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Esigenze Cautelari — Anno 2024

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566 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Esigenze Cautelari

Provvedimenti

Partecipazione associazione narcotraffico: la prova
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare per un imputato accusato di partecipazione associazione narcotraffico. La Corte ha ritenuto le prove, basate principalmente su dichiarazioni generiche di collaboratori di giustizia, insufficienti a dimostrare un ruolo concreto e stabile dell'individuo all'interno del sodalizio. Inoltre, è stato sottolineato come il notevole tempo trascorso dai fatti contestati indebolisca la presunzione di pericolosità sociale, elemento fondamentale per l'applicazione di misure restrittive.
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Esigenze cautelari: annullamento con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare, limitatamente alla valutazione delle esigenze cautelari. Sebbene i gravi indizi di colpevolezza per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico siano stati confermati, il Tribunale non ha adeguatamente considerato i cambiamenti nella vita dell'indagata (vendita dell'azienda, nuovo lavoro, trasferimento) per valutare il rischio attuale di recidiva.
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Competenza territoriale stupefacenti: il caso di Milano
La Cassazione ha respinto il ricorso di una donna agli arresti domiciliari per traffico di stupefacenti, confermando la competenza territoriale stupefacenti del Tribunale di Milano. La Corte ha stabilito che la competenza si radica nel luogo del primo atto penalmente rilevante, in questo caso l'organizzazione dell'acquisto avvenuta a Milano, anche se l'importazione è avvenuta altrove.
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Custodia cautelare mafia: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare per associazione di stampo mafioso. La sentenza analizza la legittimità del diniego di rinvio dell'udienza, l'uso di intercettazioni da altri procedimenti e i criteri per valutare la gravità indiziaria basata su dichiarazioni di collaboratori e prove documentali. Il ricorso dell'indagato è stato respinto, consolidando i principi sulla custodia cautelare mafia.
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Presunzione custodia cautelare: la condotta successiva
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, sottoposto a custodia cautelare in carcere. La Corte ha respinto il motivo relativo alla violazione del principio del 'ne bis in idem', ma ha accolto quello sulla presunzione custodia cautelare. Si è stabilito che il giudice deve valutare attentamente la condotta dell'indagato successiva ai fatti, come un percorso rieducativo o lavorativo, in quanto elemento idoneo a superare la presunzione che impone il carcere per reati gravi, potendo giustificare una misura meno afflittiva come gli arresti domiciliari.
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Violazione arresti domiciliari: revoca quasi automatica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8630/2024, ha stabilito che la violazione arresti domiciliari, se non di 'lieve entità', comporta la revoca obbligatoria della misura e il ripristino della custodia in carcere. Nel caso specifico, l'incontro con un soggetto dedito allo spaccio ha escluso la lieve entità, rendendo automatica la decisione di aggravamento senza una nuova valutazione delle esigenze cautelari o di misure alternative come il braccialetto elettronico.
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