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Estinzione Giudizio Cassazione

78 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Estinzione giudizio cassazione: la rinuncia al ricorso
Una società in liquidazione, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, ha deciso di rinunciarvi. La Suprema Corte ha preso atto della rinuncia e, conformemente alla legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione. In via eccezionale, la Corte ha deciso di non addebitare le spese processuali alla parte che ha rinunciato.
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Estinzione giudizio Cassazione: l’accordo tra le parti
Una società creditrice, dopo aver visto accolta l'opposizione a un suo decreto ingiuntivo in primo e secondo grado, propone ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, tutte le parti raggiungono un accordo e presentano un'istanza congiunta per chiudere la controversia. La Corte Suprema, prendendo atto della volontà delle parti, dichiara l'estinzione del giudizio di Cassazione per rinuncia e dispone la compensazione integrale delle spese legali.
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Estinzione giudizio Cassazione: accordo tra le parti
Una società di gestione aeroportuale e diverse aziende di logistica avevano impugnato una sentenza della Corte d'Appello. Durante il procedimento in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, presentando rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, specificando che, dato l'accordo, non era necessario pronunciarsi sulle spese legali e che non si applicava l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Estinzione giudizio Cassazione: rinuncia e accordo
L'ordinanza analizza un caso di estinzione giudizio Cassazione a seguito della rinuncia al ricorso da parte degli appellanti e della contestuale accettazione da parte della controparte. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che, in virtù dell'accordo tra le parti, non si procede alla condanna alle spese legali, applicando l'articolo 391 del codice di procedura civile.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio costa caro
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della mancata risposta a una proposta di definizione del giudizio. L'Amministrazione Finanziaria, non avendo dato seguito alla proposta entro 40 giorni, si è vista dichiarare l'estinzione del giudizio Cassazione per presunta rinuncia, con conseguente condanna al pagamento delle spese legali a favore del contribuente.
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Estinzione giudizio cassazione: il silenzio che costa
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro quaranta giorni dalla comunicazione della proposta di definizione. Tale inerzia, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso, comportando l'estinzione del giudizio di cassazione. Nessuna statuizione sulle spese è stata emessa, data la mancata attività difensiva della controparte.
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Estinzione giudizio Cassazione: il decreto decisorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte appellante. Il provvedimento, emesso sotto forma di decreto, conferma che, in presenza dei requisiti formali, la procedura si conclude rapidamente senza statuizione sulle spese, data la mancata difesa della controparte. Questo caso chiarisce il meccanismo dell'estinzione del giudizio in Cassazione.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio vale resa
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze del mancato riscontro alla proposta di definizione del giudizio. Un cittadino, in causa contro una Provincia, ha visto il suo ricorso terminare a causa del suo silenzio. La Corte ha applicato la presunzione di rinuncia, decretando l'estinzione del giudizio Cassazione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
Una società in nome collettivo ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria. In Cassazione, è stata formulata una proposta di definizione del giudizio. La società non ha richiesto una decisione sul ricorso entro il termine previsto, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio Cassazione per presunta rinuncia e a condannare la stessa al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione giudizio Cassazione: analisi decreto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione in una controversia di lavoro. La decisione si basa sulla mancata richiesta di decisione del ricorso da parte del ricorrente entro il termine di quaranta giorni dalla comunicazione della proposta di definizione semplificata, come previsto dall'art. 380-bis c.p.c. Questo silenzio viene interpretato dalla legge come una rinuncia al ricorso.
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Estinzione giudizio cassazione: le conseguenze
Una società ha impugnato una sentenza tributaria dinanzi alla Corte di Cassazione. A seguito della proposta di definizione del giudizio da parte della Corte, la società non ha manifestato interesse alla prosecuzione entro il termine di 40 giorni. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio cassazione, equiparando il silenzio a una rinuncia. La sentenza impugnata è diventata definitiva e la società ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio costa caro
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società ricorrente non ha richiesto la fissazione dell'udienza entro il termine di 40 giorni. La Suprema Corte ha pertanto dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione per rinuncia presunta, condannando la società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio assenso
Una società ha presentato ricorso in Cassazione avverso una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata dalla Corte, la società ricorrente non ha chiesto la decisione entro il termine di 40 giorni. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, interpretando l'inerzia della parte come una rinuncia implicita al ricorso, in applicazione dell'art. 380-bis c.p.c.
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Estinzione giudizio Cassazione: cosa accade?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione in un caso in cui la parte ricorrente non ha dato seguito alla proposta di definizione del ricorso formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. L'inerzia del ricorrente, protrattasi per oltre quaranta giorni dalla comunicazione, è stata interpretata come una rinuncia al ricorso, portando alla chiusura del procedimento e alla compensazione delle spese processuali tra le parti.
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Estinzione giudizio Cassazione: silenzio e rinuncia
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla proposta definitoria. Questo silenzio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso, portando all'estinzione del giudizio Cassazione. Non sono state liquidate le spese legali in quanto la controparte non ha svolto attività difensiva.
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Estinzione giudizio Cassazione: silenzio vale rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario perché il ricorrente non ha risposto entro 40 giorni alla proposta di definizione. Questo silenzio, secondo l'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso. Di conseguenza, il processo si è concluso e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali. Questo caso evidenzia l'importanza di una gestione attiva dei termini processuali per evitare l'estinzione giudizio Cassazione.
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Estinzione giudizio Cassazione per inerzia del fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a causa dell'inerzia dell'Agenzia delle Entrate. L'Agenzia, dopo aver proposto ricorso, non ha chiesto una decisione entro 40 giorni dalla ricezione della proposta di definizione. Questa inazione ha portato alla presunzione di rinuncia al ricorso. Di conseguenza, il procedimento si è concluso con l'estinzione del giudizio di Cassazione e la condanna dell'ente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio che costa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro il termine di quaranta giorni dalla comunicazione della proposta di definizione agevolata del ricorso. Tale inerzia, secondo la Corte, equivale a una rinuncia tacita al ricorso, comportando l'estinzione giudizio Cassazione ai sensi degli artt. 380-bis e 391 c.p.c. Non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese, data l'assenza di attività difensiva da parte degli intimati.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione giudizio Cassazione a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla proposta di definizione. Tale inerzia viene interpretata come rinuncia al ricorso, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione giudizio Cassazione: silenzio e rinuncia
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia del ricorrente a seguito di una proposta di definizione agevolata. Il mancato riscontro entro 40 giorni equivale a una rinuncia al ricorso, portando all'estinzione del giudizio di Cassazione e alla condanna alle spese. Il caso in esame vedeva contrapposti un contribuente e l'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
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