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Estinzione Giudizio Cassazione

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78 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione giudizio Cassazione: accordo tra le parti
Una controversia tra un ente ecclesiastico e un comune, giunta dinanzi alla Corte di Cassazione, si è conclusa con una rinuncia congiunta al ricorso a seguito di un nuovo accordo. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto misura sanzionatoria di stretta interpretazione limitata ai soli casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario poiché la parte ricorrente, un'amministrazione statale, non ha dato seguito alla proposta di definizione del ricorso entro i termini previsti. Questa inattività ha portato alla condanna della stessa al pagamento delle spese processuali. Il caso evidenzia le conseguenze procedurali della mancata risposta a una proposta di definizione, portando a una automatica estinzione del giudizio in Cassazione.
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Estinzione giudizio Cassazione: il caso della rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una lavoratrice del settore scolastico. La decisione è intervenuta dopo che la ricorrente, a fronte di una proposta di definizione del giudizio, ha formalmente depositato un atto di rinuncia. Di conseguenza, è stata condannata al pagamento delle spese processuali. Questo caso evidenzia il meccanismo di estinzione del giudizio di Cassazione per rinuncia.
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Estinzione giudizio Cassazione: silenzio e rinuncia
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia del ricorrente a seguito della proposta di definizione del giudizio. Il mancato riscontro entro 40 giorni equivale a una rinuncia tacita, portando all'immediata estinzione del giudizio di cassazione senza pronuncia sulle spese, qualora la controparte non abbia svolto attività difensiva.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente dopo la proposta di definizione del giudizio. Il caso analizza l'applicazione dell'art. 380-bis c.p.c., che porta alla dichiarazione di estinzione del giudizio di Cassazione. La Corte, ritenendo l'inerzia del ricorrente come una rinuncia tacita, ha dichiarato il processo estinto e ha condannato la parte ricorrente al pagamento integrale delle spese processuali.
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Estinzione giudizio Cassazione: il caso del silenzio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della mancata risposta del ricorrente alla proposta di definizione formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Tale silenzio, protrattosi oltre il termine di quaranta giorni, è stato equiparato a una rinuncia al ricorso. La Corte ha quindi disposto l'estinzione del giudizio di Cassazione e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali a favore dell'Agenzia delle Entrate.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio vale rinuncia
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio perché il ricorrente non ha chiesto una decisione entro 40 giorni dalla proposta di definizione semplificata. La Corte ha interpretato il silenzio come una rinuncia implicita al ricorso, applicando l'art. 380-bis c.p.c. Questa decisione sottolinea l'importanza dei termini processuali e le conseguenze dell'inattività, portando alla definitiva estinzione del giudizio di Cassazione.
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Estinzione giudizio Cassazione: cosa accade?
Il decreto analizza un caso di estinzione del giudizio di Cassazione. A seguito di una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la parte ricorrente non ha richiesto la decisione del ricorso entro il termine di 40 giorni. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, assimilando l'inerzia a una rinuncia, e ha condannato la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione giudizio Cassazione per inerzia: il caso
Un ente previdenziale ricorre in Cassazione contro una sentenza d'appello. Tuttavia, dopo la proposta di definizione del giudizio, non chiede la decisione del ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio di Cassazione per inerzia, condannando l'ente al pagamento delle spese legali. La decisione si basa sull'applicazione dell'art. 380-bis c.p.c., che equipara il silenzio alla rinuncia.
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Estinzione giudizio Cassazione: il caso 380-bis c.p.c.
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza del Tribunale. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società ricorrente non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio Cassazione, equiparando il silenzio della parte a una rinuncia al ricorso. Non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese legali, poiché la controparte non si è costituita in giudizio.
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Estinzione giudizio Cassazione: cosa accade?
Un imprenditore ha impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello relativa al proprio fallimento. La Suprema Corte ha formulato una proposta di definizione del giudizio, ma il ricorrente non ha richiesto una decisione entro 40 giorni. Di conseguenza, il ricorso è stato considerato rinunciato, portando alla declaratoria di estinzione del giudizio Cassazione per inattività della parte, come previsto dal codice di procedura civile.
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Estinzione giudizio Cassazione: il caso del silenzio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio di Cassazione perché il ricorrente non ha chiesto la decisione entro 40 giorni dalla proposta di definizione. Il silenzio viene interpretato come rinuncia, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali a favore della controparte. La decisione si fonda sull'applicazione degli artt. 380-bis e 391 c.p.c.
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Estinzione giudizio Cassazione per inerzia del ricorrente
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione a causa dell'inerzia del ricorrente. Quest'ultimo, infatti, non ha richiesto una decisione sul proprio ricorso entro 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione accelerata. Tale comportamento è stato interpretato come una rinuncia al ricorso, con conseguente condanna al pagamento delle spese legali a favore della controparte.
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Estinzione giudizio Cassazione: cosa accade?
Un ente pubblico regionale ha presentato ricorso in Cassazione. A seguito della proposta di definizione del giudizio, l'ente non ha richiesto una decisione entro i termini previsti. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione, assimilando l'inattività a una rinuncia al ricorso e condannando l'ente al pagamento delle spese legali a favore delle controparti, una società privata e l'amministrazione finanziaria.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio costa caro
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte, dopo aver comunicato una proposta di definizione del giudizio, non ha ricevuto alcuna richiesta di decisione da parte della società ricorrente entro il termine di 40 giorni. Di conseguenza, il ricorso è stato considerato rinunciato, portando all'estinzione del giudizio di Cassazione e alla condanna della società al pagamento delle spese legali a favore della controparte.
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Estinzione giudizio Cassazione: il caso della rinuncia
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata dalla Suprema Corte ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società ricorrente non ha richiesto una decisione entro il termine di quaranta giorni. Tale silenzio è stato interpretato come una rinuncia al ricorso, portando alla dichiarazione di estinzione del giudizio di Cassazione e alla condanna della società al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione in un caso in cui il ricorrente, dopo aver ricevuto una proposta di definizione del ricorso, non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. L'inerzia è stata equiparata a una rinuncia all'impugnazione, portando alla chiusura del procedimento.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
Un recente decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inattività del ricorrente di fronte a una proposta di definizione del giudizio. A seguito del mancato riscontro entro il termine di 40 giorni, il ricorso è stato considerato rinunciato, portando alla declaratoria di estinzione del giudizio di Cassazione. La decisione sottolinea l'importanza di rispettare le scadenze processuali, la cui inosservanza può determinare la chiusura definitiva del caso senza una pronuncia nel merito.
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Estinzione giudizio Cassazione: la rinuncia tacita
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia del ricorrente. A seguito di una proposta di definizione anticipata del ricorso, il mancato riscontro entro 40 giorni è stato interpretato come una rinuncia tacita, portando all'estinzione del giudizio di Cassazione e alla condanna alle spese per il ricorrente, in applicazione degli artt. 380-bis e 391 c.p.c.
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Estinzione giudizio Cassazione: silenzio e conseguenze
Una società di trasporti ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha formulato una proposta di definizione del giudizio, ma la società non ha chiesto la decisione del ricorso entro 40 giorni. Di conseguenza, il ricorso è stato considerato rinunciato, portando all'estinzione del giudizio Cassazione e alla condanna della società al pagamento delle spese legali.
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