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Esecuzione Specifica (Ex Art. 2932 C.C.)

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Strumento legale che permette a chi ha firmato un contratto preliminare di ottenere una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto definitivo che l'altra parte si rifiuta di firmare.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Titolo instabile e responsabilità professionale del notaio
Un venditore ha alienato un immobile a un'acquirente basando la propria titolarità su una sentenza non ancora definitiva, poi ribaltata in sede di impugnazione. L'acquirente ha perso la proprietà del bene e ha citato in giudizio il venditore e il notaio per ottenere il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di entrambi, affermando la sussistenza della responsabilità professionale del notaio. Il pubblico ufficiale risponde per colpa professionale quando stipula un rogito senza verificare la definitività del titolo del dante causa e omette di informare la parte acquirente dei rischi legati all'acquisto da chi non è pieno proprietario. Il notaio deve risarcire integralmente il cliente rimborsando il prezzo e le spese sostenute.
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Revocazione per dolo processuale: silenzio o frode
I proprietari di un terreno con fabbricato hanno promesso in vendita l'immobile stipulando un contratto preliminare. Di fronte al loro rifiuto di stipulare il rogito definitivo, gli eredi dell'acquirente hanno ottenuto il trasferimento forzoso del bene dal Tribunale. I venditori hanno impugnato la sentenza chiedendo la revocazione per dolo processuale, accusando la controparte di aver taciuto difformità urbanistiche relative alla sanatoria edilizia e di aver ingannato il consulente tecnico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei venditori. La Suprema Corte ha chiarito che il semplice silenzio o l'omessa produzione di documenti non integrano i raggiri necessari per riaprire una causa chiusa, confermando definitivamente il passaggio di proprietà a favore degli acquirenti.
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Diritto di opzione acquisto immobile: Ente ritira l’offerta, ma vince l’inquilino
Un ente previdenziale offre in vendita alcuni appartamenti ai rispettivi inquilini, i quali accettano la proposta esercitando il loro diritto di opzione acquisto immobile. Successivamente, l'ente annulla l'offerta, sostenendo che l'immobile è 'di pregio' e quindi le condizioni di vendita devono cambiare. Gli inquilini si rivolgono al tribunale per far valere l'accordo. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accordo era già perfezionato con l'accettazione dell'opzione da parte degli inquilini. Di conseguenza, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, confermando di fatto la validità della vendita alle condizioni originarie e dando ragione agli inquilini.
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Esecuzione specifica: immobile senza documenti, il venditore vince
Un promissario acquirente, dopo la morte del venditore originario, chiede la risoluzione di un contratto preliminare. L'erede del venditore si oppone e chiede al giudice l'esecuzione specifica ex art. 2932 c.c. per forzare il trasferimento della proprietà. La Corte d'Appello respinge la richiesta dell'erede a causa della mancanza di dichiarazioni sulla regolarità urbanistica e catastale dell'immobile. La Corte di Cassazione, però, ribalta la decisione. Stabilisce che la Corte d'Appello ha sbagliato a non esaminare tutte le domande dell'erede e chiarisce che tali dichiarazioni possono essere fornite anche durante il processo. La causa torna quindi in Appello per una nuova valutazione.
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Immobile solo scheletro: no al trasferimento forzato dal giudice
Un acquirente firma un contratto preliminare per un immobile da costruire ma l'azienda costruttrice realizza solo lo scheletro. L'acquirente agisce in giudizio chiedendo l'esecuzione specifica dell'immobile difforme, ovvero una sentenza che trasferisca la proprietà forzatamente, con una riduzione del prezzo. La Corte di Cassazione rigetta la richiesta. Viene stabilito che l'esecuzione specifica non è ammissibile quando il bene costruito è sostanzialmente diverso da quello promesso. Un semplice scheletro non è un immobile con difetti, ma un bene completamente differente ('aliud pro alio'), impedendo così il trasferimento coattivo. L'acquirente perde la causa.
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Esecuzione Specifica Contratto Preliminare: Documenti Tardivi Validi
Un promissario acquirente ha richiesto l'esecuzione specifica contratto preliminare per il trasferimento di un immobile. I venditori, tuttavia, non avevano prodotto le necessarie dichiarazioni di conformità urbanistica e catastale. Questi documenti sono stati presentati solo nel corso del giudizio di appello. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale produzione tardiva è legittima. La conformità urbanistica, infatti, non è un presupposto della domanda (che deve esistere da subito), ma una condizione dell'azione, che può essere soddisfatta in qualsiasi momento prima della decisione finale. Di conseguenza, il ricorso dell'acquirente è stato respinto e la vendita forzata confermata.
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Annullamento Atto Comunione Legale: Vende Casa Senza Firma Moglie
Un marito stipula un contratto preliminare per vendere un immobile di proprietà di entrambi i coniugi, ma senza il consenso della moglie. Gli acquirenti ottengono dal tribunale il trasferimento forzato del bene. La coppia si oppone in appello chiedendo l'annullamento dell'atto in comunione legale. La Corte di Cassazione, però, dichiara il ricorso inammissibile. La richiesta di annullamento è stata considerata tardiva, perché sollevata per la prima volta solo in appello e non nel primo grado di giudizio. La vendita a favore degli acquirenti diventa così definitiva.
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Mutatio libelli: quando la domanda non si può cambiare
Una società costruttrice ha inizialmente richiesto l'esecuzione di un contratto preliminare. In seguito, ha modificato la domanda chiedendo la risoluzione del contratto per un diniego edilizio. La Cassazione ha confermato che si trattava di una mutatio libelli inammissibile, in quanto basata su fatti nuovi e una diversa causa petendi, respingendo così il ricorso.
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Contratto preliminare: oggetto e vendita a corpo
Una società stipula un contratto preliminare con una Pubblica Amministrazione per un vasto compendio immobiliare. L'amministrazione si rifiuta di procedere al rogito, eccependo un eccesso di potere del proprio mandatario e l'indeterminatezza dell'oggetto per discrepanze sulla superficie. La Corte di Cassazione conferma la validità del contratto, accordando l'esecuzione in forma specifica. Viene stabilito che nella vendita 'a corpo', le misure esatte sono secondarie se l'immobile è altrimenti identificabile, e che comunicazioni interne della P.A. non sono idonee a limitare un mandato formalmente conferito.
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Rinvio della causa: accordo tra le parti in Cassazione
Una società di costruzioni ricorre in Cassazione dopo aver perso in appello una causa su un contratto preliminare. La Corte Suprema, con ordinanza interlocutoria, accoglie la richiesta congiunta delle parti e dispone il rinvio della causa a un'udienza futura per consentire il perfezionamento di un accordo transattivo, evidenziando l'importanza delle trattative anche nella fase finale del giudizio.
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Inadempimento contratto preliminare: onere della prova
La Corte di Cassazione chiarisce l'onere della prova in caso di inadempimento contratto preliminare. La mancata consegna della documentazione che attesta la rinuncia alla prelazione da parte dei confinanti costituisce un grave inadempimento del promittente venditore, tale da giustificare il recesso del promissario acquirente. Spetta sempre al venditore dimostrare di aver adempiuto, anche se la documentazione prodotta è contestata solo in un secondo momento.
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