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Extra Ordinem

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che indica poteri o provvedimenti eccezionali, esercitati al di fuori delle normali procedure previste dalla legge, per fronteggiare situazioni di necessità e urgenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Occupazione abusiva di alloggio pubblico e sanatoria
Due cittadini subiscono un processo penale per il delitto di occupazione abusiva di alloggio pubblico. Il giudice di primo grado dichiara il non doversi procedere: gli imputati hanno ottenuto la regolarizzazione amministrativa successiva e hanno iniziato a pagare i canoni di locazione. Il Procuratore Generale impugna la sentenza direttamente in Cassazione, denunciando l'applicazione di una causa di estinzione non contemplata dalla legge penale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della pubblica accusa: le cause estintive del reato sono tassative e derivano dal principio costituzionale di obbligatorietà dell'azione penale. La sanatoria amministrativa postuma dell'ente proprietario non cancella la rilevanza penale della condotta originaria. I giudici di legittimità annullano la sentenza impugnata e rinviano il procedimento alla Corte di Appello per un nuovo giudizio.
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Sospensione della patente: no al ricalcolo dopo la condanna
Un automobilista subisce la sanzione accessoria della sospensione della patente per quattro anni a seguito di una condanna per guida in stato di ebbrezza. L'interessato chiede al giudice dell'esecuzione di ricalcolare e ridurre la durata del provvedimento, ritenendola sproporzionata. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il giudice dell'esecuzione non può modificare la durata della sospensione della patente se questa rispetta i limiti stabiliti dalla legge. Eventuali contestazioni sulla misura della sanzione devono essere sollevate esclusivamente durante i gradi di giudizio ordinari. Il conducente deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Deposito telematico: no all’invio via PEC al Giudice di Pace
Lo Straniero ha impugnato il decreto di proroga del suo trattenimento presso un centro di permanenza, lamentando la mancata convocazione del nuovo difensore di fiducia. Quest'ultimo era stato nominato tramite una procura inviata via posta elettronica certificata (PEC). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che all'epoca dei fatti (giugno 2020) il deposito telematico degli atti non era consentito nei procedimenti civili davanti al Giudice di Pace, né dalla normativa ordinaria né da quella emergenziale per la pandemia. Di conseguenza, la trasmissione via PEC della nomina era inefficace e l'ufficio giudiziario non era tenuto a considerare il nuovo avvocato, rimanendo valida la convocazione del precedente difensore.
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Amministratore di fatto: responsabilità penale e prova
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un amministratore di fatto per omessa dichiarazione fiscale. La Corte stabilisce che l'esercizio continuo e significativo di poteri gestionali è sufficiente a fondare tale ruolo e la conseguente responsabilità penale, respingendo i motivi di ricorso relativi a vizi procedurali e alla richiesta di attenuanti.
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Indennità una tantum: quando il dirigente non può pagarla
Un dipendente comunale si è visto negare una indennità una tantum per un incarico aggiuntivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la determina dirigenziale che concedeva l'emolumento era illegittima. Il dirigente, infatti, aveva agito in carenza di potere, violando una precedente delibera di Giunta che stabiliva criteri precisi (come la definizione di obiettivi) e escludeva la categoria del dipendente dal beneficio.
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Provvedimento abnorme: revoca rito e decreto esecutivo
La Corte di Cassazione annulla l'ordinanza di un GIP che, a seguito dell'assenza dell'imputato, aveva revocato l'ammissione al rito abbreviato e dichiarato esecutivo un decreto penale di condanna. La Suprema Corte ha qualificato tale decisione come un provvedimento abnorme, sia strutturalmente che funzionalmente, poiché il giudice ha esercitato un potere non previsto dalla legge, creando una paralisi processuale irreversibile a danno dell'imputato.
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Poteri Sindaco: Responsabilità del Comune per inerzia
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di un Comune per i danni subiti da una società immobiliare a causa del mancato sgombero di un'area occupata abusivamente. L'ordinanza chiarisce che l'esercizio dei poteri del Sindaco tramite ordinanza contingibile e urgente per questioni di rilevanza locale (ex art. 50 TUEL) impegna la responsabilità diretta dell'ente locale e non dello Stato, poiché il Sindaco agisce quale rappresentante della comunità.
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