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Estinzione Del Processo — Anno 2023

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260 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Processo

Provvedimenti

Definizione agevolata: la società vince e il fisco si ferma
Una società in liquidazione ha impugnato due avvisi di accertamento per presunte operazioni inesistenti. Dopo che la Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla società, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il liquidatore della società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. 119/2018, provvedendo al pagamento delle somme dovute. Poiché l'ente impositore non ha presentato alcuna opposizione nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, confermando l'efficacia della definizione agevolata per chiudere definitivamente il contenzioso con il fisco.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle liti previdenziali
Un'associazione sportiva ha impugnato la decisione che la obbligava a versare i contributi previdenziali all'ente dei giornalisti anziché all'ente previdenziale ordinario. Successivamente, l'associazione ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'ente previdenziale subentrante. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti e stabilendo che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia non equivale a un rigetto o a una pronuncia di inammissibilità.
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Esenzione IMU edilizia popolare: il nodo dell’uso diretto
Un ente di edilizia popolare ha chiesto il rimborso dell'imposta municipale per l'anno 2012, sostenendo il proprio diritto all'esenzione IMU edilizia popolare in quanto soggetto non commerciale con scopi sociali. Il Comune ha rifiutato il rimborso, evidenziando che gli immobili non erano utilizzati direttamente dall'ente, ma assegnati a terzi. Durante la causa in Cassazione, l'ente ha rinunciato al ricorso poiché la giurisprudenza si è consolidata in senso sfavorevole, confermando la necessità dell'uso diretto per ottenere l'agevolazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo per rinuncia e ha compensato le spese di lite tra le parti, escludendo ulteriori sanzioni o raddoppi del contributo unificato a carico dell'ente rinunciante.
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Mancata notifica: Ministero perde, risarcimento confermato
Un dipendente pubblico aveva ottenuto un indennizzo per l'eccessiva durata di una causa. L'Amministrazione statale ha presentato opposizione ma ha sbagliato la notifica. Il giudice ha concesso un nuovo termine, definito 'perentorio', per correggere l'errore. L'Amministrazione, però, ha ignorato anche questa scadenza. La Cassazione ha stabilito che la mancata rinnovazione della notifica entro un termine perentorio causa l'estinzione immediata del procedimento. Di conseguenza, l'opposizione del Ministero è stata annullata e il risarcimento originario, più alto, è stato confermato in favore del cittadino.
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Tassa Rifiuti: lite col Fisco? L’estinzione del processo la chiude
Un Contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU) emesso da un Comune. La controversia è arrivata fino in Cassazione. Durante il giudizio, il Contribuente ha aderito alla 'definizione agevolata', una sorta di pace fiscale. Poiché nessuna delle parti ha poi chiesto di proseguire la causa entro i termini di legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. Di conseguenza, la lite si è conclusa senza un vincitore o un vinto, e il giudice ha stabilito che ogni parte dovesse pagare le proprie spese legali.
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Rinuncia al Ricorso: Azienda ritira l’appello, processo estinto
Una società concessionaria di un'area demaniale marittima aveva impugnato un avviso di accertamento della Regione per il mancato pagamento di un'imposta. Giunta in Cassazione, la società ha presentato una 'rinuncia al ricorso', che è stata formalmente accettata dalla Regione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. La sentenza stabilisce un principio importante: in caso di rinuncia, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo del contributo unificato, previsto invece per i ricorsi respinti o inammissibili. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: l’azienda cede sulla tassa portuale
Un'azienda, titolare di una concessione demaniale marittima, ha impugnato un avviso di accertamento della Regione per il mancato pagamento di un'imposta. Dopo aver perso in appello, l'azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, ha optato per la rinuncia al ricorso, che è stata formalmente accettata dalla Regione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, rendendo definitiva la precedente sentenza sfavorevole all'azienda. Le parti hanno concordato la compensazione delle spese legali, chiudendo così il contenzioso.
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Tassa su Concessione: Rinuncia al Ricorso e Processo Estinto
Una società concessionaria di un terminal marittimo aveva impugnato un avviso di accertamento fiscale emesso dalla Regione per il mancato pagamento di un'imposta sulle concessioni demaniali. La controversia è giunta fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, la società ha notificato la propria volontà di abbandonare la causa e la Regione ha accettato. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia. Questo esito ha chiuso la vicenda giudiziaria senza un vincitore né un vinto, stabilendo che ogni parte dovesse sostenere le proprie spese legali.
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Estinzione Processo per Rinuncia: Causa Chiusa in Cassazione
Una recente ordinanza della Cassazione illustra un caso di estinzione del processo per rinuncia. Un'azienda, dopo aver presentato ricorso contro una sentenza d'appello, ha deciso di ritirarlo. Le controparti, tra cui un'importante compagnia di assicurazioni, hanno formalmente accettato questa rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione non è entrata nel merito della questione. Ha semplicemente preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato il processo estinto. Questo significa che la causa si è conclusa definitivamente, rendendo valida la precedente sentenza. Le parti hanno anche concordato che ognuno avrebbe pagato le proprie spese legali.
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Rinuncia al Ricorso: Processo Estinto e Niente Sanzioni Extra
Un contribuente aveva presentato ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate. Successivamente, ha deciso di ritirare il proprio ricorso e l'Agenzia ha accettato questa decisione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. Questo significa che la causa si è conclusa senza una decisione nel merito. La Corte ha anche specificato che, data la rinuncia, il contribuente non è tenuto a pagare le spese legali del giudizio né la sanzione del 'raddoppio del contributo unificato', prevista invece per i ricorsi respinti.
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Estinzione Processo Tributario: Azienda Annulla Lite con il Fisco
Una società, dopo aver ricevuto avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA, ha impugnato gli atti dando inizio a una lunga lite fiscale. Mentre la causa era pendente in Cassazione, l'azienda ha aderito a una procedura di 'definizione agevolata' prevista da una legge speciale. La Corte Suprema, verificato il corretto completamento della procedura di sanatoria, non ha deciso nel merito della questione, ma ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. La lite si è quindi conclusa definitivamente, con la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rinuncia al Ricorso: Evita il Raddoppio del Contributo Unificato
Una ditta individuale si opponeva a una cartella di pagamento per contributi previdenziali molto vecchi. Dopo aver perso in appello, presentava ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, la ditta decideva di ritirare il proprio ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato estinto il processo, stabilendo un principio fondamentale sulla 'Rinuncia al ricorso e contributo unificato': chi rinuncia non è tenuto a pagare il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione, infatti, si applica solo nei casi in cui il ricorso viene respinto, dichiarato inammissibile o improcedibile, e non in caso di ritiro volontario.
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Vince il concorso ma non lo assumono: la causa finisce con un accordo
Un lavoratore, vincitore di un concorso pubblico, si è visto negare l'impiego da parte di un'Agenzia regionale a causa di una sopravvenuta mancanza di fondi. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il caso è arrivato in Cassazione. Prima della decisione finale, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, il lavoratore ha ritirato il ricorso e la Corte ha dichiarato il processo estinto, senza pronunciarsi sul merito del conteso diritto all'assunzione. La vicenda si conclude quindi con una soluzione pratica per il lavoratore, ma senza creare un precedente legale sulla questione.
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Vince il concorso ma non lo assumono: la transazione chiude il caso
Un lavoratore, vincitore di un concorso pubblico per la stabilizzazione, non veniva assunto da un'Agenzia Regionale per sopravvenuta mancanza di copertura finanziaria. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, il lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo economico. Di conseguenza, il lavoratore ha presentato una rinuncia al ricorso per transazione, accettata dall'Agenzia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito, ma prendendo atto dell'accordo raggiunto tra le parti.
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Lavoratore contesta il giudice, poi rinuncia: processo estinto
Un Lavoratore si oppone a un decreto ingiuntivo ottenuto da un'Azienda, sostenendo che il Giudice di Pace non fosse competente e che la causa dovesse essere trattata dal Tribunale del Lavoro. Il Lavoratore presenta quindi ricorso in Cassazione per risolvere la questione. A sorpresa, prima della decisione, il Lavoratore rinuncia al ricorso e l'Azienda accetta la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. La causa originaria per il pagamento proseguirà quindi davanti al Giudice di Pace, poiché la contestazione sulla sua competenza è stata abbandonata.
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Scatti di Anzianità Apprendistato: Nulli i Patti Contrari
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante il diritto ai scatti di anzianità apprendistato. Un gruppo di lavoratori si era opposto a una clausola del loro contratto collettivo che escludeva i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo dell'anzianità utile per gli aumenti di stipendio. I giudici di merito avevano dato ragione ai lavoratori, dichiarando nulla la clausola e condannando l'azienda a riconoscere l'anzianità maturata e a pagare le differenze retributive. Prima della decisione finale della Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla chiusura del caso. Resta però il principio affermato nei gradi precedenti: l'intero periodo di apprendistato è valido per la maturazione degli scatti di anzianità.
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Accertamento sul caffè: l’azienda paga e chiude la lite col Fisco
Un'azienda di ristorazione contesta un accertamento analitico-induttivo basato sulla presunzione 'pasti-caffè', secondo cui dal numero di caffè venduti si ricaverebbe il numero di pasti. La controversia arriva fino alla Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulla legittimità di un accertamento fondato su una singola presunzione. Tuttavia, la Corte non si pronuncia nel merito. L'azienda, infatti, aderisce a una definizione agevolata ('pace fiscale'), pagando una somma ridotta e chiudendo la lite. Di conseguenza, i giudici dichiarano l'estinzione del processo, ponendo fine alla vicenda senza stabilire un principio di diritto sul caso specifico.
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Anzianità di servizio in apprendistato: CCNL nullo, vince il Lavoratore
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante il diritto al riconoscimento dell'anzianità di servizio in apprendistato. Un lavoratore si era opposto a una clausola del CCNL che escludeva i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo degli scatti di stipendio. I giudici di merito avevano dichiarato nulla tale clausola, dando ragione al dipendente. Di fronte al ricorso dell'azienda in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, ponendo fine alla causa. La decisione favorevole al lavoratore è così diventata definitiva, confermando che il periodo di apprendistato va interamente conteggiato ai fini dell'anzianità.
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Scatti Anzianità Apprendistato: CCNL Annullato, Azienda Paga
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante il diritto ai scatti di anzianità per il periodo di apprendistato. Inizialmente, i tribunali avevano dato ragione a un gruppo di lavoratori, annullando la clausola di un contratto collettivo che escludeva i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo dell'anzianità di servizio. L'Azienda era stata condannata a pagare le differenze retributive. Tuttavia, prima della decisione finale della Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla chiusura anticipata della causa. La sentenza, quindi, non si pronuncia sul merito della questione, ma sancisce la fine del contenzioso per avvenuta transazione.
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Anzianità Apprendistato: Azienda rinuncia, vittoria ai Lavoratori
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al mancato riconoscimento dell'anzianità di servizio apprendistato ai fini degli scatti di stipendio. Alcuni lavoratori, dopo la trasformazione del loro contratto e il passaggio a una nuova azienda, si sono visti negare il computo dei primi 18 mesi di apprendistato sulla base di una clausola del CCNL. I giudici di merito avevano dichiarato nulla tale clausola, dando ragione ai dipendenti. Di fronte al ricorso dell'azienda, la vicenda si è conclusa con la rinuncia della stessa società al giudizio in Cassazione. Questo atto ha reso definitiva la vittoria dei lavoratori, che hanno ottenuto il riconoscimento del loro diritto e le relative differenze retributive.
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