\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Anzianità di servizio: l’azienda rinuncia e i lavoratori vincono

Un’azienda di trasporti negava il calcolo del periodo di apprendistato ai fini degli scatti di stipendio, basandosi su una clausola del contratto collettivo. I lavoratori hanno fatto causa, ottenendo ragione in tribunale: la clausola è stata dichiarata nulla. L’azienda ha impugnato la decisione in Cassazione, ma ha poi rinunciato al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l’estinzione del processo. La sentenza favorevole ai lavoratori è diventata definitiva, confermando il loro diritto al pieno riconoscimento dell’anzianità di servizio fin dalla data di assunzione, apprendistato incluso.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 4958 Anno 2023
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 22 aprile 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Apprendistato e Anzianità di Servizio: Conta Davvero Tutto il Periodo?

Il calcolo dell’anzianità di servizio è un elemento cruciale nel rapporto di lavoro, poiché da esso dipendono importanti benefici economici come gli scatti di stipendio. Una recente vicenda legale ha riaffermato un principio fondamentale: il periodo di apprendistato deve essere pienamente conteggiato. La Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una controversia tra un’importante azienda di trasporti e un gruppo di suoi dipendenti, confermando indirettamente il diritto dei lavoratori al riconoscimento completo della loro carriera fin dal primo giorno.

Il Fatto: Una Clausola Contrattuale Contestata

All’origine della disputa c’era una specifica clausola contenuta nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del settore. Questa norma escludeva esplicitamente l’intero periodo di apprendistato dal calcolo degli aumenti periodici di anzianità. In pratica, secondo l’Azienda, gli anni passati come apprendista non avevano valore per la progressione economica del lavoratore. Un gruppo di dipendenti, ritenendo questa pratica ingiusta e discriminatoria, ha deciso di rivolgersi al tribunale per vedere riconosciuto il proprio diritto a un trattamento equo.

La Decisione dei Giudici: Pieno Riconoscimento dell’Anzianità di Servizio

Sia il Tribunale di primo grado che la Corte d’Appello hanno dato ragione ai Lavoratori. I giudici hanno dichiarato nulla la clausola del contratto collettivo. Il ragionamento alla base di questa decisione è chiaro: l’apprendistato è un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato. Escluderlo dal calcolo dell’anzianità crea una discriminazione ingiustificata. Pertanto, i tribunali hanno accertato il diritto dei Lavoratori a vedersi riconosciuta l’anzianità di servizio maturata a partire dalla loro data di assunzione, includendo senza eccezioni tutto il periodo formativo. Questo significa che gli scatti di stipendio dovevano essere ricalcolati tenendo conto anche di quegli anni.

La Svolta in Cassazione: La Rinuncia dell’Azienda

L’Azienda, non accettando le due sconfitte consecutive, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio. Tuttavia, prima che la Corte potesse esprimersi sul merito della questione, è avvenuto un colpo di scena. L’Azienda ha formalmente depositato un atto di rinuncia al ricorso. I Lavoratori, a loro volta, hanno accettato questa rinuncia. Questo atto processuale ha cambiato completamente le sorti del procedimento, portandolo a una conclusione anticipata.

Le Motivazioni: la Rinuncia Rende Definitiva la Vittoria sull’Anzianità di Servizio

La Corte di Cassazione non è entrata nel merito della questione sull’anzianità di servizio. Il suo compito, a quel punto, era solo quello di prendere atto della volontà delle parti. La rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, comporta per legge l’estinzione del processo. In termini semplici, la causa si è chiusa. La conseguenza pratica più importante è che la sentenza della Corte d’Appello, che dava piena ragione ai Lavoratori, è diventata definitiva e non più contestabile. La rinuncia dell’Azienda ha, di fatto, consolidato la vittoria dei dipendenti.

Le Conclusioni: un Principio Affermato

L’esito di questa vicenda è una vittoria netta per i Lavoratori. Il loro diritto al pieno riconoscimento dell’anzianità di servizio, comprensiva del periodo di apprendistato, è stato definitivamente sancito. Sebbene la Cassazione non si sia pronunciata nel merito, la rinuncia dell’Azienda ha reso intoccabile la decisione dei giudici di appello, che diventa un punto di riferimento importante. Questo caso ribadisce che il periodo formativo dell’apprendistato non può essere svalutato, ma deve essere considerato a tutti gli effetti parte integrante della carriera di un lavoratore.

Il periodo di apprendistato vale per gli scatti di anzianità?
Sì, la vicenda conferma il principio che il periodo di apprendistato deve essere interamente calcolato ai fini dell’anzianità di servizio e dei relativi aumenti di stipendio.

Un’azienda può escludere l’apprendistato dal calcolo dell’anzianità tramite contratto collettivo?
No. I giudici hanno stabilito che una clausola di questo tipo è nulla, perché discrimina il periodo di apprendistato rispetto al normale rapporto di lavoro.

Cosa succede se una parte rinuncia al ricorso in Cassazione?
Il processo si estingue. La sentenza precedente, contro cui era stato fatto ricorso, diventa definitiva e non può più essere modificata.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati