LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Estinzione Del Giudizio — Anno 2022

Pagina 38 di 39

776 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Definizione agevolata: stop alla lite sul fisco e le royalties
Una società riceveva avvisi di accertamento per l'indebita deduzione di costi relativi a royalties pagate alla controllante, ritenute non inerenti dal fisco poiché il relativo contratto commerciale era già compreso in un precedente conferimento di ramo d'azienda. Dopo la riforma della decisione favorevole in appello, la contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società presentava istanza di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provvedendo ai relativi pagamenti. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego nei termini di legge e non è stata presentata istanza di trattazione, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: l’accordo che estingue la lite fiscale
Un ente assistenziale ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che confermava la legittimità di un accertamento fiscale per il mancato riconoscimento dell'aliquota IRES dimezzata. Tuttavia, prima dell'udienza in Cassazione, l'ente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dall'Agenzia delle Entrate con richiesta di compensazione delle spese. La Suprema Corte ha preso atto di questa volontà e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la controversia si chiude definitivamente senza una decisione sul merito, confermando l'efficacia della rinuncia al ricorso e lasciando a carico di ciascuna parte le proprie spese legali.
Continua »
Termine breve per impugnare: banca perde contro ex dipendente
Un'azienda bancaria ha promosso un giudizio contro un ex dipendente per accertare una condotta appropriativa. Il processo, sospeso in attesa del processo penale, è stato dichiarato estinto dal Tribunale per tardiva riassunzione. L'azienda ha prima proposto un reclamo inammissibile e, successivamente, un appello. La Corte d'Appello ha ritenuto tempestivo l'appello, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici di legittimità hanno stabilito che la proposizione del primo reclamo equivale alla conoscenza legale della decisione. Da quel momento decorre il termine breve per impugnare per qualsiasi successiva impugnazione. Di conseguenza, l'appello della banca è stato dichiarato inammissibile perché tardivo, confermando l'estinzione del giudizio.
Continua »
Definizione agevolata: si estingue la lite tra fisco e azienda
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una sentenza favorevole a una società contribuente in merito a un accertamento IRES. Nel corso del giudizio di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, effettuando il pagamento integrale delle somme dovute e depositando la relativa documentazione. Poiché nessuna delle parti ha presentato una nuova istanza di trattazione entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alle liti senza tasse
Un avvocato ha proposto opposizione contro un precetto notificato da un'associazione in liquidazione. Dopo il rigetto nei gradi precedenti, il professionista ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, lo stesso ricorrente ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno inoltre chiarito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura punitiva non colpisce chi decide di abbandonare spontaneamente la causa prima della decisione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: niente tasse doppie per chi desiste
Un'ex dipendente pubblica a tempo determinato viene citata in giudizio dalla Procura della Corte dei Conti per aver svolto attività libero professionali non autorizzate, trattenendo i relativi compensi. Dopo alterne vicende sulla giurisdizione, la lavoratrice propone ricorso in Cassazione, ma successivamente presenta una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria eccezionale applicabile solo nei casi espressamente previsti di rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
Continua »
Definizione agevolata: la Cassazione cancella la lite col fisco
Il Contribuente ha impugnato alcuni avvisi di accertamento per Ires, Irap e Iva. Durante il processo in Cassazione, la società ha chiesto la definizione agevolata della controversia tributaria ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, pagando la prima rata prevista. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato la regolarità della domanda. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato, tipico dei casi di rigetto del ricorso.
Continua »
Estinzione del giudizio per transazione: l’accordo batte la causa
Uno Studio Associato ha richiesto un decreto ingiuntivo contro una Società per il pagamento di prestazioni professionali. La Corte d'Appello ha revocato il decreto per mancanza di prove scritte sull'accordo del compenso. Lo Studio Associato ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole tramite una scrittura privata. Avendo lo Studio Associato rinunciato al ricorso a seguito dell'accordo, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per transazione, ponendo fine alla controversia senza pronunciarsi sul merito e lasciando alle parti la regolazione delle spese secondo quanto pattuito.
Continua »
Usucapione di terreni: la rinuncia spegne la battaglia legale
Il caso riguarda una controversia sulla proprietà di alcuni terreni. Il Richiedente ha proposto una domanda riconvenzionale per ottenere l'accertamento dell'avvenuta usucapione di terreni, sostenendo di averli posseduti in modo continuo fin dagli anni '80. I giudici di merito hanno rigettato la richiesta, ritenendo che il possesso fosse stato interrotto dai contrasti insorti sui confini. Il Richiedente ha quindi proposto ricorso in Cassazione, contestando l'errata applicazione delle norme sull'interruzione del possesso, che richiederebbero uno spossessamento di almeno un anno. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, il Richiedente ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi sulle spese, lasciando ferma la decisione di appello sfavorevole al ricorrente.
Continua »
Definizione agevolata: il fisco si ferma e il processo si estingue
Una società contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per tasse non pagate. Durante la causa, la società ha aderito alla definizione agevolata, pagando il dovuto e chiedendo la sospensione del processo. Tuttavia, nessuna delle parti ha presentato la richiesta per riprendere il giudizio entro la scadenza di legge del 31 dicembre 2020. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per inattività, compensando le spese tra le parti. La definizione agevolata ha così chiuso definitivamente la controversia fiscale senza ulteriori strascichi giudiziari.
Continua »
Fisco e contribuente: definizione agevolata delle controversie
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole al Contribuente. Durante il giudizio, il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge numero 119 del 2018, pagando gli importi dovuti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il doppio contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata delle liti: come chiudere la causa
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, ha richiesto la definizione agevolata delle liti ai sensi del d.l. 119/2018, pagando la prima rata e depositando i documenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: la fine della lite tra Fisco e contribuente
Una contribuente impugna due cartelle di pagamento emesse dall'Amministrazione Finanziaria a seguito di un controllo formale. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Amministrazione Finanziaria propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente decide di aderire alla definizione agevolata della controversia, pagando l'importo previsto dalla legge. Di conseguenza, l'ente pubblico chiede l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese del processo rimangono a carico di chi le ha anticipate, come previsto dalla normativa sul contenzioso tributario.
Continua »
Definizione agevolata: il Fisco si ferma e le spese si azzerano
Una società edile e i suoi soci impugnavano quattro avvisi di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti presentavano domanda per la definizione agevolata della controversia, pagando gli importi previsti dalla legge. L'Agenzia delle Entrate chiedeva quindi l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese processuali rimangono a carico di chi le ha anticipate, come previsto dalla legge per i casi di definizione agevolata delle pendenze tributarie.
Continua »
Estinzione del giudizio: la pace tra eredi e costruttori
Una complessa controversia per vizi di costruzione edilizia si è conclusa pacificamente fuori dalle aule di giustizia. Dopo che la Corte d'Appello aveva ribaltato la prima sentenza favorevole ai proprietari, la vicenda è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, uno dei ricorrenti è deceduto. L'erede, avendo raggiunto un accordo transattivo con le società costruttrici, ha deciso di non proseguire la causa. I difensori del defunto hanno formalizzato la rinuncia al ricorso avvalendosi dell'ultrattività del mandato. Le società resistenti hanno accettato la rinuncia concordando sulla compensazione delle spese. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla lite senza alcuna condanna alle spese o al pagamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: dimezzate le spese legali
Una Lavoratrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro l'Azienda Sanitaria per differenze retributive. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Azienda Sanitaria ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha successivamente presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, prendendo atto degli orientamenti sfavorevoli della Suprema Corte in casi simili. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Riguardo alle spese legali, i giudici hanno disposto la compensazione al 50% in virtù del comportamento virtuoso dell'Azienda, che rinunciando ha evitato un inutile prosieguo del contenzioso. Il restante 50% delle spese è stato posto a carico dell'Azienda Sanitaria rinunciante.
Continua »
Definizione agevolata: sì alla sospensione, no all’estinzione
Un'azienda ha impugnato un avviso di accertamento fiscale e, durante il giudizio in Cassazione, ha chiesto l'estinzione del processo per aver aderito alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali. L'azienda ha dimostrato di aver pagato interamente le rate di una cartella, ma per una seconda cartella il piano di rateizzazione era ancora in corso, con diverse rate residue da saldare. La Corte di Cassazione ha stabilito che non si può dichiarare l'estinzione del giudizio finché non viene fornita la prova dell'integrale pagamento di tutte le rate previste. Di conseguenza, i giudici hanno deciso di non chiudere definitivamente la causa, ma di disporre la sospensione del processo fino al completo perfezionamento dei pagamenti.
Continua »
Definizione agevolata della lite: fisco ko e processo estinto
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza d'appello che annullava un avviso di accertamento e una cartella di pagamento emessi contro i soci di una società cessata. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno richiesto e ottenuto la definizione agevolata della lite ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018. Di conseguenza, l'amministrazione finanziaria ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese di giudizio rimangono a carico di chi le ha anticipate. I contribuenti ottengono così la chiusura definitiva della controversia fiscale.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite sui vizi
L'Acquirente di un immobile ha citato in giudizio I Venditori per gravi difetti di costruzione. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, incentrate sull'applicabilità della garanzia decennale per i difetti dell'opera, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, L'Acquirente ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione, regolarmente accettata dai Venditori. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi sulle spese di lite.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: resa leale e spese dimezzate
Una lavoratrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro l'Azienda Sanitaria per differenze retributive. L'Azienda Sanitaria ha impugnato la decisione fino in Cassazione. Tuttavia, preso atto degli orientamenti sfavorevoli della Suprema Corte in casi simili, l'Azienda ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Riguardo alle spese legali, la Corte ha applicato una compensazione parziale del 50% in favore dell'Azienda, valorizzando il suo comportamento processuale leale e collaborativo, che ha evitato un inutile prolungamento del contenzioso. Il restante 50% delle spese è stato posto a carico dell'Azienda rinunciante.
Continua »