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Estinzione Del Processo — Anno 2023

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260 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Processo

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: addio al credito prioritario senza spese
Una società creditrice ha chiesto l'ammissione al passivo dei propri crediti per lavori di carpenteria eseguiti per un'azienda in amministrazione straordinaria. Il giudice delegato ha ammesso i crediti ma ha negato la prededuzione e gli interessi. Dopo il rigetto dell'opposizione da parte del Tribunale, la creditrice ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, la ricorrente ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso, sottoscritto dal proprio legale rappresentante. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso, compensando le spese di lite poiché all'epoca della presentazione del ricorso non vi erano orientamenti giurisprudenziali consolidati sulla questione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: niente raddoppio tassa
Un Comune ha notificato a un'Azienda pubblicitaria un avviso di liquidazione per il pagamento di un maggiore importo relativo al canone per l'installazione di mezzi pubblicitari. Dopo la decisione d'appello favorevole all'Azienda, il Comune ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha successivamente presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo per rinuncia e ha stabilito che non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa misura sanzionatoria si applica infatti solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non può essere estesa per analogia alla rinuncia.
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Rinuncia al ricorso e sopravvenuto difetto di interesse ad agire
Alcuni dipendenti pubblici hanno presentato ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Istruzione. Successivamente, i lavoratori hanno depositato una formale rinuncia al ricorso, firmata da loro ma non notificata al Ministero. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata notifica impedisce l'estinzione formale del processo, ma dimostra inequivocabilmente il sopravvenuto difetto di interesse ad agire dei ricorrenti. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Poiché la perdita di interesse è emersa nel corso del giudizio e non era originaria, i giudici hanno compensato le spese di lite e hanno escluso il raddoppio del contributo unificato, in quanto la misura non ha finalità sanzionatorie in questo specifico scenario.
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Estinzione del giudizio di rinvio: quando il fisco vince per abbandono
L'Amministrazione Finanziaria emetteva un avviso di accertamento per maggiori imposte verso un contribuente. La Moglie Co-dichiarante partecipava al relativo giudizio di impugnazione. Dopo una sentenza di Cassazione con rinvio, nessuna delle parti riassumeva la causa nei termini. L'Amministrazione procedeva quindi all'iscrizione a ruolo delle imposte anche a carico della donna. Quest'ultima impugnava la cartella contestando la propria firma e la notifica dell'atto originario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'estinzione del giudizio di rinvio rende definitivo l'avviso di accertamento originario. Di conseguenza, la contribuente non può più contestare nel merito la pretesa fiscale, avendo partecipato al giudizio poi estinto. La ricorrente perde la causa ed è condannata a pagare le spese legali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che chiude la lite
Il Ricorrente e la Società Ricorrente hanno proposto ricorso contro una sentenza d'appello. Prima dell'udienza, le parti hanno depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla Società di Cartolarizzazione controricorrente, concordando la compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti attive.
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Processo estinto e risarcimento: sì all’equo indennizzo per il convenuto
Una cittadina, convenuta in un giudizio civile per responsabilità professionale poi estintosi per mancata riassunzione dopo la morte dell'attrice, ha chiesto l'equo indennizzo per irragionevole durata del processo. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, presumendo la mancanza di sofferenza per l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della donna. I giudici di legittimità hanno stabilito che la presunzione di insussistenza del danno non si applica automaticamente al convenuto. Per chi subisce la causa, infatti, la mancata riassunzione non indica disinteresse, ma la legittima volontà di veder morire un processo gravoso. La decisione è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo cancella la lite
Una lavoratrice ha proposto ricorso contro la sentenza d'appello favorevole all'azienda. Prima della decisione della Suprema Corte, le parti hanno firmato un accordo transattivo per risolvere amichevolmente la controversia. La lavoratrice ha quindi presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Grazie all'accordo bilaterale, i giudici non hanno disposto alcuna condanna al pagamento delle spese di giudizio. Inoltre, la Corte ha chiarito che l'estinzione del processo esonera la parte ricorrente dal versamento del raddoppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione tributaria non si applica in caso di rinuncia accettata.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite per mille euro
Un cliente ha ottenuto dal Tribunale la condanna di una ditta di serramenti alla restituzione di mille euro. Successivamente, il cliente ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha poi deciso di depositare un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La ditta intimata non ha svolto alcuna attività difensiva nel giudizio di legittimità. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, rendendo definitiva la precedente sentenza di condanna e non disponendo alcuna condanna alle spese poiché la controparte non si è costituita.
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Estinzione del processo per rinuncia: l’accordo cancella la lite
Il Lavoratore, socio di una cooperativa, veniva escluso dalla società e licenziato. La Corte d'Appello dichiarava illegittimi tali provvedimenti, ordinando la reintegra e il risarcimento. L'Azienda proponeva ricorso in Cassazione. Successivamente, le parti raggiungevano un accordo amichevole firmando un verbale di conciliazione in sede sindacale. Di conseguenza, l'Azienda presentava formale rinuncia al ricorso, accettata dal Lavoratore. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, escludendo la condanna alle spese e il pagamento del doppio contributo unificato, poiché l'estinzione non equivale a un rigetto.
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Restituzione dell’indebito: il Comune vince, gli eredi pagano
Gli eredi di un proprietario terriero avevano ricevuto dal Comune un risarcimento per l'occupazione usurpativa di alcuni terreni. Successivamente, la Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che quantificava il danno, disponendo un giudizio di rinvio. Durante tale giudizio, il proprietario è deceduto e il processo si è estinto per mancata riassunzione nei termini. Il Comune ha quindi promosso una causa autonoma per la restituzione dell'indebito, pretendendo l'intera somma versata. La Corte di Cassazione ha confermato che l'estinzione del giudizio di rinvio cancella l'intero processo, privando di titolo il pagamento originario. Di conseguenza, gli eredi sono obbligati alla restituzione dell'indebito, non potendo opporre in compensazione un credito per risarcimento non ancora liquidato da un giudice.
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Estinzione del processo tributario: accordo batte la lite
Una complessa controversia fiscale tra l'Amministrazione Finanziaria e un'Azienda, relativa a imposte e sanzioni societarie, si è risolta prima della decisione della Cassazione. L'Amministrazione Finanziaria ha rideterminato le somme dovute tramite un provvedimento di autotutela parziale. L'Azienda ha accettato la nuova quantificazione e ha pagato l'intero debito tramite modello F24. Di conseguenza, entrambe le parti hanno depositato formale atto di rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha preso atto della concorde volontà delle parti e ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, disponendo la compensazione delle spese di giudizio.
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Estinzione del processo: stop alle spese legali precedenti
Gli Eredi di un lavoratore defunto chiedevano all'Ente Previdenziale il pagamento di ratei pensionistici arretrati. Durante il giudizio di rinvio, il processo veniva interrotto a causa della sospensione dall'albo dell'avvocato dei ricorrenti. Gli Eredi riattivavano la causa in ritardo, determinando l'estinzione del processo. La Corte d'Appello dichiarava l'estinzione e condannava gli Eredi a pagare le spese di tutti i gradi di giudizio precedenti. La Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso degli Eredi, stabilendo che, in caso di estinzione del processo, la condanna alle spese legali può riguardare unicamente la discussione sulla specifica questione dell'estinzione e non le fasi precedenti della causa. La sentenza è stata cassata con rinvio per ricalcolare correttamente le spese.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo fatto e zero sanzioni
Un professionista ha impugnato una cartella esattoriale per contributi previdenziali richiesti dalla propria Cassa di previdenza. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, il professionista ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole per risolvere la questione dei contributi arretrati. Di conseguenza, il professionista ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla Cassa con accordo sulle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Inoltre, i giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia, il ricorrente non deve pagare il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sull’appalto
Un ente pubblico affida a un'impresa lavori di manutenzione edilizia. A causa di ripetute sospensioni dei lavori dovute a varianti in corso d'opera e controlli amministrativi, l'impresa chiede il risarcimento dei danni. Il Tribunale e la Corte d'Appello condannano l'ente pubblico al pagamento di oltre 700.000 euro. L'ente propone ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, le parti raggiungono un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, l'ente presenta formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo, ponendo fine alla controversia senza una decisione sul merito.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alle liti
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello che annullava una cartella di pagamento IVA emessa nei confronti di una società. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento degli importi dovuti e depositando la relativa documentazione. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della domanda e del versamento, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, ponendo le spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Sopravvenuta carenza di interesse: stop al ricorso sul rimborso
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato per revocazione una sentenza della Commissione Tributaria Centrale che dichiarava estinto un giudizio di rimborso d'imposta per mancato deposito della dichiarazione di persistenza dell'interesse. Dichiarata inammissibile la revocazione, l'Amministrazione ha proposto ricorso in Cassazione. Nel frattempo, la Suprema Corte, con un'altra pronuncia, ha già annullato la sentenza di estinzione originaria, accertando il regolare deposito della dichiarazione. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'annullamento della decisione principale ha fatto venir meno l'utilità pratica di discutere sulla sua revocazione. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop alla causa
Un contribuente riceveva avvisi di accertamento per omessa dichiarazione di ricavi, basati su fatture non registrate scoperte presso una società estera. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente chiedeva di accedere alla definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi della legge n. 130 del 2022. L'Agenzia delle Entrate inseriva la controversia nell'elenco delle pratiche regolarmente definite. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate. Il contribuente ottiene così la chiusura definitiva della vertenza fiscale.
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Estinzione del processo tributario: intesa tra Comune e aeroporto
Una società di gestione aeroportuale ha impugnato l'avviso di accertamento ICI emesso da un Comune per un albergo situato nell'area aeroportuale, concesso in sub-concessione a un terzo. La CTR ha ritenuto legittimo l'accertamento, individuando nella società concessionaria il soggetto passivo d'imposta. La società ha proposto ricorso per Cassazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo globale sulla fiscalità locale. Di conseguenza, la società ha rinunciato formalmente al ricorso e il Comune ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del processo tributario con compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rimessione al primo giudice: no al rinvio se l’estinzione è errata
Una società ottiene un decreto ingiuntivo contro un Comune, il quale propone opposizione. Sopraggiunto il fallimento della società, il Tribunale dichiara l'estinzione del processo. In appello, il Comune ottiene la riforma di tale decisione: l'estinzione era errata poiché il termine per riassumere il giudizio non era decorso. La Corte d'Appello revoca quindi il decreto ingiuntivo senza disporre la rimessione al primo giudice. La Curatela fallimentare ricorre in Cassazione, lamentando la mancata restituzione della causa al primo grado. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando che la rimessione al primo giudice ha carattere eccezionale. Se il giudice d'appello rileva l'erroneità dell'estinzione dichiarata dopo la precisazione delle conclusioni, deve decidere la causa nel merito senza retrocedere il giudizio.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale senza vincitori
Un geometra impugnava due avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per gli anni 2008 e 2009, relativi a presunte irregolarità nelle fatturazioni e deduzioni di costi. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, il contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il professionista presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, dimostrando il pagamento degli importi dovuti e delle prime rate. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la lite tributaria si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito delle contestazioni originarie, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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