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Esercizio Abusivo Del Credito

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Reato che punisce chi svolge professionalmente attività di concessione di finanziamenti al pubblico senza essere autorizzato e iscritto negli appositi elenchi, violando le norme a tutela del sistema bancario e finanziario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Usura ed esercizio abusivo del credito: condanna definitiva
L'Imputato è stato condannato nei gradi di merito per i reati di usura ed esercizio abusivo del credito. Contro la decisione della Corte di Appello, l'uomo ha proposto ricorso per Cassazione contestando la propria responsabilità penale e la sanzione inflitta. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della genericità delle censure sollevate. Il ricorrente si è limitato a lamentare l'omessa valutazione di una tesi alternativa, senza individuare specifici difetti logici o lacune nella motivazione dei giudici di merito. Di conseguenza, la condanna è divenuta definitiva. La Cassazione ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Aggravante metodo mafioso: intimidazione implicita o percepita?
L'Imputata è stata condannata per usura, tentata estorsione ed esercizio abusivo del credito. Ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la valutazione della credibilità dei testimoni e l'applicazione dell'aggravante metodo mafioso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'aggravante del metodo mafioso si applica anche se la vittima non è effettivamente intimidita, purché l'azione evochi un legame con un'organizzazione criminale per creare uno stato di sottomissione. L'Imputata aveva minacciato la vittima riferendosi al 'sistema' e a figure criminali note.
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Esercizio abusivo del credito: bilanci chiari ma prestiti vietati
I gestori di un'azienda di torrefazione di caffè erogavano prestiti ai baristi clienti senza le autorizzazioni della Banca d'Italia. Accusati di associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo del credito e usura, i reati venivano dichiarati prescritti in appello. Gli imputati ricorrevano in Cassazione chiedendo l'assoluzione nel merito anziché la prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il proscioglimento nel merito in presenza di prescrizione richiede l'evidenza immediata dell'innocenza. L'assoluzione dall'usura non esclude l'esercizio abusivo del credito, che può svilupparsi anche all'interno di una struttura aziendale apparentemente regolare.
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Trasferimento fraudolento di valori: Porsche e prestanome ko
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato sottoposto agli arresti domiciliari per i reati di esercizio abusivo del credito e trasferimento fraudolento di valori. L'indagato aveva fittiziamente intestato alla moglie e alla sorella diverse attività commerciali e beni di lusso, tra cui un'auto di alto valore, per evitare misure di prevenzione patrimoniale, considerando anche una sua precedente condanna per associazione mafiosa. La difesa contestava la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ma la Suprema Corte ha confermato la validità della decisione del Tribunale del Riesame. I giudici hanno rilevato che le intercettazioni e un'agenda sequestrata provavano i prestiti illeciti, mentre la sproporzione tra redditi e investimenti confermava l'intestazione fittizia. L'indagato perde il ricorso e viene condannato alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Assolto da Usura: Negata la Riparazione per Ingiusta Detenzione
Un uomo, sottoposto agli arresti domiciliari per usura, viene assolto da questa accusa ma condannato per il reato minore di esercizio abusivo del credito. La sua richiesta di risarcimento viene respinta. La Corte di Cassazione nega la riparazione per ingiusta detenzione, stabilendo che la condotta complessiva dell'imputato (concessione di prestiti, possesso di ingente contante) ha creato una forte apparenza di illegalità. Questo comportamento, qualificabile come colpa grave, è stata la causa principale del suo arresto, facendogli perdere il diritto all'indennizzo nonostante l'assoluzione dal reato più grave.
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Gravità indiziaria: Cassazione su usura ed estorsione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati di usura, estorsione, riciclaggio ed esercizio abusivo del credito. La Corte ha confermato la valutazione del Tribunale del Riesame sulla sussistenza di una solida gravità indiziaria a carico dell'indagato, ritenendo le motivazioni del provvedimento impugnato logiche, coerenti e sufficienti a giustificare la misura restrittiva. La decisione sottolinea come, in sede di legittimità, non sia possibile una rivalutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla logicità della motivazione.
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