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Estinzione Del Giudizio — Anno 2023

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647 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Riconoscimento anzianità di servizio: Azienda rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio tra un'azienda e alcuni suoi dipendenti. Inizialmente, l'azienda era stata condannata a pagare delle somme per il mancato riconoscimento dell'anzianità di servizio ai fini degli aumenti di stipendio. L'azienda aveva presentato ricorso in Cassazione per annullare la decisione, ma in seguito ha rinunciato all'azione legale. I lavoratori hanno accettato la rinuncia. Di conseguenza, il processo si è chiuso e la sentenza precedente, favorevole ai dipendenti, è diventata definitiva. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Anzianità servizio apprendistato: Azienda rinuncia in Cassazione
Un lavoratore si oppone alla clausola di un contratto collettivo che esclude il periodo di apprendistato dal calcolo dell'anzianità. I tribunali gli danno ragione, dichiarando nulla la clausola. L'azienda ricorre in Cassazione ma, a sorpresa, rinuncia all'azione legale. La Corte dichiara estinto il processo, rendendo definitiva la vittoria del lavoratore. La questione sull'anzianità di servizio apprendistato si risolve quindi a favore del dipendente, che ottiene il riconoscimento del suo diritto e degli arretrati.
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Cessione d’azienda simulata: paga e chiude il caso in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate accusa un'Azienda di una cessione d'azienda simulata, ritenendola responsabile per i debiti fiscali di un'altra società collegata. L'Azienda contesta l'accusa e la causa arriva fino in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, l'Azienda aderisce a una 'definizione agevolata', una sorta di pace fiscale, e paga quanto dovuto secondo i calcoli agevolati. A seguito del pagamento, la Corte di Cassazione non entra nel merito della presunta simulazione e dichiara il processo estinto. La vicenda si conclude quindi con il pagamento da parte del contribuente, che pone fine alla lite senza che venga stabilito chi avesse ragione.
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Apprendistato e Anzianità: Azienda rinuncia, vince il Lavoratore
Un lavoratore ha chiesto il riconoscimento del periodo di apprendistato ai fini dell'anzianità di servizio e degli scatti di stipendio. I giudici di merito gli hanno dato ragione, basandosi su una legge che equipara l'apprendistato al lavoro ordinario. L'Azienda ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, ma in seguito ha rinunciato. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, rendendo definitiva la vittoria del Lavoratore. La sentenza conferma l'importanza del riconoscimento apprendistato anzianità di servizio.
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Equiparazione apprendistato: l’azienda ricorre ma poi si accorda
Un lavoratore ha contestato la validità di una clausola di un accordo sindacale che prevedeva l'equiparazione dell'apprendistato al lavoro ordinario. Il Tribunale gli aveva dato ragione. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione contro questa decisione. Tuttavia, durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo privato per risolvere la controversia. Di conseguenza, l'Azienda ha ritirato il proprio ricorso e il lavoratore ha accettato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo il caso senza una decisione nel merito e compensando le spese legali tra le parti.
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Pace Fiscale batte Fisco: Estinzione del giudizio tributario
L'Agenzia delle Entrate contesta a un'azienda la deduzione di costi per quasi 163.000 euro, ritenendoli non inerenti alla sua attività commerciale. L'azienda, che si occupava solo di vendita e non di produzione, aveva acquistato piani di fabbricazione. Dopo aver vinto nei primi gradi di giudizio, il caso arriva in Cassazione. Qui, però, la vicenda si chiude inaspettatamente: l'azienda aderisce a una 'pace fiscale' (definizione agevolata). La Corte Suprema, prendendo atto di questa scelta, non decide sul merito della questione ma dichiara l'**Estinzione del giudizio tributario**. Di conseguenza, il processo si chiude e ogni parte paga le proprie spese legali.
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Contributo socio cooperativa: lite fino in Cassazione, poi l’accordo
Una società cooperativa ottiene un decreto ingiuntivo per riscuotere un contributo socio cooperativa di 10.000 euro. Il socio si oppone e la Corte d'Appello gli dà ragione, annullando la richiesta di pagamento. La società ricorre in Cassazione per ribaltare la decisione. Tuttavia, durante il processo, le parti raggiungono un accordo transattivo. Di conseguenza, la cooperativa rinuncia al ricorso e la Corte Suprema di Cassazione dichiara il processo estinto. La lite si conclude quindi non con una sentenza, ma con un accordo privato tra le parti.
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Condotta antisindacale per cene aziendali? Il sindacato rinuncia
Un sindacato accusa un'azienda di condotta antisindacale per aver organizzato incontri conviviali con altre sigle sindacali, escludendolo. I giudici di primo e secondo grado respingono la richiesta, non ravvisando alcuna illegalità. Il sindacato ricorre in Cassazione, ma prima della decisione finale, rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, dichiara estinto il giudizio. Di conseguenza, la sentenza d'appello che dava ragione all'azienda diventa definitiva, chiudendo la vicenda a favore di quest'ultima.
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Compenso del CTU: lite in Cassazione finisce con un accordo
La Corte di Cassazione affronta un caso nato dalla contestazione sul compenso del CTU, nominato in una causa per vizi di un immobile. I proprietari dell'immobile, condannati in solido con l'impresa costruttrice al pagamento della parcella del perito, avevano impugnato il provvedimento di liquidazione. Giunti davanti alla Suprema Corte, le parti hanno però raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, i ricorrenti hanno rinunciato al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, senza decidere nel merito. La sentenza chiarisce che la rinuncia al ricorso, a seguito di un accordo, chiude definitivamente il processo, senza condanna alle spese e senza applicazione di sanzioni.
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Soppressione benefici pensionati: rinunciano e pagano le spese
Un gruppo di pensionati ha fatto causa alla loro ex Azienda per la soppressione di un beneficio storico: la tariffa agevolata sull'energia elettrica. L'Azienda aveva eliminato questo vantaggio tramite un nuovo accordo aziendale. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, i pensionati hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, hanno rinunciato al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato il processo estinto, rendendo definitiva la sentenza precedente sfavorevole ai pensionati. La vicenda si è conclusa con la conferma della soppressione benefici pensionati e la loro condanna al pagamento delle spese legali.
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Pace Fiscale: come l’azienda estingue il giudizio con il Fisco
Una società, coinvolta in un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per accertamenti fiscali, ha sfruttato la normativa sulla 'pace fiscale'. Durante il processo in Cassazione, ha presentato domanda di definizione agevolata, pagando gli importi previsti. L'Agenzia delle Entrate non si è opposta. La Corte di Cassazione, verificato il corretto adempimento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per definizione agevolata. La lite si è quindi conclusa senza una sentenza sul merito, ma con la chiusura del caso grazie all'adesione della società a questa speciale sanatoria.
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Tassazione Risarcimento Esproprio: Accordo in Cassazione, Caso Chiuso
Una contribuente riceve un risarcimento dal Comune per l'occupazione illegittima di un terreno. Sulla somma, l'ente applica una ritenuta fiscale del 20%. La cittadina chiede il rimborso all'Agenzia delle Entrate, che però non risponde, generando un silenzio-rifiuto. La controversia sulla legittimità della tassazione del risarcimento da esproprio arriva fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, le parti raggiungono un accordo e rinunciano al ricorso. La Corte, di conseguenza, dichiara l'estinzione del processo, lasciando la questione di diritto irrisolta e stabilendo che ogni parte paghi le proprie spese legali.
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Pace Fiscale: Causa Chiusa e Estinzione del Giudizio Tributario
Una società in causa con l'Agenzia delle Entrate ha aderito a una procedura di definizione agevolata (una forma di 'pace fiscale') per risolvere la controversia. Poiché l'Agenzia non si è opposta e nessuna delle parti ha chiesto di continuare il processo, la Corte di Cassazione ha applicato la legge specifica. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Di conseguenza, il processo si è concluso definitivamente senza un vincitore o un perdente, perché la lite è stata risolta fuori dal tribunale. Le spese legali sono state compensate, ovvero ogni parte ha pagato le proprie.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Stop alla Lotta sul Pignoramento
Una coppia di debitori si oppone a un pignoramento immobiliare, ma perde la causa. Decide quindi di fare ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, i debitori presentano una rinuncia al ricorso in Cassazione. La società creditrice accetta la rinuncia. Di conseguenza, la Corte Suprema non entra nel merito della questione, ma si limita a dichiarare il processo estinto. Questa decisione chiude definitivamente il giudizio di Cassazione, rendendo esecutiva la precedente sentenza sfavorevole ai debitori e consentendo alla procedura di pignoramento di proseguire.
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Rinuncia al Ricorso: Azienda Evita il Doppio Contributo Unificato
Un'azienda energetica, dopo aver raggiunto un accordo con i cittadini che si opponevano alla costruzione di un parco eolico, ha rinunciato al proprio ricorso in Cassazione. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio. Il principio di diritto fondamentale sancito è che in caso di rinuncia al ricorso e contributo unificato, la parte che rinuncia non è tenuta a versare l'ulteriore importo a titolo di sanzione (il cosiddetto 'doppio contributo'). Questa misura, infatti, si applica solo nei casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione e non può essere interpretata in modo estensivo.
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Estinzione giudizio per transazione: la causa contro la banca finisce
Una società aveva citato in giudizio una banca per ottenere la restituzione di somme indebitamente pagate a causa di clausole nulle nel contratto di conto corrente, come quelle su interessi anatocistici. Dopo un lungo iter giudiziario, le parti hanno raggiunto un accordo privato per risolvere la controversia. A seguito di questo accordo, hanno presentato una richiesta congiunta alla Corte di Cassazione. La Corte ha quindi preso atto della volontà delle parti e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per transazione, chiudendo definitivamente la causa senza una decisione nel merito, ma confermando la validità dell'accordo raggiunto.
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Concorso pubblico: rinuncia in Cassazione, addio al posto fisso
Una candidata a un posto pubblico contesta la decisione di una Provincia di non assumerla utilizzando una graduatoria diversa da quella in cui lei era inserita. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, la candidata presenta ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, decide di ritirarsi, presentando una formale rinuncia. La Corte Suprema, prendendo atto della sua volontà, dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia. Questa decisione chiude definitivamente la controversia, rendendo finale la precedente sentenza sfavorevole alla candidata e stabilendo che ogni parte paghi le proprie spese legali.
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Definizione Agevolata: Lite Fiscale Estinta in Cassazione
Una contribuente aveva impugnato un'intimazione di pagamento emessa dall'Agente della Riscossione. Mentre la causa era pendente davanti alla Corte di Cassazione, la parte ha aderito a una sanatoria fiscale, pagando quanto dovuto. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per definizione agevolata. Poiché il debito era stato saldato, non c'era più motivo di litigare. Di conseguenza, il processo si è concluso e le spese legali sono state compensate tra le parti, significando che ognuno ha pagato i propri avvocati.
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Pace Fiscale e spese legali: chi paga se il processo si estingue?
La Corte di Cassazione chiarisce la gestione delle spese legali in caso di pace fiscale. Due società avevano aderito alla definizione agevolata per chiudere un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, stabilendo un principio fondamentale: l'adesione alla pace fiscale include implicitamente anche la questione delle spese processuali. Di conseguenza, il giudice non deve liquidarle. Ogni parte, quindi, si fa carico dei propri costi legali. La sentenza conferma che le spese legali pace fiscale non vengono rimborsate dalla controparte.
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Contributo di bonifica nullo senza prova: il Consorzio rinuncia
Un Consorzio di Bonifica chiedeva a un proprietario il pagamento del contributo di bonifica. Il Contribuente si opponeva, sostenendo che il Consorzio non aveva dimostrato che il suo immobile rientrasse nel 'perimetro di contribuenza', cioè l'area specifica soggetta al tributo. Secondo i giudici, non era sufficiente produrre il generico 'Piano di classifica'. Arrivata in Cassazione, la vicenda si è conclusa in modo inaspettato: il Consorzio ha rinunciato al ricorso, avendo raggiunto un accordo con il Contribuente. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. La vicenda sottolinea l'importanza per il Consorzio di fornire prove precise per giustificare la richiesta del contributo di bonifica.
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