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Estinzione — Anno 2023

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345 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione

Provvedimenti

Contratto di patrocinio: la rinuncia al ricorso
La controversia riguarda il pagamento di onorari professionali derivanti da un contratto di patrocinio tra un Ente Camerale e un professionista legale. Dopo una sentenza d'appello favorevole al legale, l'ente ha presentato ricorso in Cassazione, per poi depositarne la rinuncia formale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando l'ente al pagamento delle spese processuali e confermando la validità del rapporto professionale precedentemente ratificato.
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Rinuncia agli atti: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia agli atti presentata dai ricorrenti e regolarmente accettata dalle controparti. Il caso riguardava l'impugnazione di una sentenza di appello in materia civile. In presenza di una rinuncia formale e della relativa accettazione, la Corte, applicando gli articoli 390 e 391 c.p.c., ha preso atto della volontà delle parti di non proseguire la lite, chiudendo il procedimento senza alcuna condanna alle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio del contributo
Alcune società operanti nel settore estrattivo hanno impugnato avvisi di pagamento relativi a contributi regionali per l'estrazione di materiali. Dopo che i giudici di merito avevano escluso la giurisdizione tributaria, le parti hanno optato per la rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che tale rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Definizione agevolata: rinvio dei processi tributari
Una società operante nel settore turistico ha impugnato una cartella esattoriale relativa alla TARSU per l'anno 2009. Dopo una vittoria in primo grado e una riforma della sentenza in appello favorevole al Comune, la controversia è giunta in Cassazione. La ricorrente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge 130/2022, chiedendo la sospensione del giudizio. La Suprema Corte, rilevata la soccombenza dell'ente locale nel primo grado di merito e l'esistenza di un regolamento comunale per la sanatoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della procedura.
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Prestito di azioni: la Cassazione chiude il caso
Il caso riguarda un'operazione di prestito di azioni tra una società italiana e soggetti esteri, qualificata dall'amministrazione finanziaria come un disegno elusivo privo di reale sostanza economica. Il Fisco ha contestato la deducibilità delle perdite generate dallo schema negoziale, ritenendolo finalizzato esclusivamente al risparmio d'imposta. La controversia, dopo i gradi di merito favorevoli all'Agenzia delle Entrate, si è conclusa in Cassazione con la dichiarazione di estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla società contribuente.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA a seguito dell'adesione della società contribuente alla definizione agevolata. La controversia, originata da contestazioni su operazioni finanziarie e fatturazioni ritenute fittizie, si è conclusa poiché l'Amministrazione Finanziaria non ha notificato alcun diniego alla sanatoria entro i termini di legge. La decisione conferma che la definizione agevolata comporta la cessazione della materia del contendere, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza l'obbligo di versare il doppio contributo unificato.
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Apprendistato e anzianità: il computo degli scatti
Una società di trasporti ha impugnato la sentenza che riconosceva ai dipendenti il computo dell'intero periodo di apprendistato ai fini degli scatti di anzianità. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulle le clausole del contratto collettivo che limitavano tale diritto, basandosi sulla natura imperativa della legge. Tuttavia, prima della decisione finale di legittimità, la società ha presentato rinuncia al ricorso, portando la Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio.
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Apprendistato e anzianità: guida al computo legale
La controversia riguarda il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante il periodo di apprendistato ai fini degli aumenti salariali periodici. Una società di trasporti ferroviari ha impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del contratto collettivo nazionale (CCNL) che escludevano tale computo. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'Art. 19 della Legge 25/1955 è una norma imperativa, rendendo illegittima ogni deroga peggiorativa da parte della contrattazione collettiva. Tuttavia, il giudizio in Cassazione si è concluso con l'estinzione per rinuncia al ricorso da parte della società, accettata dai lavoratori coinvolti.
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Apprendistato e anzianità: il calcolo degli scatti
La controversia riguarda il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante il periodo di apprendistato ai fini degli aumenti periodici di stipendio. Una società di trasporti aveva impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del contratto collettivo che escludevano tale computo. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'anzianità maturata nell'apprendistato deve essere considerata utile per gli scatti salariali, in linea con la normativa imperativa e la disciplina europea. Tuttavia, il giudizio di legittimità si è concluso con la rinuncia al ricorso da parte della società, portando alla dichiarazione di estinzione del giudizio.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: guida pratica
Un ente condominiale aveva impugnato una sentenza d'appello riguardante la nullità di alcune delibere assembleari. Durante il procedimento di legittimità, il ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso, regolarmente accettata dalle controparti. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia al ricorso produce la chiusura del caso senza esame del merito e comporta la compensazione delle spese legali se concordata tra le parti.
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Estinzione del reato per morte dell’imputato: guida
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un soggetto condannato in appello per gravi reati, tra cui tentato omicidio, sequestro di persona e riduzione in schiavitù. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, è intervenuta la comunicazione ufficiale del decesso dell'imputato. In conformità con il codice penale, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per morte dell'imputato, disponendo l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. Tale decisione rende superfluo l'esame dei motivi di ricorso relativi alla valutazione delle prove e alla determinazione della pena.
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Estinzione del reato per morte dell’imputato
Un imputato, precedentemente condannato per il reato di false dichiarazioni a pubblico ufficiale, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, è stato depositato il certificato di morte dell'interessato. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del reato per morte del reo, disponendo l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. La decisione ribadisce l'impossibilità di proseguire l'azione penale in caso di decesso del soggetto coinvolto.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di trasporti ha impugnato un'ordinanza ingiunzione emessa per la violazione delle norme sul trasporto di animali, specificamente per aver movimentato un bovino non idoneo. Dopo aver raggiunto il grado di legittimità, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la ricorrente al pagamento delle spese legali in favore dell'ente sanitario, poiché non è risultata un'adesione formale alla rinuncia da parte della controricorrente.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società italiana ha impugnato un avviso di accertamento relativo a un'operazione di stock lending internazionale coinvolgente società in Repubblica Ceca e a Madeira. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la natura elusiva dell'operazione, volta a generare perdite fittizie tramite la percezione di dividendi agevolati. Dopo i primi due gradi di giudizio sfavorevoli al contribuente, la causa è giunta in Cassazione. Tuttavia, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, senza procedere alla liquidazione delle spese legali.
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Autotutela: estinzione del processo tributario
Una società di logistica ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che dichiarava inammissibile l'appello relativo a un atto di recupero di un credito d'imposta. Durante la pendenza del giudizio, l'Agenzia delle Entrate ha esercitato il potere di **Autotutela**, annullando integralmente la pretesa impositiva. Di conseguenza, le parti hanno richiesto congiuntamente l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la compensazione delle spese e confermando che l'estinzione esclude il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in seguito alla rinuncia al ricorso presentata da un ente locale. La controversia, originata da un accertamento ICI nei confronti di una società di capitali, è stata risolta bonariamente dalle parti fuori dalle aule giudiziarie. La Suprema Corte ha stabilito la compensazione integrale delle spese di lite e ha chiarito che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, in quanto la definizione amichevole della lite esclude la natura dilatoria dell'impugnazione.
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Cessazione della materia del contendere: stop alle liti
Una società di capitali ha impugnato alcuni avvisi di accertamento relativi ai tributi ICI e IMU emessi da un ente locale per terreni adibiti ad attività estrattiva. Dopo una serie di gradi di giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo depositando un'istanza congiunta. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese legali, escludendo inoltre l'obbligo del versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Autotutela tributaria: estinzione e sgravio cartella
Una società ha impugnato il diniego di autotutela tributaria relativo a un recupero di credito d'imposta. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, la controversia è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, l'Agenzia delle Entrate ha proceduto all'annullamento e allo sgravio della cartella di pagamento contestata. La società ha quindi depositato atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese e confermando che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Autotutela tributaria: estinzione del giudizio
Una società contribuente ha impugnato il diniego di autotutela tributaria relativo a un recupero di credito d'imposta. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha provveduto all'annullamento e allo sgravio della cartella di pagamento contestata. A seguito di tale evento, la società ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese e chiarendo che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia di estinzione e non di rigetto.
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Esenzione IMU: limiti per gli alloggi sociali
Un ente gestore di edilizia residenziale pubblica ha impugnato il diniego di rimborso relativo all'imposta municipale propria per l'anno 2012. La tesi difensiva sosteneva la spettanza dell'esenzione IMU per gli alloggi sociali, in quanto privi di finalità produttiva di reddito. Dopo le sentenze sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, l'ente ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a fronte di un orientamento giurisprudenziale di legittimità ormai consolidato in senso contrario, il ricorrente ha depositato atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'assenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia.
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