LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Estinzione Del Giudizio — Anno 2022

Pagina 16 di 39

776 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Definizione agevolata della lite: stop al processo e zero spese
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente e al suo dante causa il mancato pagamento di imposte relative a diverse annualità. La controversia è proseguita fino al giudizio davanti alla Corte di Cassazione. Durante il procedimento, la parte contribuente ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata della lite ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018. L'Amministrazione finanziaria ha riscontrato la regolarità della domanda per tutti gli atti impositivi impugnati e ha chiesto l'estinzione del processo. I giudici hanno dichiarato estinto il contenzioso, stabilendo che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, poiché la sanatoria assorbe i costi dell'intero giudizio.
Continua »
Definizione agevolata della lite: stop alle pretese del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a un contribuente una cartella di pagamento per presunti debiti IRPEF dell'anno 2012. Il cittadino ha impugnato l'atto e la causa è arrivata fino alla Corte di Cassazione dopo verdetti contrastanti nei gradi di merito. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato formale domanda di definizione agevolata della lite ai sensi della Legge 130/2022. Avendo già versato le somme dovute durante i precedenti gradi del processo, la sanatoria si è perfezionata con la sola trasmissione dell'istanza senza nuovi esborsi. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo che ciascuna parte sostenga le proprie spese legali anticipate.
Continua »
Definizione agevolata della controversia: stop a calcoli errati
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a un contribuente un accertamento fiscale per imposte dirette e IVA. I giudici di merito hanno ridotto le pretese ed escluso l'IVA. Pendente il giudizio finale, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia versando l'importo ridotto sulle sole somme ancora contestate. L'Ufficio ha rigettato l'istanza pretendendo anche il pagamento delle imposte già annullate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente e ha annullato il diniego dell'ente impositore. I giudici hanno stabilito che il valore della sanatoria deve escludere le imposte coperte da giudicato favorevole, dichiarando l'estinzione definitiva della causa.
Continua »
Definizione agevolata della lite tributaria e calcolo
L'Agenzia delle Entrate contestava a un contribuente maggiori redditi da presunti proventi illeciti e da movimentazioni bancarie non giustificate. La Commissione Tributaria Regionale annullava la pretesa fiscale sui proventi illeciti. Il Fisco accettava questa decisione e ricorreva per Cassazione solo sui movimenti bancari. Il contribuente chiedeva la definizione agevolata della lite tributaria calcolando l'importo ridotto al 5% esclusivamente sulla quota ancora pendente. L'Ufficio rigettava l'istanza, pretendendo il calcolo sull'intero debito originario e al 15%. La Corte di Cassazione accoglie le ragioni del contribuente, annulla il diniego del Fisco e dichiara estinto il giudizio.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: vince sul vizio di procura
Un cittadino straniero ha impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione il diniego della protezione internazionale emesso dal Tribunale. Successivamente alla discussione della causa ma prima della decisione finale, il richiedente ha depositato un formale atto di rinuncia agli atti del giudizio. I Supremi Giudici hanno rilevato una grave irregolarità formale nella procura speciale rilasciata all'avvocato, la quale non rispettava le prescrizioni speciali di legge e avrebbe comportato l'inammissibilità del ricorso. Nonostante questo vizio insanabile, la Suprema Corte ha stabilito che la rinuncia al ricorso per cassazione prevale sempre sui vizi processuali preesistenti. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente il contenzioso senza condanna alle spese per mancata difesa del Ministero.
Continua »
Rettifica rendita catastale: il Fisco rinuncia al ricorso
Una società immobiliare presenta una dichiarazione Docfa per l'aggiornamento dei propri fabbricati. L'Amministrazione Finanziaria emette una rettifica rendita catastale, aumentando il valore fiscale dei beni. La contribuente impugna l'atto davanti ai giudici tributari, contestando l'assoluta carenza di motivazione del nuovo accertamento. Sia in primo grado sia in appello, i giudici accolgono le tesi della società e confermano l'annullamento della rettifica per difetto probatorio e motivazionale dell'Ufficio. L'ente impositore presenta ricorso per Cassazione, lamentando vizi procedurali e normativi. Nelle more del procedimento, l'Amministrazione Finanziaria deposita formale atto di rinuncia al ricorso con l'accettazione della società. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del procedimento e dispone la compensazione delle spese legali, rendendo definitiva la vittoria della contribuente.
Continua »
Definizione agevolata delle liti tributarie: processo estinto
Un Ente locale ha contestato a una Società il mancato pagamento dell'imposta sugli immobili per l'anno 2007 in relazione ad alcune aree edificabili. La contribuente ha ottenuto l'annullamento dell'atto impositivo nei primi due gradi di giudizio. Nelle more del ricorso per cassazione promosso dall'amministrazione, la Società ha aderito alla definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla legge e dal regolamento comunale. La contribuente ha versato l'importo ridotto in un'unica rata e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per avvenuto perfezionamento della sanatoria tributaria, disponendo che le spese rimangano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Rischio di confusione tra marchi: lite estinta per rinuncia
Una multinazionale ha contestato la registrazione di un nuovo segno distintivo composto dalla parola comune per i libri preceduta da un termine legato alla scalata. L'azienda sosteneva che esistesse un evidente rischio di confusione tra marchi con i propri segni già registrati a livello internazionale. Gli organi amministrativi hanno rigettato l'opposizione, rilevando la natura debole e comune della parola finale e la forza distintiva del prefisso iniziale. La multinazionale ha proposto ricorso alla Suprema Corte, ma ha successivamente depositato formale atto di rinuncia, prontamente accettato dalla controparte. I giudici di legittimità hanno preso atto dell'abbandono della causa e hanno dichiarato estinto il processo, escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato a carico della società rinunciante.
Continua »
Definizione agevolata: stop al ricorso ed estinzione del debito
Una società contribuente riceve un avviso di accertamento ICI da parte del Comune per il possesso di terreni edificabili. La contribuente contesta la validità della delega al funzionario comunale e la congruità del valore economico attribuito ai beni. La lite prosegue fino alla Corte di Cassazione, dove la società sceglie di accedere alla procedura di definizione agevolata dei carichi tributari, pagando le rate previste e rinunciando al ricorso. I giudici di legittimità dichiarano estinto il processo per sopravvenuta cessazione della materia del contendere. Questa pronuncia chiude formalmente la controversia, stabilendo la compensazione delle spese legali ed escludendo l'addebito di sanzioni processuali a carico della società.
Continua »
Definizione agevolata: stop al ricorso ed estinzione del debito
Una società contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento riguardanti l'imposta comunale sugli immobili per varie annualità pregresse. Durante il procedimento di legittimità, la società ha presentato istanza di definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo, completando integralmente i pagamenti rateali previsti dal piano concordato con l'agente della riscossione. A seguito dell'adempimento e della formale rinuncia alla lite, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere. I giudici hanno inoltre disposto la compensazione delle spese legali, escludendo l'obbligo di versare il doppio contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a spese e tributi
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento tributario relativo all'imposta sugli immobili emesso da un ente locale. A seguito di un giudizio di appello sfavorevole, l'azienda ha presentato ricorso alla Suprema Corte. Durante il procedimento di legittimità, la contribuente ha notificato formalmente alla controparte la rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte ha preso atto della scelta abdicativa, dichiarando l'estinzione del processo. I giudici hanno stabilito la compensazione delle spese legali e hanno escluso il raddoppio del contributo unificato. Tale sanzione economica eccezionale opera infatti solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione tra Ente e ISTAT
Un Ente pubblico ha impugnato la decisione del Consiglio di Stato riguardante l'inserimento nell'elenco delle amministrazioni pubbliche dell'Istituto nazionale di statistica. L'Ente ha contestato un presunto eccesso di potere giurisdizionale dinanzi alle Sezioni Unite civili. Tuttavia, prima dell'adunanza camerale, l'Ente ha depositato formale atto di rinuncia, prontamente accettato dall'amministrazione resistente. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato concluso il procedimento per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione, prendendo atto dell'accordo tra le parti anche in merito alla compensazione integrale delle spese di lite.
Continua »
Fisco contro contribuenti: la rinuncia al ricorso per cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto il pagamento di imposte a un contribuente e a due società commerciali. I contribuenti hanno impugnato l'avviso di liquidazione e hanno ottenuto ragione davanti ai giudici tributari regionali, i quali hanno annullato la pretesa fiscale. Il Fisco ha inizialmente impugnato la decisione, ma ha successivamente annullato in autotutela il proprio atto a seguito di interventi legislativi e costituzionali chiarificatori. L'Avvocatura dello Stato ha quindi notificato la formale rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici supremi hanno dichiarato estinto il procedimento, confermando la vittoria definitiva dei contribuenti e disponendo la compensazione integrale delle spese di lite a causa del mutato quadro normativo.
Continua »
Definizione agevolata: lite fiscale chiusa e debito estinto
Un contribuente impugna una cartella di pagamento IRPEF derivante da un precedente giudizio estinto. I giudici tributari respingono il ricorso sia in primo sia in secondo grado. L'interessato propone quindi ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento, il contribuente aderisce alla definizione agevolata dei carichi pendenti e versa per intero le somme dovute. Successivamente deposita la prova dei pagamenti e chiede di dichiarare conclusa la controversia. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere per via dell'integrale pagamento del debito rottamato. Ciascuna parte sopporta le spese sostenute e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata contro Fisco: stop definitivo alla causa
La Società contribuente riceveva un atto sanzionatorio per questioni IVA relative all'anno 2003 e decideva di presentare ricorso per cassazione contro l'amministrazione finanziaria. Successivamente, la Società ha aderito alla definizione agevolata per sanare la vertenza fiscale e ha notificato formale rinuncia al ricorso. I giudici hanno preso atto dell'accordo e hanno dichiarato l'estinzione definitiva del processo, stabilendo l'integrale compensazione delle spese legali tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: lite chiusa senza sanzioni
Nel corso di una controversia originata da una vendita, i ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione tramite il proprio difensore munito di procura speciale. La controparte ha accettato espressamente la rinuncia concordando la compensazione integrale delle spese di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento senza esaminare il merito della lite. Tale esito ha escluso l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato a carico della parte rinunciante. La vicenda si è conclusa con l'abbandono consensuale del contenzioso prima della pronuncia definitiva.
Continua »
Recesso dal contratto di appalto: lite chiusa con accordo bonario
Una società committente affidava i lavori di adeguamento antincendio di un albergo a un'impresa esecutrice. A causa dei forti ritardi nei lavori, la committente esercitava il recesso dal contratto di appalto ai sensi dell'art. 1671 c.c. e chiedeva il risarcimento danni. L'appaltatore agiva per ottenere il pagamento delle opere eseguite e l'indennizzo per il mancato guadagno. La causa approdava in Corte di Cassazione dopo decisioni contrastanti nei precedenti gradi di giudizio su importi, penali e compensi. Prima della decisione di legittimità, le parti hanno sottoscritto un accordo bonario per risolvere ogni pendenza, depositando formale atto di rinuncia e accettazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta transazione, disponendo la compensazione totale delle spese di lite.
Continua »
Rivalutazione contributiva per amianto: stop al ricorso
Un lavoratore ha agito in giudizio per ottenere il beneficio della rivalutazione contributiva per amianto a seguito dell'attività lavorativa svolta. I giudici di secondo grado hanno respinto la richiesta, dichiarando il diritto ormai prescritto. Il conteggio del termine di dieci anni partiva infatti dalla data di presentazione della domanda all'istituto assicuratore e non dal provvedimento finale. Il lavoratore ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando il calcolo della prescrizione. Prima dell'adunanza camerale, il ricorrente ha notificato un atto formale di rinuncia al ricorso. I Supremi Giudici hanno confermato l'efficacia immediata della rinuncia, dichiarando estinto il giudizio e disponendo la compensazione integrale delle spese tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata delle liti pendenti: estinzione e solidarietà
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a tre società coobbligate il mancato pagamento di imposte di registro, ipotecarie e catastali a seguito della riqualificazione di operazioni straordinarie aziendali. Dopo l'annullamento dell'avviso in appello, il Fisco ha presentato ricorso per Cassazione. Durante il procedimento di legittimità, la società controricorrente ha richiesto la definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi dell'art. 6 del D.L. n. 119 del 2018, versando la prima rata senza ricevere alcun diniego dall'Amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ribadendo che la pace fiscale perfezionata da un singolo debitore solidale estende i propri effetti liberatori a tutti gli altri soggetti coobbligati.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla lite tra Fisco e azienda
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la riqualificazione fiscale di un conferimento di ramo d'azienda seguito dalla cessione di quote. Il Fisco ha richiesto il pagamento di maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali. I giudici di merito hanno annullato l'avviso di liquidazione per violazione delle garanzie procedurali. L'ente impositore ha quindi impugnato la decisione davanti ai giudici di legittimità. Nel corso della controversia, la società contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata pagando la prima rata prevista dalla legge speciale. Il Fisco non ha rifiutato l'istanza né le parti hanno chiesto la trattazione della causa. I giudici hanno dichiarato l'estinzione definitiva del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »