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Estinzione Del Giudizio — Anno 2025

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1113 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Estinzione processo tributario: guida alla definizione
Un decreto della Cassazione dichiara l'estinzione del processo tributario tra l'Amministrazione Finanziaria e una società. La decisione si basa sull'adesione del contribuente a una definizione agevolata della lite, come previsto dalla normativa. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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Estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso
Un contribuente, erede di un altro soggetto, aveva impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. Successivamente, ha presentato un atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia e visto l'art. 391 c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del giudizio di legittimità, senza provvedere sulle spese.
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Estinzione ricorso Cassazione per inerzia: il caso
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del ricorso Cassazione a seguito dell'inerzia della parte ricorrente. Dopo aver ricevuto una proposta di definizione del giudizio, la parte non ha richiesto una decisione entro il termine di quaranta giorni previsto dalla legge, portando la Corte a considerare il ricorso come rinunciato e a dichiarare l'estinzione del procedimento.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio promosso dall'Amministrazione Finanziaria contro una società. La decisione si basa sulla mancata richiesta di decisione del ricorso da parte dell'ente ricorrente entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione agevolata, come previsto dall'art. 380-bis c.p.c. Di conseguenza, l'ente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Una società manifatturiera, dopo aver impugnato diversi avvisi di accertamento fino alla Corte di Cassazione, ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del D.L. 119/2018. Avendo adempiuto a tutti i requisiti procedurali, inclusi i pagamenti, e in assenza di un diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'efficacia di questo strumento per risolvere le controversie fiscali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale a seguito della mancata richiesta di decisione da parte dell'Amministrazione Finanziaria, parte ricorrente. Dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la ricorrente ha lasciato trascorrere il termine di quaranta giorni, un'inerzia che la legge interpreta come rinuncia al ricorso. La Corte ha quindi applicato l'art. 391 c.p.c., estinguendo il processo e compensando le spese legali tra le parti a causa di un 'ius superveniens'.
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Estinzione del giudizio: la proposta non contestata
Un contribuente ha impugnato una sentenza tributaria di secondo grado. La Corte di Cassazione, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., ha formulato una proposta di definizione del giudizio. A causa della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro il termine di quaranta giorni, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, assimilando l'inerzia a una rinuncia al ricorso e condannando il contribuente al pagamento delle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia al ricorso in un contenzioso previdenziale. Una professionista, dopo aver impugnato la sentenza d'appello sfavorevole in materia di contributi alla Gestione Separata, ha rinunciato al proprio ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, in quanto prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un contenzioso tributario. A seguito di una proposta di definizione del ricorso, il contribuente non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. Questo silenzio è stato interpretato come una rinuncia all'impugnazione, portando alla chiusura del procedimento con compensazione delle spese legali tra le parti.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a causa della mancata richiesta di decisione del ricorso da parte dei ricorrenti entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione. Tale inerzia viene interpretata come una rinuncia tacita all'impugnazione, comportando la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali. Il caso evidenzia le gravi conseguenze procedurali derivanti dal non rispettare le scadenze, portando alla definitiva estinzione del giudizio.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tributario a causa dell'inerzia del ricorrente. Dopo aver ricevuto una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., il ricorrente non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. Tale silenzio è stato interpretato dalla Corte come una rinuncia al ricorso, portando alla chiusura del procedimento e alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario tra l'Agenzia delle Entrate e un contribuente. La decisione si basa sull'applicazione di una legge per la definizione agevolata delle liti pendenti (D.L. n. 119/2018), poiché nessuna delle parti ha manifestato l'interesse a proseguire il giudizio entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, determinando così la chiusura automatica del caso. Le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società, dopo aver impugnato una cartella di pagamento per IRES fino alla Corte di Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata, raggiungendo un accordo con l'Agenzia delle Entrate. A seguito della rinuncia al ricorso, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si applica la sanzione del doppio contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a causa della mancata risposta del ricorrente alla proposta di definizione formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Trascorsi i quaranta giorni previsti dalla legge senza che il ricorrente chiedesse una decisione, il ricorso è stato considerato rinunciato. Di conseguenza, il procedimento è stato chiuso e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali in favore della parte controricorrente.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
Un ricorrente ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello dinanzi alla Corte di Cassazione. Quest'ultima ha formulato una proposta di definizione del giudizio ai sensi della procedura semplificata. Poiché il ricorrente non ha chiesto una decisione sul ricorso entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, condannando lo stesso al pagamento delle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Una cittadina presenta ricorso per regolamento di competenza. Successivamente, deposita una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, verificata la validità della rinuncia e l'assenza di difese da parte degli intimati, dichiara estinto il giudizio senza pronunciarsi sulle spese.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un contenzioso tributario tra l'Agenzia delle Entrate e una società energetica giunge in Cassazione. Tuttavia, le parti raggiungono un accordo, portando l'Agenzia a rinunciare al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, compensando le spese. L'analisi si concentra sulla procedura di estinzione del giudizio.
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Estinzione giudizio tributario: il caso del diniego
Una società impugnava un'intimazione di pagamento. Dopo un esito altalenante nei primi due gradi di giudizio, ricorreva in Cassazione. Durante il processo, presentava istanza di definizione agevolata, che veniva però respinta dall'Amministrazione finanziaria. La mancata impugnazione del diniego e la mancata richiesta di fissazione dell'udienza hanno portato la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio tributario, rendendo definitiva la sentenza sfavorevole al contribuente.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
Una società proponeva ricorso in Cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria. La Suprema Corte, formulata una proposta di definizione agevolata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del giudizio poiché la società ricorrente non ha chiesto la prosecuzione del processo entro il termine di 40 giorni, condannandola al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio: il silenzio che vale rinuncia
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio di legittimità a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente. Dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio, il ricorrente ha lasciato trascorrere il termine di quaranta giorni senza alcuna comunicazione. Questo silenzio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso, comportando la conseguente estinzione del processo.
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