Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30475 del 2019, hanno affrontato la questione della legalità della commercializzazione di derivati della cosiddetta "cannabis light". Il caso nasce dal ricorso di un Procuratore della Repubblica contro l'annullamento di un sequestro di inflorescenze di canapa. La Corte ha stabilito che la legge n. 242/2016, che promuove la filiera agroindustriale della canapa, non legalizza la vendita al dettaglio di foglie, inflorescenze o resine. Tale commercializzazione cannabis light, pertanto, integra il reato previsto dal Testo Unico Stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990). Tuttavia, la punibilità è esclusa se il giudice accerta, caso per caso, che il prodotto è concretamente privo di qualsiasi effetto drogante, in applicazione del principio di offensività.
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