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Esame Incrociato

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nel processo penale, è il controinterrogatorio di un testimone condotto dalla parte processuale che non lo ha citato, al fine di saggiare la sua attendibilità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinnovazione dell’istruzione dibattimentale: no all’appello inutile
La Parte Civile ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte di Appello, contestando il rifiuto dei giudici di secondo grado di disporre una nuova audizione della persona offesa. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici territoriali, stabilendo che la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale ha carattere eccezionale nel giudizio di appello. La persona era già stata sentita a lungo con esame incrociato nel primo grado e il ricorso non ha dimostrato la decisività di un nuovo interrogatorio. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile e hanno condannato la Parte Civile al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Giudizio abbreviato condizionato ed esame incrociato delle prove
Un imputato, accusato di tentato furto pluriaggravato, ha ottenuto l'accesso al giudizio abbreviato condizionato all'escussione di testimoni e periti sulla propria capacità di intendere e di volere. Durante il processo di primo grado, le prove orali sono state assunte tramite esame incrociato diretto delle parti invece che per mezzo del giudice. Condannato in appello, l'imputato ha proposto ricorso per Cassazione lamentando la nullità del procedimento per violazione delle forme probatorie del rito speciale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile: l'esame incrociato non lede i diritti difensivi, anzi li amplia, e la difesa non aveva sollevato tempestiva eccezione, prestando consenso all'uso delle prove.
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Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: condanna confermata
Un automobilista ha trasportato in Italia dalla Francia due passeggeri privi di documenti validi per l'ingresso. I giudici di merito lo hanno condannato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina a otto mesi di reclusione e ventimila euro di multa. Il conducente ha proposto ricorso per cassazione denunciando la violazione del diritto di difesa durante l'interrogatorio, l'assenza di dolo e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Il giudice ha condotto legittimamente l'interrogatorio in assenza di formale richiesta di esame incrociato. La consapevolezza dell'irregolarità dei trasportati risulta provata dalla totale inverosimiglianza della versione difensiva, confermando integralmente la condanna penale e pecuniaria.
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Estorsione contrattuale: minaccia e noleggio auto
La Corte di Cassazione conferma la condanna per estorsione contrattuale e simulazione di reato a un uomo che, tramite minacce, aveva costretto un noleggiatore a consegnargli un'auto senza le dovute garanzie, per poi denunciarne falsamente il furto. La sentenza chiarisce che l'estorsione si configura anche forzando la stipula di un contratto, con un profitto ingiusto implicito nella violazione dell'autonomia negoziale della vittima. La Corte ha inoltre ritenuto pienamente credibile la testimonianza della persona offesa, nonostante le iniziali omissioni, giustificate dal timore generato dalle minacce subite.
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Bancarotta impropria: bilancio falso e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta impropria. La sentenza conferma che la condotta, consistita nell'esporre dati falsi in bilancio per anni, integra il reato anche quando riguarda attività di valutazione, se queste sono idonee a trarre in inganno i terzi. La Corte ha inoltre ribadito la legittimità della testimonianza confermata 'per relationem' e ha sottolineato come la bancarotta impropria tuteli la fiducia del pubblico in generale, non solo specifici creditori.
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