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Esimente

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644 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Critica politica: Cassazione assolve per diffamazione
Un ex vice-sindaco, condannato in appello per diffamazione aggravata ai danni del sindaco in carica, è stato assolto dalla Corte di Cassazione. Le frasi offensive, pubblicate sui social, sono state ritenute legittima espressione del diritto di critica politica, data la loro contestualizzazione in un acceso dibattito pubblico e in risposta a precedenti attacchi. La sentenza sottolinea come la critica politica goda di una tutela rafforzata, ammettendo toni aspri e coloriti se funzionali a esprimere un dissenso su questioni di interesse pubblico.
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Diffamazione a mezzo stampa: errore di persona e dovere
Un giornalista e un direttore sono stati condannati al risarcimento per diffamazione a mezzo stampa, per aver erroneamente identificato una persona in una conversazione intercettata e pubblicata su un noto quotidiano, inserita in un contesto che suggeriva attività illecite. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli imputati, confermando la loro responsabilità civile nonostante la prescrizione del reato. La sentenza sottolinea che scambiare l'identità di una persona in un contesto così lesivo non è un errore marginale e che i giornalisti hanno il preciso dovere di verificare le fonti, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Fonte confidenziale: legittimo il sequestro di droga
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 16778/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che una perquisizione e sequestro di droga basati su una segnalazione da fonte confidenziale sono legittimi. La Corte ha stabilito che la polizia può agire su tali informazioni per avviare indagini. È stata inoltre respinta la richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dell'ingente quantitativo di stupefacente (20 grammi di cocaina) rinvenuto.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando l'obbligo di versare l'imposta unica scommesse per le giocate raccolte in Italia tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta a prescindere dalla presenza di una concessione statale e non viola il diritto dell'Unione Europea.
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Agevolazioni gasolio autotrazione: revoca parziale
Una società di autotrasporti si è vista revocare totalmente le agevolazioni sul gasolio a causa di dichiarazioni trimestrali ritenute infedeli. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: la revoca del beneficio deve essere proporzionale all'errore commesso. Pertanto, le agevolazioni gasolio autotrazione vanno perse solo per gli importi irregolari e non per l'intero trimestre. La Corte ha però confermato che l'indicazione della targa del veicolo in fattura è un requisito obbligatorio.
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Accusa di estorsione: quando scatta la diffamazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione a carico di una persona che, in un esposto al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, aveva mosso un'accusa di estorsione a due legali. La Corte ha stabilito che una simile accusa, per la sua gravità e specificità, lede la reputazione professionale e non può essere giustificata come semplice linguaggio metaforico o iperbolico, integrando così il reato. La decisione sottolinea che il diritto di critica non può spingersi fino a formulare false accuse di reati specifici.
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Prova nuova revisione: non è un errore di diritto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la revisione di una condanna per favoreggiamento. La richiesta si basava sulla parentela tra l'imputato e la persona aiutata, un fatto già noto al giudice del processo originario. La Corte stabilisce che una "prova nuova revisione" non può essere utilizzata per correggere un errore di diritto o la mancata valutazione di un fatto già agli atti, che doveva invece essere contestato tramite i mezzi di impugnazione ordinari.
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Diritto di critica sindacale: quando è legittimo?
Un rappresentante sindacale accusa il presidente di una cooperativa di aver falsificato un documento. Condannato per diffamazione ai soli fini civili in appello, la Corte di Cassazione annulla la sentenza, riconoscendo la piena legittimità dell'azione del sindacalista. La Corte ha ritenuto che l'accusa rientrasse nell'esercizio del diritto di critica sindacale, in quanto basata su elementi fattuali che rendevano la sua convinzione della falsificazione ragionevole e giustificabile (verità putativa).
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, chiarendo tre principi fondamentali. Primo, il disaccordo sulla valutazione di una prova non costituisce 'travisamento'. Secondo, la non punibilità per tenuità del fatto è inapplicabile ai reati permanenti finché la condotta illecita perdura. Terzo, il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se basato sulla mera assenza di elementi positivi che giustifichino un trattamento di favore, senza che il giudice debba analizzare ogni singolo aspetto dedotto dalla difesa.
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Diritto di difesa e calunnia: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25204/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in cui si sosteneva che le false accuse (calunnia) fossero giustificate come esercizio del diritto di difesa. La Suprema Corte ha ribadito che il diritto di difesa e calunnia sono incompatibili: non si può accusare un innocente per difendersi. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Critica politica: quando il linguaggio non è diffamazione
Un consigliere comunale di opposizione, precedentemente condannato per diffamazione a mezzo stampa per un articolo critico verso il sindaco e la maggioranza, è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che le sue espressioni, sebbene aspre, rientravano nel legittimo esercizio del diritto di critica politica, in quanto strettamente connesse a fatti reali di interesse pubblico e inserite in un contesto di fisiologica dialettica politica, senza trascendere in attacchi personali gratuiti.
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Sanzioni tributarie: la colpa del consulente basta?
Una società ha ricevuto sanzioni tributarie per un'omessa dichiarazione, attribuendo la colpa al proprio consulente fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per essere esentati dalla responsabilità non basta accusare un terzo, ma è necessario fornire la prova della sua esclusiva responsabilità. Inoltre, è stata respinta la richiesta di applicazione del 'cumulo giuridico' delle sanzioni per mancata produzione in giudizio di tutti gli atti necessari a consentirne la valutazione.
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Diritto di critica politica: limiti e applicabilità
La Cassazione conferma l'assoluzione di un giornalista accusato di diffamazione da un ex governatore. La Corte ha ritenuto che la critica mossa all'attività professionale dell'ex politico rientrasse nel legittimo esercizio del diritto di critica politica, data la rilevanza pubblica del tema e la continenza delle espressioni usate.
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Stato di necessità: non scusa il furto per fame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per tentato furto. L'imputato aveva invocato lo stato di necessità a causa delle sue difficoltà economiche. La Corte ha ribadito che la povertà non integra l'esimente dello stato di necessità quando è possibile ricorrere agli istituti di assistenza sociale per soddisfare i bisogni primari.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da tre imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla genericità dei motivi, considerati una mera ripetizione di argomentazioni già respinte, e sulla manifesta infondatezza di altre censure. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Esimente dazi doganali: buona fede e onere prova
La Cassazione cassa la sentenza di merito in un caso di dazi anti-dumping. L'importatore invocava l'esimente dazi doganali per errore dell'autorità filippina. La Corte ha stabilito che il giudice deve valutare cumulativamente le tre condizioni: errore attivo dell'autorità, buona fede dell'operatore e rispetto delle norme, non potendosi limitare a constatare la falsità del certificato d'origine.
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Diritto di critica: limiti e diffamazione per l’avvocato
Un avvocato tiene una conferenza stampa facendo gravi accuse contro due individui. La Corte di Cassazione conferma la sua responsabilità civile per diffamazione, chiarendo che il diritto di critica non giustifica dichiarazioni false o attacchi personali, specialmente quando chi parla ha un dovere professionale di verificare i fatti. L'assoluzione in primo grado è stata riformata in appello ai soli effetti civili.
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Favoreggiamento personale: mentire è reato?
La Corte di Cassazione esamina il caso di un individuo condannato per favoreggiamento personale dopo aver negato alla polizia di aver acquistato droga da uno spacciatore. La sentenza chiarisce che il reato sussiste anche se le forze dell'ordine hanno già assistito alla scena e arrestato il colpevole, poiché mentire ostacola comunque l'amministrazione della giustizia. Viene inoltre negata la causa di non punibilità per autotutela, in quanto il pregiudizio derivante dall'ammissione (sanzioni amministrative) era ormai inevitabile.
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Buona fede importatore: quando è tutelata?
Una società di importazione contesta un accertamento fiscale per dazi antidumping. La questione centrale riguarda la possibilità di invocare la buona fede importatore per evitare il pagamento a seguito della scoperta di certificati di origine falsi. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice di merito non può limitarsi a constatare la falsità dei documenti, ma deve condurre un'analisi approfondita e cumulativa di tre condizioni specifiche: l'errore attivo delle autorità, la non rilevabilità dell'errore da parte di un operatore diligente e il rispetto di tutte le prescrizioni. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Errore autorità doganale: quando si annulla il dazio?
Una società importatrice ha ricevuto avvisi di accertamento per dazi antidumping su merci la cui origine filippina si è rivelata falsa a seguito di un'indagine OLAF. L'azienda ha invocato l'esimente per errore dell'autorità doganale estera. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso su questo punto, stabilendo che il giudice di merito aveva errato nel non effettuare una valutazione completa e cumulativa delle tre condizioni necessarie per l'esenzione: l'errore attivo dell'autorità, la non rilevabilità dell'errore da parte di un importatore diligente e in buona fede, e il rispetto delle prescrizioni. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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