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Estratto Di Ruolo — Anno 2022

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178 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Impugnazione estratto di ruolo: ammessa se manca la notifica
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento e il relativo ruolo esattoriale dopo averne scoperto l'esistenza solo richiedendo un estratto di ruolo all'agente della riscossione, lamentando la mancata notifica della cartella stessa. I giudici di merito avevano dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Contribuente, stabilendo che l'impugnazione estratto di ruolo è pienamente ammissibile quando serve a contestare una cartella di pagamento mai notificata regolarmente. Negare questa possibilità violerebbe il diritto di difesa del cittadino. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Estratto di ruolo: prova il debito ma non la notifica
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per sanzioni stradali, sostenendo di non averla mai ricevuta e che il debito fosse ormai prescritto. Il Tribunale ha respinto il ricorso ritenendolo tardivo e considerando l'estratto di ruolo come prova dell'avvenuta notifica. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Contribuente. I giudici hanno chiarito che contestare la mancata notifica e la prescrizione costituisce un'opposizione all'esecuzione, che non ha termini di scadenza così brevi. Inoltre, la Corte ha stabilito che l'estratto di ruolo non può mai dimostrare l'avvenuta notifica della cartella, ma attesta solo l'esistenza e l'importo del debito. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio.
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Opposizione all’esecuzione: nessun limite per le multe prescritte
Un'automobilista ha impugnato un estratto di ruolo e la relativa cartella di pagamento per una multa stradale, eccependo la prescrizione del debito a causa della nullità della notifica. Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine di trenta giorni. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'automobilista. I giudici hanno chiarito che, quando si contesta la prescrizione della sanzione maturata dopo la violazione, l'azione si configura come un'opposizione all'esecuzione. Questo rimedio ordinario non è soggetto al termine di decadenza di trenta giorni, ma può essere proposto senza limiti di tempo. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Insinuazione al passivo con estratto di ruolo: sì senza notifica
L'Agente della Riscossione ha richiesto l'ammissione al passivo del fallimento di una società per crediti previdenziali e tributari. Il Tribunale ha respinto la domanda per i crediti privi di prova della notifica delle cartelle esattoriali o degli avvisi di addebito. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del concessionario. I giudici hanno stabilito che l'insinuazione al passivo con estratto di ruolo è pienamente valida anche senza la preventiva notifica della cartella di pagamento o dell'avviso di addebito. L'estratto di ruolo è infatti un documento idoneo a dimostrare l'esistenza del credito nel concorso fallimentare, garantendo al contempo il diritto del curatore di contestare la pretesa.
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Notifica della cartella esattoriale: basta l’avviso postale
Una società contribuente ha impugnato alcuni ruoli esattoriali, contestando la regolarità della notifica della cartella esattoriale e disconoscendo la conformità delle fotocopie degli avvisi di ricevimento prodotte dall'agente della riscossione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che, per provare la notifica della cartella esattoriale, è sufficiente produrre l'avviso di ricevimento, senza dover esibire l'originale della cartella. Inoltre, il disconoscimento delle copie fotostatiche deve essere specifico e dettagliato, indicando esattamente le difformità rispetto all'originale, e non può basarsi su contestazioni generiche. Poiché le notifiche erano regolari, la società non poteva contestare il merito dei debiti tramite l'estratto di ruolo, avendo perso il termine per impugnare le singole cartelle.
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Litisconsorzio necessario: l’appello senza il fisco è nullo
Il Contribuente impugnava un estratto di ruolo contenente undici cartelle esattoriali mai notificate. La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva parzialmente il ricorso. Successivamente, l'Agente della Riscossione proponeva appello senza notificare l'atto all'Agenzia delle Entrate, che era stata parte nel giudizio di primo grado. La Commissione Tributaria Regionale dichiarava inammissibile il ricorso originario del contribuente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente, rilevando la violazione delle regole sul litisconsorzio necessario processuale. Poiché l'Agenzia delle Entrate non era stata coinvolta nel giudizio di appello, l'intero procedimento di secondo grado è nullo. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato la causa al giudice d'appello per integrare il contraddittorio.
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Impugnazione estratto di ruolo: sì al ricorso senza notifica
Una società di costruzioni ha scoperto l'esistenza di una cartella di pagamento per debiti IVA solo richiedendo un estratto di ruolo, poiché l'atto non le era mai stato notificato. La società ha quindi impugnato entrambi i documenti. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato il ricorso improponibile, ritenendo che l'estratto di ruolo non fosse autonomamente impugnabile. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della contribuente, stabilendo che l'impugnazione estratto di ruolo è pienamente ammissibile se serve a contestare una cartella di pagamento mai notificata. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza con rinvio ad altra sezione per verificare l'effettiva notifica della cartella.
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Opposizione a cartella di pagamento: sì al ricorso senza limiti
Un cittadino ha proposto opposizione a cartella di pagamento e al relativo estratto di ruolo per una multa stradale, eccependo la prescrizione del debito per decorso dei termini. Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre i trenta giorni dalla conoscenza dell'atto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del cittadino. I giudici hanno chiarito che, se si contesta la prescrizione del diritto alla riscossione avvenuta dopo la violazione, l'azione si qualifica come opposizione all'esecuzione. Questo tipo di contestazione non è soggetta al termine di decadenza di trenta giorni e può essere presentata in ogni momento. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Insinuazione al passivo: sì al fisco anche senza cartella
L'Agente della Riscossione ha proposto opposizione contro l'esclusione di un proprio credito tributario dal passivo del fallimento di una società. Il Tribunale aveva respinto l'opposizione ritenendo necessaria la previa notifica delle cartelle esattoriali per garantire il diritto di difesa del curatore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agente, stabilendo che per l'insinuazione al passivo dei crediti tributari è sufficiente la produzione del ruolo o dell'estratto di ruolo, senza che occorra la previa notifica della cartella di pagamento. Il ruolo costituisce infatti titolo esecutivo e il curatore può comunque contestare il credito davanti al giudice tributario dopo averne avuto conoscenza tramite la domanda di insinuazione al passivo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione cartella di pagamento: il Fisco perde dopo 5 anni
Il Contribuente ha impugnato gli estratti di ruolo e le cartelle di pagamento sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte d'Appello ha dichiarato la prescrizione del diritto alla riscossione per il decorso del termine di cinque anni senza atti interruttivi validi. L'ente di riscossione ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che dopo l'iscrizione a ruolo la prescrizione dei crediti previdenziali diventasse decennale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la mancata opposizione alla cartella non trasforma il termine breve in quello ordinario di dieci anni. Di conseguenza, la prescrizione cartella di pagamento rimane quinquennale in assenza di una sentenza definitiva.
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Notifica della cartella di pagamento: basta la ricevuta
Un contribuente impugna un'iscrizione ipotecaria lamentando la mancata notifica della cartella di pagamento. La Commissione Tributaria Regionale accoglie il ricorso, ritenendo che l'esattore debba produrre l'originale dell'atto per dimostrare la regolare spedizione. L'Agente della Riscossione ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'esattore, stabilendo che per provare la notifica della cartella di pagamento non serve esibire l'originale dell'atto o la sua copia autentica. È sufficiente produrre la relata di notifica o l'avviso di ricevimento della raccomandata, che fanno presumere la conoscenza dell'atto una volta giunto all'indirizzo del destinatario. La sentenza viene cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Impugnazione dell’estratto di ruolo: vittoria contro il fisco
Un'agenzia di riscossione ha impugnato la decisione del Tribunale che consentiva a una contribuente di contestare un estratto di ruolo. L'ente sosteneva che le cartelle esattoriali fossero state regolarmente notificate, rendendo non autonomamente impugnabile l'estratto. Tuttavia, i giudici di merito hanno accertato l'assenza di prova della notifica delle cartelle. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'agenzia, confermando che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è pienamente ammissibile quando il contribuente contesta la mancata o l'invalida notifica della cartella di pagamento sottostante. L'ente di riscossione è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Notifica della cartella di pagamento: nullo il fermo se trasferito
Il Contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo per il mancato pagamento del bollo auto. Il fermo si basava su una cartella esattoriale che l'Agente della Riscossione sosteneva di aver notificato per irreperibilità relativa, depositandola in Comune e spedendo una raccomandata informativa. Tuttavia, la raccomandata era tornata indietro con la dicitura "trasferito". La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente, stabilendo che la notifica della cartella di pagamento non si perfeziona se la raccomandata informativa non viene consegnata perché il destinatario si è trasferito. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per verificare la regolarità della procedura.
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Notifica della cartella di pagamento: inutile se il debito c’è
Il Contribuente ha impugnato un estratto di ruolo contestando esclusivamente la mancata notifica della cartella di pagamento, senza però contestare il merito del debito fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il vizio di notifica non può essere fatto valere da solo se non serve a dimostrare la prescrizione del debito o la tempestività del ricorso. Poiché il cittadino ha comunque preso conoscenza del debito e non ne ha contestato l'esistenza, manca l'interesse ad agire. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la validità della pretesa fiscale e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Autosufficienza del ricorso per cassazione: forma batte sostanza
Il Contribuente ha impugnato quattro cartelle esattoriali sostenendo che la notifica fosse avvenuta a un soggetto estraneo al proprio nucleo familiare. La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto valide le notifiche. Il Contribuente ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza del ricorso per cassazione. Il ricorrente non ha infatti trascritto né allegato i documenti necessari a dimostrare l'irregolarità della notifica, impedendo alla Corte di verificare i fatti basandosi solo sulla lettura del ricorso. Di conseguenza, il Contribuente perde la causa e deve pagare un ulteriore contributo unificato.
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Notifica della cartella di pagamento: senza prove il debito salta
L'Agente della Riscossione ha impugnato la decisione che annullava due cartelle di pagamento per IRPEF emesse nei confronti di un contribuente. Il contribuente lamentava la mancata notifica degli atti. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente creditore. La Corte ha stabilito che la notifica della cartella di pagamento presso la casa comunale è nulla se il messo notificatore non documenta le ricerche del destinatario. Inoltre, la semplice conoscenza indiretta del debito tramite estratti di ruolo non sana i vizi di notifica né impedisce al contribuente di eccepire la decadenza dei termini di riscossione.
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Estratto di ruolo nel fallimento: prova il credito senza cartella
L'Agente della Riscossione ha impugnato il rigetto dell'ammissione al passivo del fallimento di una società per un credito derivante dalla revoca di un'agevolazione pubblica. Il Tribunale aveva ritenuto insufficiente l'estratto di ruolo come prova del credito, richiedendo la notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'estratto di ruolo è una prova sufficiente per l'insinuazione al passivo, anche per crediti non tributari. Non è quindi necessaria la preventiva notifica della cartella esattoriale per partecipare al concorso fallimentare, poiché l'estratto documenta in modo idoneo l'esistenza e l'esigibilità del credito pubblico.
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Insinuazione al passivo: basta l’estratto di ruolo senza cartella
L'Agente della Riscossione ha proposto domanda di insinuazione al passivo del fallimento di un'azienda per recuperare sanzioni civili dovute all'INAIL. I giudici di merito avevano rigettato la domanda ritenendo prescritto il credito, sul presupposto che l'estratto di ruolo non fosse idoneo a interrompere la prescrizione senza la prova della notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'esattore. I giudici di legittimità hanno chiarito che, per l'ammissione al passivo fallimentare, la produzione dell'estratto di ruolo è pienamente sufficiente a dimostrare il credito previdenziale. Non è quindi necessaria la previa notifica della cartella di pagamento, in quanto la procedura concorsuale non costituisce un'espropriazione forzata diretta, rendendo superfluo il titolo esecutivo formale.
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