LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Estinzione Del Processo — Anno 2022

Pagina 12 di 16

303 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Processo

Provvedimenti

Definizione agevolata: il fisco si ferma e il processo si estingue
L'Amministrazione Finanziaria aveva impugnato la decisione del giudice d'appello favorevole alla Società Contribuente, riguardante un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la Società Contribuente ha presentato una richiesta di definizione agevolata per chiudere la lite in modo amichevole, avvalendosi della sanatoria fiscale prevista dalla legge. I giudici di legittimità, verificata la regolarità della documentazione e la sussistenza di tutti i requisiti di legge, hanno accolto l'istanza. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, chiudendo definitivamente la vertenza tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: il silenzio che estingue il debito
Il Contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento per gli anni 2005 e 2006 e una cartella di pagamento per il 2007. Successivamente, ha richiesto la sospensione del giudizio per aderire alla definizione agevolata, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per i primi due anni d'imposta. Per quanto riguarda la cartella del 2007, già definita in precedenza, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata: il fisco si ferma e le spese si azzerano
Una società riceve un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per tasse non pagate relative all'anno 2005. Durante la causa, la società decide di utilizzare la definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge per chiudere la lite. Presenta quindi la domanda e paga quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento e della regolarità della procedura, dichiara l'estinzione del processo. Le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate, come stabilito dalla normativa sulla pace fiscale.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie: il fisco perde il ricorso
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole ottenuta da una Contribuente in merito a un avviso di accertamento per maggior reddito d'impresa. Durante il giudizio, la Contribuente ha richiesto di avvalersi della definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, presentando la relativa domanda e pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, e in assenza di un diniego da parte dell'ufficio, il processo si è legalmente estinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese processuali rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
Continua »
Estinzione del processo tributario: cartella salva senza sanzioni
Una società contribuente impugna una cartella di pagamento per omesso versamento IVA. Durante il giudizio di Cassazione, la società chiede di accedere alla definizione agevolata della lite. L'Amministrazione Finanziaria notifica però il diniego di tale sanatoria. Poiché nessuna delle parti presenta l'istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, e il diniego non viene impugnato, si verifica l'estinzione del processo tributario. La Corte di Cassazione dichiara quindi estinto il giudizio, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto alcun raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una chiusura prevista direttamente dalla legge.
Continua »
Definizione agevolata: la società edile azzera il debito fiscale
Una società di costruzioni impugna un avviso di accertamento per IVA, IRES e IRAP. Durante il giudizio in Cassazione, la società presenta istanza di definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge e l'avvenuto pagamento di quanto dovuto, dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di giudizio vengono interamente compensate tra le parti, restando a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Licenziamento collettivo: l’azienda rinuncia e paga le spese
Una lavoratrice impugna il licenziamento collettivo intimato dalla propria azienda, sostenendo che la selezione dei dipendenti da licenziare dovesse considerare anche un'altra società del gruppo, configurando un unico centro di imputazione. La Corte d'Appello le dà ragione, ordinando la reintegrazione e il risarcimento. Le società del gruppo propongono ricorso in Cassazione ma, successivamente, notificano la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara quindi estinto il processo per rinuncia, confermando di fatto la decisione d'appello favorevole alla lavoratrice. Le aziende rinuncianti vengono inoltre condannate al pagamento delle spese di giudizio in favore del difensore della lavoratrice, non avendo quest'ultima accettato la rinuncia senza spese.
Continua »
Licenziamento collettivo: la rinuncia dell’azienda salva il posto
Una lavoratrice del settore aereo impugna il proprio licenziamento, intimato all'esito di una procedura di licenziamento collettivo. La Corte d'Appello dichiara l'illegittimità del provvedimento, rilevando l'esistenza di un unico centro di imputazione tra la società datrice di lavoro e un'altra azienda del gruppo. Di conseguenza, la platea dei lavoratori da considerare per gli esuberi doveva comprendere i dipendenti di entrambe le società. La Corte d'Appello ordina quindi la reintegrazione e il risarcimento del danno. Le società ricorrono in Cassazione ma successivamente notificano la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo e condanna le aziende al pagamento delle spese legali. La sentenza d'appello passa così in giudicato, confermando la reintegrazione della lavoratrice.
Continua »
Licenziamento collettivo: la rinuncia aziendale salva il posto
Una lavoratrice impugna il licenziamento collettivo intimato dalla sua società datrice di lavoro. La Corte d'Appello dichiara l'illegittimità del recesso, accertando un unico centro di imputazione tra due società del gruppo. Di conseguenza, la platea dei lavoratori da considerare per gli esuberi doveva comprendere i dipendenti di entrambe le aziende. La Corte d'Appello ordina la reintegrazione e il risarcimento. Le società propongono ricorso in Cassazione, ma successivamente vi rinunciano. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo per rinuncia e condanna le società al pagamento delle spese legali in favore della lavoratrice. La decisione d'appello che dichiarava illegittimo il licenziamento collettivo diventa così definitiva, confermando la vittoria della lavoratrice.
Continua »
Licenziamento collettivo: l’azienda rinuncia ma paga le spese
Un lavoratore è stato licenziato nell'ambito di una procedura di licenziamento collettivo avviata dalla sua azienda. La Corte d'Appello ha dichiarato illegittimo il provvedimento perché la platea dei lavoratori da considerare doveva includere anche i dipendenti di un'altra società del gruppo, configurando un unico centro di imputazione. L'azienda ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha successivamente notificato la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando l'illegittimità del licenziamento e condannando l'azienda al pagamento delle spese legali.
Continua »
Licenziamento collettivo: la rinuncia aziendale dà la vittoria
Una lavoratrice impugna il licenziamento collettivo intimato dalla sua azienda. La Corte d'Appello dichiara illegittimo il provvedimento, rilevando un unico centro di imputazione tra due società del gruppo e ordinando la reintegrazione. La platea dei lavoratori andava infatti calcolata sull'intero gruppo e non solo sulla singola società formale. Le aziende propongono ricorso in Cassazione, ma successivamente vi rinunciano. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo per rinuncia, confermando in via definitiva l'illegittimità del licenziamento collettivo e condannando le società al pagamento delle spese processuali, ritenendo comunque infondati i motivi di ricorso presentati.
Continua »
Rinuncia al ricorso: perde la causa e paga le spese
Il proprietario di un televisore danneggiato durante un trasporto di cortesia in auto ha richiesto il risarcimento dei danni al conducente e alla compagnia assicurativa. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, il danneggiato ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, lo stesso ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Nonostante la richiesta di compensazione delle spese avanzata dal rinunciante, la Corte ha applicato il principio di causalità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali in favore della compagnia assicurativa, poiché quest'ultima ha dovuto comunque sostenere i costi per difendersi nel processo.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo chiude la lite
Una Società Appaltatrice ha chiesto il pagamento di oltre cinquantunomila euro a un Comune per lavori pubblici eseguiti. Dopo la decisione favorevole della Corte d'Appello, il Comune ha proposto ricorso in Cassazione contestando la legittimità della cessione del credito e la prescrizione dei diritti. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere amichevolmente la controversia. Di conseguenza, il Comune ha depositato un atto formale di rinuncia agli atti. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia al ricorso per cassazione, confermando la fine della lite senza ulteriori spese processuali o sanzioni fiscali per le parti.
Continua »
Definizione agevolata delle liti: stop al contenzioso col Fisco
Una società di profumi impugnava un avviso di accertamento per tasse non pagate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha richiesto la definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando quanto dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, ponendo fine alla disputa tributaria e stabilendo che le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie: stop alle liti fiscali
Due società contribuenti hanno impugnato una decisione tributaria davanti alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio, le società hanno richiesto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge numero 50 del 2017. Le ricorrenti hanno presentato regolarmente la domanda e pagato l'intero importo dovuto per sanare la pendenza con il fisco. L'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al debito IRPEF
Un contribuente ha impugnato una cartella esattoriale IRPEF. Dopo la decisione sfavorevole in appello, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, pagando l'importo dovuto. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, stabilendo che le spese del giudizio rimangono a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
Il Contribuente ha impugnato alcuni avvisi di accertamento emessi dall'Amministrazione Finanziaria per il recupero dell'IRPEF. Durante il giudizio in Cassazione, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, presentando la relativa documentazione e la conferma di regolarità dell'Agenzia delle Entrate. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Ordinanza di estinzione del processo: l’errore non si riassume
Gli eredi di un imprenditore hanno impugnato la decisione che dichiarava inammissibile la riassunzione di una causa contro l'INPS. Il processo originario era stato dichiarato estinto per mancata comparizione delle parti. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'ordinanza di estinzione del processo, anche se emessa erroneamente, ha valore di sentenza. Pertanto, l'unico modo per contestarla era proporre un regolare appello nei termini, e non procedere con una semplice riassunzione. Di conseguenza, l'estinzione è diventata definitiva e il decreto ingiuntivo opposto è passato in giudicato, determinando la sconfitta definitiva dei ricorrenti.
Continua »
Licenziamento collettivo: l’accordo cancella il ricorso
Un'azienda ha avviato una procedura di mobilità sfociata nel licenziamento collettivo di nove dipendenti. La Corte d'Appello ha dichiarato illegittimi i licenziamenti a causa di gravi vizi di comunicazione alle autorità e ai sindacati, condannando l'azienda a risarcire i lavoratori con diciotto mensilità. La società ha proposto ricorso in Cassazione ma, prima dell'udienza, ha depositato un atto di formale rinuncia al ricorso, accettato dai lavoratori con accordo di compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo per rinuncia, rendendo definitiva la condanna risarcitoria a carico dell'azienda.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite senza spese
Gli eredi di una ricorrente deceduta hanno depositato un atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. La controparte ha accettato tale dichiarazione. La Corte di Cassazione ha chiarito che la rinuncia al ricorso in Cassazione è un atto unilaterale recettizio che estingue il processo in modo automatico, senza necessità di accettazione altrui. L'adesione della controparte rileva esclusivamente per escludere la condanna alle spese del rinunciante. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna statuizione sulle spese legali.
Continua »