazione del reato di spaccio in fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che la notevole quantità di eroina sequestrata (oltre 300 dosi) fosse un elemento ostativo a tale qualificazione, indicando un ruolo non marginale dell'imputato nel mercato della droga.
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Invasione suolo pubblico: quando il gazebo è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per invasione di suolo pubblico a carico dell'amministratrice di una società che manteneva un gazebo di dimensioni superiori a quelle autorizzate. Secondo la Corte, l'occupazione della superficie eccedente la concessione non è una mera prosecuzione, ma un'invasione illegittima sin dall'origine. La buona fede è stata esclusa, poiché l'amministratore ha il dovere di verificare la legittimità delle autorizzazioni.
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