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Ex Nunc

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156 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Revoca affidamento in prova: la valutazione postuma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro la revoca dell'affidamento in prova. La decisione si basa sulla valutazione di comportamenti negativi del condannato, avvenuti dopo la fine della misura ma prima del giudizio finale, ritenuti sintomatici del mancato raggiungimento della finalità rieducativa.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione interviene sul tema della pensione lavoratori spettacolo, chiarendo le modalità di calcolo dell'anzianità contributiva per carriere a cavallo della riforma del D.Lgs. 182/97. La Corte ha stabilito che la nuova classificazione in gruppi (A e B) non ha efficacia retroattiva. Pertanto, i periodi lavorativi antecedenti al 1997 devono essere valutati secondo le norme allora vigenti, mentre solo per i periodi successivi si applica il criterio della prevalenza per determinare il gruppo di appartenenza e il calcolo finale.
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Calcolo anzianità contributiva: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito le modalità di calcolo dell'anzianità contributiva per i lavoratori dello spettacolo la cui carriera si estende prima e dopo la riforma del D.Lgs. 182/1997. Un lavoratore si era visto riconoscere il diritto alla pensione sulla base di un calcolo unificato. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che i periodi antecedenti al 1997 devono essere calcolati con le vecchie regole, mentre per i periodi successivi, in caso di passaggio tra gruppi contributivi diversi, si deve identificare il gruppo di prevalenza e riproporzionare i contributi versati nel gruppo non prevalente. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo.
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Anzianità contributiva spettacolo: calcolo pre-1997
Un lavoratore dello spettacolo ha contestato il calcolo della sua anzianità contributiva ai fini pensionistici. Il nodo della questione era se la riforma del 1997 (D.Lgs. 182/97) potesse essere applicata retroattivamente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la nuova disciplina non è retroattiva. Di conseguenza, l'anzianità contributiva spettacolo maturata prima del 1997 deve essere calcolata con le vecchie regole, mentre le nuove si applicano solo al periodo successivo. La decisione della corte d'appello è stata annullata con rinvio.
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Revoca affidamento in prova: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di revocare l'affidamento in prova a un condannato. La revoca affidamento in prova è stata motivata da una serie di violazioni, tra cui l'attività di parcheggiatore abusivo, la frequentazione di bar in violazione delle prescrizioni, la positività a test tossicologici e la mancanza di un lavoro regolare. La Corte ha ritenuto che il comportamento complessivo del soggetto fosse incompatibile con la prosecuzione della misura alternativa, giustificando la sua sostituzione con la detenzione domiciliare.
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Canone Infrastrutture TLC: la Cassazione fa chiarezza
Una società di telecomunicazioni contestava il pagamento di un canone per le proprie infrastrutture su rete autostradale, invocando il Codice delle Comunicazioni Elettroniche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la disciplina speciale per le autostrade (art. 94) prevale su quella generale (art. 93), confermando il principio di onerosità. Il canone infrastrutture TLC contrattualmente pattuito resta quindi dovuto fino all'eventuale imposizione di una servitù con indennità legale.
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Interdittiva antimafia e contratti pubblici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due imprenditori agricoli contro un'azienda pubblica che aveva risolto i contratti di affitto a seguito di un'interdittiva antimafia. La Corte ha stabilito che il recesso è immediatamente efficace e non viene annullato da una successiva 'liberatoria' prefettizia, la quale non ha effetto retroattivo su un rapporto contrattuale già cessato. Inoltre, la clausola risolutiva basata sull'interdittiva antimafia, se prevista nell'avviso pubblico di gara, non è considerata vessatoria e non richiede una specifica approvazione scritta.
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Classificazione previdenziale: quando è retroattiva?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22798/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di contributi: la variazione della classificazione previdenziale di un'azienda da parte dell'INPS non ha effetto retroattivo. Il caso riguardava alcuni lavoratori a cui era stata negata l'iscrizione negli elenchi agricoli a seguito della riclassificazione del loro datore di lavoro nel settore industriale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che tali modifiche producono effetti solo per il futuro (ex nunc), garantendo così la certezza dei rapporti contributivi, salvo il caso di inesatte dichiarazioni iniziali del datore di lavoro.
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Efficacia sentenza riformata: la Cassazione chiarisce
Un lavoratore, le cui dimissioni erano state annullate da una sentenza di primo grado, si è visto negare il diritto al passaggio di personale presso un altro ente. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, chiarendo che la successiva riforma della sentenza in appello fa perdere alla decisione di primo grado la sua efficacia. Questo determina la 'reviviscenza' dell'atto originario, ovvero le dimissioni, che tornano ad essere valide fin dall'inizio. Di conseguenza, il lavoratore non era in servizio al momento del trasferimento e non poteva vantare alcun diritto. Il caso sottolinea il principio dell'efficacia della sentenza riformata e i suoi effetti retroattivi.
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Responsabilità professionale avvocato: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che negava il compenso a un legale, accusato di negligenza per aver intrapreso un'azione legale ritenuta inutile. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione della responsabilità professionale dell'avvocato deve basarsi su un giudizio 'ex ante', considerando la logicità della scelta al momento in cui è stata fatta, e non solo sul risultato ottenuto. Il caso riguardava un ricorso per il dissequestro di beni, che, sebbene respinto, non costituiva un errore inescusabile tale da giustificare l'azzeramento dell'onorario.
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Decadenza benefici fiscali: vale per l’intero anno
Con l'ordinanza n. 28822/2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che la violazione dell'obbligo di tracciabilità dei pagamenti da parte di un'associazione sportiva dilettantistica comporta la decadenza dei benefici fiscali per l'intero anno d'imposta in cui è avvenuta l'irregolarità, e non solo dal momento della violazione. Secondo la Corte, la tracciabilità è un presupposto fondamentale per accedere al regime agevolato, e la sua mancanza fa venir meno il diritto al beneficio per l'intera annualità, ripristinando il regime fiscale ordinario.
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Nomina amministratore condominio: i requisiti legali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28196/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia condominiale: la delibera di nomina di un amministratore privo dei requisiti di professionalità e onorabilità previsti dall'art. 71-bis disp. att. c.c. è radicalmente nulla e non semplicemente annullabile. La Corte ha chiarito che tale norma è imperativa, posta a tutela dell'interesse generale della collettività dei condomini, e la sua violazione comporta una nullità 'virtuale' che opera con effetto retroattivo (ex tunc). Di conseguenza, un condomino può contestare la nomina in qualsiasi momento, senza essere vincolato al termine di trenta giorni previsto per le delibere annullabili.
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Requisiti amministratore condominio: nomina nulla
La Cassazione, con sentenza 28195/2024, ha stabilito che la delibera di nomina di un amministratore privo dei necessari requisiti professionali e di onorabilità è nulla. Questa decisione chiarisce che la mancanza iniziale dei requisiti amministratore condominio non comporta la semplice cessazione dall'incarico, ma una nullità radicale che invalida anche il contratto di amministrazione.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato da un condannato che, a sua insaputa, aveva continuato a seguire il regime di affidamento in prova dopo la revoca. La Corte chiarisce che la contestazione riguardava una valutazione giuridica e non un errore di fatto, distinguendo nettamente i due concetti e i relativi rimedi processuali. La sentenza sottolinea che il ricorso straordinario non è esperibile per decisioni che non stabilizzano il giudicato, come quelle relative alle modalità di esecuzione della pena.
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Inquadramento previdenziale: limiti alla retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica dell'inquadramento previdenziale di un'azienda, da agricolo a industriale, non ha effetto retroattivo se deriva da un'omessa comunicazione di variazione dell'attività. La rettifica opera 'ex nunc', cioè dalla data di notifica del provvedimento. La retroattività si applica solo in caso di dichiarazioni iniziali inesatte e volontarie da parte del datore di lavoro. Di conseguenza, è stata confermata la reiscrizione di una lavoratrice negli elenchi dei braccianti agricoli per gli anni precedenti alla notifica della variazione.
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Notifica nulla: la Cassazione annulla la revoca
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di revoca di una misura alternativa alla detenzione a causa di una notifica nulla. La Corte ha stabilito che, in caso di deposito dell'atto presso la casa comunale, la notifica si perfeziona solo con la ricezione della raccomandata di avviso. La mancanza di prova di tale ricezione determina la nullità dell'avviso di udienza e degli atti conseguenti, portando all'annullamento del provvedimento con rinvio per un nuovo giudizio.
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Rimborso accise: la domanda fissa la decorrenza
Una società energetica chiedeva il rimborso accise per forniture a un'azienda ospedaliera. La Cassazione ha stabilito che il diritto al rimborso accise sorge solo dalla data in cui il consumatore finale presenta la domanda per l'aliquota agevolata, non retroattivamente. La richiesta della società energetica è stata quindi respinta per il periodo precedente alla domanda del consumatore.
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Buono pasto turno notturno: sì dalla Cassazione
Un'infermiera ha ottenuto il riconoscimento del diritto al buono pasto per i turni notturni svolti tra il 2001 e il 2008. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al buono pasto turno notturno sorge quando l'orario di lavoro supera le sei ore, poiché ciò genera la necessità di una pausa per il recupero psicofisico, indipendentemente dalla fascia oraria. La "particolare articolazione dell'orario" prevista dal CCNL Sanità va interpretata in relazione alla durata della prestazione e non a specifici orari di pranzo o cena.
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Diniego variazione catastale: impugnabile in CTP
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21010/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di contenzioso catastale. Il caso riguardava una società proprietaria di un complesso industriale in stato di abbandono che aveva richiesto la variazione della classificazione catastale a 'unità collabente' (F/2) con effetto retroattivo. L'Agenzia delle Entrate aveva negato la richiesta. La Corte ha chiarito che tale diniego non va qualificato come un provvedimento di autotutela (generalmente non impugnabile), bensì come un atto relativo alle operazioni catastali. Di conseguenza, il diniego variazione catastale è a tutti gli effetti un atto che il contribuente ha il diritto di impugnare dinanzi al giudice tributario. La sentenza del giudice di merito, che aveva dichiarato l'inammissibilità del ricorso, è stata cassata con rinvio.
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Buono pasto turno notturno: Cassazione conferma il diritto
Un'azienda sanitaria ha negato il buono pasto a un infermiere per i turni notturni. La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto del lavoratore, considerando il turno di notte una 'particolare articolazione dell'orario di lavoro'. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, ma è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali. La decisione, di fatto, consolida il diritto al buono pasto per il turno notturno del dipendente.
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