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Ex Nunc

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156 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Riclassificazione settoriale: quando non è retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riclassificazione settoriale di un'azienda da parte dell'INPS, da agricolo a industriale, non ha effetto retroattivo se non è causata da dichiarazioni iniziali false del datore di lavoro. Di conseguenza, i diritti previdenziali acquisiti dai lavoratori prima della variazione, come il diritto all'indennità di disoccupazione agricola, sono salvi. Il provvedimento ha efficacia solo per il futuro (ex nunc).
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Inquadramento previdenziale: Cassazione sul no retroattivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1553/2025, ha accolto il ricorso di una lavoratrice agricola, stabilendo un principio fondamentale: la modifica dell'inquadramento previdenziale di un'azienda da parte dell'INPS non ha effetto retroattivo. La decisione chiarisce che la variazione della classificazione, da agricola a industriale, produce effetti solo dal momento della notifica del provvedimento. Pertanto, la richiesta della lavoratrice di essere iscritta negli elenchi dei braccianti agricoli per un'annualità precedente alla notifica è stata ritenuta legittima. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Recesso cessione d’azienda: quando scatta il termine?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale in materia di cessione d'azienda. In un caso riguardante un trasferimento aziendale con efficacia differita, la Corte ha stabilito che il termine di tre mesi per l'esercizio del diritto di recesso da parte del terzo contraente (nel caso di specie, un istituto di credito) decorre non dalla comunicazione dell'accordo di cessione, ma dal momento in cui il trasferimento diventa effettivamente operativo. Questa interpretazione dell'art. 2558 c.c. tutela il contraente ceduto, permettendogli di valutare la nuova controparte al momento del suo effettivo subentro. La sentenza, pur confermando questo principio, è stata cassata con rinvio per un vizio di motivazione su un altro aspetto della controversia.
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Riclassificazione INPS: effetti e limiti della retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riclassificazione INPS di un'azienda da un settore all'altro (nel caso specifico, da agricolo a industriale) produce effetti solo per il futuro (ex nunc) e non è retroattiva. La decisione è stata presa rigettando il ricorso dell'Istituto, che chiedeva l'applicazione retroattiva della variazione. La Corte ha così protetto i diritti previdenziali già maturati da una lavoratrice, come l'indennità di disoccupazione, basati sul precedente inquadramento aziendale, sottolineando il principio della certezza dei rapporti giuridici.
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Riclassificazione INPS: la Cassazione nega retroattività
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3872/2025, ha affrontato il tema della Riclassificazione INPS di un'azienda dal settore agricolo a quello industriale. La Corte ha stabilito che tale variazione non ha efficacia retroattiva, proteggendo così la posizione previdenziale di una lavoratrice per le prestazioni svolte prima del provvedimento. Il ricorso dell'INPS, che sosteneva la retroattività della riclassificazione, è stato rigettato, confermando un orientamento consolidato a tutela della certezza dei rapporti contributivi.
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Rendita catastale retroattiva: quando è possibile?
Una società ha richiesto la correzione della propria rendita catastale per un errore di calcolo, domandandone l'applicazione retroattiva. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il rifiuto è sempre impugnabile. Tuttavia, ha chiarito che la rendita catastale retroattiva si applica solo se l'errore originario è imputabile all'Ufficio e non al contribuente. Nel caso di errore del contribuente, la rettifica ha efficacia solo per il futuro (ex nunc).
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Prezzo di retrocessione: quale data per il calcolo?
In un caso di retrocessione di un bene espropriato, la Corte di Cassazione ha stabilito che il prezzo di retrocessione deve essere calcolato con riferimento alla data della sentenza d'appello e non a quella di primo grado. Questa decisione è cruciale, specialmente quando, come nel caso di specie, una parte dell'immobile è stata venduta a terzi durante il processo, alterandone la consistenza e il valore. La Corte ha chiarito che la sentenza d'appello sostituisce quella precedente e il trasferimento di proprietà avviene al momento del suo passaggio in giudicato, rendendo la sua data il riferimento corretto per la valutazione economica.
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Divisione ereditaria: effetti ex nunc con conguaglio
Una complessa vicenda familiare, nata da una locazione e sfociata in una divisione ereditaria, porta la Corte di Cassazione a fare chiarezza. L'ordinanza stabilisce che, in caso di assegnazione di un immobile a un coerede con versamento di un conguaglio agli altri, l'acquisto della proprietà per la parte eccedente la quota originaria ha effetto 'ex nunc', ovvero dal momento della sentenza di divisione, e non retroattivamente. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento per occupazione abusiva è stata respinta per il periodo in cui la proprietà era ancora in comunione. La Corte ha inoltre ribadito che il maggior danno da ritardata restituzione dell'immobile non è automatico ma deve essere concretamente provato.
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Revoca misura alternativa: il Giudice deve valutare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di revoca di una misura alternativa (affidamento in prova). La decisione si fonda sul mancato esame, da parte del giudice di sorveglianza, di una memoria difensiva che forniva giustificazioni e indicava un nuovo domicilio idoneo per il condannato. La Suprema Corte ha ribadito che la revoca della misura alternativa non è una conseguenza automatica della violazione delle prescrizioni, ma richiede una valutazione ponderata sulla reale incompatibilità del comportamento con la prosecuzione del percorso rieducativo.
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Sequestro preventivo d’urgenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per associazione mafiosa contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il motivo del ricorso era la tardiva richiesta di convalida da parte del PM, oltre le 48 ore. La Corte ha ribadito che la scadenza del termine per il sequestro preventivo d'urgenza non impedisce al giudice di disporre autonomamente la misura con efficacia ex nunc, confermando la solidità del vincolo reale sui beni.
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Insinuazione al passivo: i requisiti essenziali
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 30/06/2025, ha stabilito che una domanda di insinuazione al passivo priva di elementi essenziali, come la determinazione della somma richiesta, è inammissibile. Tale vizio non può essere sanato con integrazioni successive alla scadenza del termine previsto, poiché le norme sulla sanatoria degli atti del processo civile ordinario non si applicano alla specifica disciplina fallimentare, che prevede la sanzione più grave dell'inammissibilità.
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Reddito di cittadinanza e patteggiamento: stop al sussidio
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza di patteggiamento, al pari di una condanna definitiva, impedisce l'accesso al reddito di cittadinanza. Sebbene la legge menzioni il patteggiamento solo come causa di revoca, la sua efficacia retroattiva lo configura come un requisito ostativo sin dalla richiesta iniziale, annullando di fatto la concessione.
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Notifica nulla: quando salva l’atto fiscale?
La Corte di Cassazione chiarisce che una notifica nulla di un avviso di accertamento, eseguita tramite corriere privato non autorizzato, può essere sanata dall'impugnazione del contribuente. Tuttavia, tale sanatoria ha effetto 'ex nunc' (da ora). Se la sanatoria avviene dopo la scadenza del termine di decadenza per l'accertamento, l'atto impositivo è nullo perché il potere dell'amministrazione si è già estinto. In questo caso, la Corte ha annullato l'atto fiscale.
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Nullità contratto bancario: la forma scritta è essenziale
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto bancario per il periodo in cui mancava la forma scritta, requisito richiesto per la validità stessa dell'atto. Secondo la Corte, né la successiva stipula di un contratto, né la produzione di estratti conto possono sanare la nullità originaria del rapporto. La decisione sottolinea come la forma scritta nei contratti bancari sia un elemento imprescindibile a tutela del cliente, respingendo il ricorso dell'istituto di credito.
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Compenso perito traduttore: quando è congruo?
Un'interprete ha impugnato il decreto di liquidazione del suo compenso perito traduttore, ritenendolo non congruo per un lavoro di traduzione di intercettazioni. Il Tribunale ha rigettato il ricorso, stabilendo che il calcolo deve basarsi sul tempo strettamente necessario e non sulle ore totali lavorate. La corte ha inoltre ritenuto che, nonostante il volume del lavoro, la semplicità delle conversazioni non giustificasse un compenso superiore a quello già liquidato.
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Contratto a termine illegittimo: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8385/2019, stabilisce che in caso di contratto a termine illegittimo, la conversione in rapporto a tempo indeterminato ha effetto retroattivo ('ex tunc'). Al lavoratore spetta sia un'indennità onnicomprensiva per il periodo tra la scadenza del termine e la sentenza, sia il diritto alla riammissione e alle retribuzioni maturate dalla data della sentenza in poi, poiché il rapporto di lavoro si considera mai interrotto.
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