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Anzianità di servizio in apprendistato: CCNL nullo, vince il Lavoratore

La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante il diritto al riconoscimento dell’anzianità di servizio in apprendistato. Un lavoratore si era opposto a una clausola del CCNL che escludeva i primi 18 mesi di apprendistato dal calcolo degli scatti di stipendio. I giudici di merito avevano dichiarato nulla tale clausola, dando ragione al dipendente. Di fronte al ricorso dell’azienda in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo, ponendo fine alla causa. La decisione favorevole al lavoratore è così diventata definitiva, confermando che il periodo di apprendistato va interamente conteggiato ai fini dell’anzianità.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 13423 Anno 2023
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Pubblicato il 11 maggio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

L’anzianità di servizio in apprendistato: un diritto da non sottovalutare

Il calcolo dell’anzianità di servizio è un elemento cruciale nel rapporto di lavoro, poiché da esso dipendono importanti benefici economici come gli scatti di stipendio. Una recente vicenda giudiziaria ha riaffermato un principio fondamentale: il periodo di formazione va sempre considerato. La questione centrale riguardava la validità di una clausola contrattuale che negava il pieno riconoscimento dell’anzianità di servizio in apprendistato. Questa decisione, sebbene conclusa con un accordo tra le parti, consolida la tutela dei lavoratori in fase di formazione.

Il fatto: un CCNL contro il lavoratore

Un lavoratore, assunto inizialmente con un contratto di apprendistato e poi passato a tempo indeterminato presso una nuova azienda a seguito di un trasferimento d’azienda, si è visto negare un diritto importante. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato dall’azienda prevedeva una clausola specifica: i primi diciotto mesi del periodo di apprendistato non dovevano essere contati per la maturazione degli scatti di anzianità. In pratica, per l’azienda, l’orologio della sua anzianità era partito con un anno e mezzo di ritardo, con evidenti conseguenze negative sulla sua busta paga.

La decisione dei giudici di merito: la clausola è nulla

Il lavoratore ha deciso di agire in giudizio per far valere i propri diritti. Sia il Tribunale in primo grado sia la Corte d’Appello hanno accolto la sua richiesta. I giudici hanno stabilito che la clausola del CCNL era illegittima e quindi nulla. Il principio alla base di questa decisione è chiaro: il contratto di apprendistato è un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato. Escluderne una parte dal calcolo dell’anzianità crea una discriminazione ingiustificata e viola le norme che tutelano questo tipo di contratto. Di conseguenza, l’azienda è stata condannata a ricalcolare correttamente l’anzianità del dipendente e a pagargli tutte le differenze retributive maturate.

L’esito in Cassazione e il valore dell’accordo

L’azienda, non soddisfatta della decisione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima che la Corte potesse pronunciarsi definitivamente sulla questione, le parti hanno trovato un accordo transattivo. L’azienda ha rinunciato al ricorso e il lavoratore ha accettato la rinuncia. A questo punto, la Corte di Cassazione non ha fatto altro che prendere atto dell’accordo e dichiarare l’estinzione del processo. Questo significa che la causa si è chiusa senza una sentenza nel merito da parte della Cassazione, ma con un risultato concreto: la sentenza della Corte d’Appello, favorevole al lavoratore, è diventata definitiva.

Le motivazioni: perché l’anzianità di servizio in apprendistato è un diritto

Anche se la Cassazione non si è espressa, le motivazioni dei giudici di merito sono solide e rappresentano un punto di riferimento. Il contratto di apprendistato non è un periodo di serie B, ma una fase integrante della vita lavorativa. La sua finalità formativa non può giustificare una penalizzazione economica per il lavoratore. Escludere una parte di questo periodo dal calcolo dell’anzianità di servizio significa svalutare il lavoro svolto e la formazione ricevuta. Le norme, sia nazionali che europee, vanno nella direzione di equiparare, per quanto riguarda i diritti fondamentali, il lavoro in apprendistato a quello ordinario. Pertanto, qualsiasi clausola contrattuale che limiti questo principio è da considerarsi illegittima.

Le conclusioni: cosa insegna questa vicenda

La vicenda conferma che l’anzianità di servizio in apprendistato deve essere sempre calcolata per intero ai fini degli scatti di stipendio e di altri istituti legati alla durata del rapporto. I lavoratori devono prestare attenzione a ciò che prevedono i contratti collettivi e non esitare a far valere i propri diritti se ritengono che una clausola li penalizzi ingiustamente. L’esito di questo caso, pur senza una sentenza finale della Cassazione, dimostra che le tutele legali sono efficaci e che anche un accordo può portare al pieno riconoscimento di un diritto violato.

Il periodo di apprendistato vale per calcolare l’anzianità di servizio?
Sì, il periodo di apprendistato deve essere interamente conteggiato ai fini del calcolo dell’anzianità di servizio, utile per la maturazione degli scatti di stipendio e altri istituti contrattuali.

Un contratto collettivo può escludere l’apprendistato dal calcolo degli scatti di anzianità?
No, una clausola di un contratto collettivo che esclude, in tutto o in parte, il periodo di apprendistato dal calcolo dell’anzianità di servizio è generalmente considerata illegittima e può essere annullata da un giudice.

Cosa significa ‘estinzione del processo’ in Cassazione?
Significa che la causa si è conclusa senza una sentenza finale della Corte perché le parti hanno raggiunto un accordo o la parte ricorrente ha ritirato il proprio ricorso. In questi casi, l’ultima sentenza emessa (ad esempio, quella della Corte d’Appello) diventa definitiva.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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