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Errore Materiale — Anno 2026

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345 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Errore materiale: correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una propria sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un componente del collegio giudicante, riportando un nominativo diverso da quello effettivamente presente in udienza. Ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., la Corte ha rettificato l'atto basandosi sulle risultanze del verbale e del ruolo di udienza, ordinando alla Cancelleria di annotare la modifica sull'originale.
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Errore materiale: correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per correggere un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un componente del collegio giudicante, sostituendo il nome di un magistrato effettivamente presente con quello di un altro. La Corte ha disposto la rettifica d'ufficio ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., ordinando alla cancelleria le dovute annotazioni sull'originale dell'atto.
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Errore materiale: guida alla correzione delle spese
La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso volto alla correzione di un presunto errore materiale riguardante la mancata liquidazione delle spese legali in una fase incidentale. I ricorrenti lamentavano che l'ordinanza principale non avesse statuito sulle spese relative alla richiesta di sospensione dell'esecuzione ex art. 373 c.p.c. La Suprema Corte ha chiarito che la compensazione delle spese decisa per l'intero giudizio assorbe implicitamente anche le fasi incidentali, la cui efficacia è per natura provvisoria e condizionata all'esito finale della lite.
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Errore materiale e spese legali: i limiti della Corte
Una società ha richiesto la correzione di un presunto errore materiale in una precedente ordinanza della Cassazione, sostenendo che la liquidazione delle spese legali a favore di due controparti dovesse intendersi per ciascuna di esse singolarmente. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, poiché la posizione della società istante era già stata definita e non veniva influenzata dalla correzione richiesta. Inoltre, la Corte ha chiarito che la determinazione delle spese per più parti assistite dallo stesso legale costituisce una valutazione di diritto e non un semplice errore materiale.
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Liquidazione spese processuali: limiti e discrezionalità
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di correzione di un presunto errore materiale riguardante la liquidazione spese processuali avanzata da due privati contro un istituto di credito. I ricorrenti lamentavano l'applicazione di uno scaglione tariffario errato, sostenendo che il valore della causa imponesse compensi più elevati. La Suprema Corte ha chiarito che la determinazione dei compensi tra il minimo e il massimo edittale rientra nel potere discrezionale del giudice e non richiede specifica motivazione. Poiché la somma liquidata era superiore ai minimi previsti per il valore reale della lite, la contestazione è stata ritenuta attinente al merito e non a un errore materiale, rendendo il ricorso inammissibile.
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Errore materiale: quando il GIP non può correggere
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'ordinanza cautelare corretta dal G.I.P. per un **errore materiale** riguardante l'imputazione di un reato, mentre era già pendente il ricorso dinanzi al Tribunale del Riesame. La Suprema Corte ha stabilito che il G.I.P. perde la competenza funzionale a intervenire sull'atto una volta che il procedimento di impugnazione è iniziato e gli atti sono stati trasmessi al giudice superiore. Tale intervento tardivo determina una nullità assoluta del provvedimento di correzione.
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Sorveglianza speciale: no a divieti automatici
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente un provvedimento che imponeva la sorveglianza speciale a un cittadino. Il punto centrale della controversia riguardava l'aggiunta automatica di prescrizioni restrittive, come il divieto di uscire nelle ore notturne, effettuata dalla Corte d'Appello tramite la procedura di correzione degli errori materiali. La Suprema Corte ha stabilito che tali limitazioni non possono essere considerate automatiche o meri errori di forma, poiché incidono profondamente sui diritti fondamentali dell'individuo. Pertanto, ogni restrizione aggiuntiva alla sorveglianza speciale richiede una valutazione discrezionale del giudice e una motivazione specifica basata sulla pericolosità concreta del soggetto.
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Errore materiale: come correggere la sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Il provvedimento originario presentava una palese contraddizione: mentre nella motivazione e nella prima parte del dispositivo condannava l'amministrazione finanziaria al pagamento delle spese legali, in un capoverso successivo ne dichiarava erroneamente la compensazione. La Suprema Corte, rilevata l'incoerenza testuale, ha disposto l'eliminazione della clausola errata, confermando l'obbligo di rifusione delle spese a carico della parte soccombente.
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Errore materiale: guida alla correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di istanza per la correzione di un errore materiale relativo a una precedente ordinanza. I ricorrenti lamentavano l'omessa menzione della distrazione delle spese a favore del difensore e la mancata specifica sulla natura cumulativa o individuale della liquidazione. La Corte ha accolto la prima richiesta, correggendo il dispositivo per includere l'attribuzione delle spese al legale antistatario. Al contrario, ha rigettato la seconda istanza, chiarendo che l'attività di interpretazione del dispositivo non può essere oggetto di correzione materiale né di revocazione.
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Errore materiale: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso volto alla correzione di un presunto errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. Il ricorrente lamentava l'omessa indicazione dei codici fiscali delle parti e la mancanza della firma del giudice relatore. La Suprema Corte ha stabilito che l'assenza del codice fiscale non costituisce un vizio dell'atto e che, per le ordinanze emesse in camera di consiglio, è sufficiente la firma del solo Presidente. Inoltre, è stata rilevata l'invalidità della procura speciale, poiché rilasciata in data anteriore alla pubblicazione del provvedimento impugnato.
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Correzione errore materiale: guida alla rettifica
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale relativa a una precedente sentenza. Gli errori riguardavano la data dell'udienza, l'errata indicazione di un componente del collegio giudicante e l'omissione di una delle parti intimate. La Corte ha stabilito che tali sviste, rilevabili dal fascicolo telematico, non inficiano il contenuto della decisione ma richiedono una rettifica formale per garantire la precisione del provvedimento.
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Errore materiale: come correggere le spese legali
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di un errore materiale riscontrato in una precedente ordinanza. Il ricorrente aveva segnalato che, nonostante la vittoria in giudizio, la Corte aveva liquidato spese vive per soli 200 euro, a fronte di esborsi documentati per 701 euro (contributo unificato e bolli). Verificata la documentazione telematica, la Corte ha rettificato l'importo nel dispositivo, ribadendo che l'errata quantificazione delle spese sostenute può essere sanata tramite la procedura semplificata prevista dall'articolo 287 del codice di procedura civile.
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Errore materiale e spese legali: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto l'istanza di correzione di errore materiale presentata dalle parti civili in un processo per omicidio colposo. I ricorrenti chiedevano di estendere alla compagnia assicurativa, quale responsabile civile, la condanna alle spese legali dei gradi di merito e di legittimità. La Suprema Corte ha stabilito che l'omessa statuizione sulle spese in appello non costituisce un errore materiale correggibile ex art. 130 c.p.p., ma una decisione discrezionale impugnabile solo con i mezzi ordinari. Inoltre, l'acquiescenza del responsabile civile nel giudizio di cassazione impedisce la sua condanna alle spese in favore delle parti civili.
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Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di errore materiale presentata da due legali che, pur avendo richiesto la distrazione delle spese, avevano visto liquidare i compensi a favore della società assistita. Il provvedimento chiarisce che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un'impugnazione ordinaria, ma può essere risolta tramite il procedimento di correzione ex artt. 287 e 288 c.p.c. Tale procedura garantisce la celerità necessaria per fornire al difensore antistatario un titolo esecutivo valido.
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Motivazione per relationem: validità dell’accertamento
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un avviso di accertamento basato su una motivazione per relationem a un verbale della Guardia di Finanza non allegato. Una società agricola aveva eccepito la nullità dell'atto per la mancata allegazione del documento e per un errore materiale nell'indicazione del comando operante. Gli Ermellini hanno stabilito che la motivazione per relationem è legittima se il contribuente ha avuto effettiva conoscenza dell'atto richiamato, distinguendo il piano della validità formale da quello della prova. Inoltre, i documenti prodotti tardivamente in primo grado sono comunque acquisiti al fascicolo e utilizzabili in appello.
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Errore materiale e termini di impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente per tardività, confermando che un errore materiale nel dispositivo della sentenza non riapre i termini per l'impugnazione. Il caso riguardava un credito IVA non esposto in dichiarazione, recuperato dall'ufficio. Nonostante la sentenza d'appello contenesse la dicitura errata 'accoglie' anziché 'rigetta', la Corte ha stabilito che, essendo la motivazione chiaramente contraria al contribuente, si trattava di una mera svista che non giustificava il superamento del termine semestrale per il ricorso.
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Correzione errore materiale: la guida alla rettifica
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza di correzione errore materiale relativa a una precedente sentenza in cui era stata erroneamente indicata la Corte d'Appello di Catanzaro anziché quella di Reggio Calabria come giudice di rinvio. Trattandosi di un evidente refuso geografico e procedurale, i giudici hanno disposto la sostituzione dei termini errati sia nella motivazione che nel dispositivo, garantendo la corretta prosecuzione del giudizio di merito davanti al giudice originariamente competente.
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Ricorso inammissibile per motivi generici in Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché le doglianze presentate erano del tutto generiche e prive di correlazione con la sentenza d'appello. Oltre al rigetto, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, nonostante la presenza di un mero errore materiale nel provvedimento originario.
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Esclusione della recidiva: il ruolo delle attenuanti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza riguardante l'esclusione della recidiva per un caso di indebito utilizzo di carte di credito. Nonostante il riconoscimento di un'attenuante per il danno di speciale tenuità, i giudici di merito avevano omesso di rivalutare la pericolosità sociale del reo. La Suprema Corte ha stabilito che nuove circostanze favorevoli impongono una verifica sulla persistenza dell'aggravante.
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Correzione errore materiale: la procedura legale
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione errore materiale volta a rettificare refusi ortografici presenti nel dispositivo di una sentenza e nel ruolo d'udienza. Gli errori riguardavano la denominazione di alcuni enti locali, trascritti in modo impreciso. La Suprema Corte ha chiarito che tali sviste formali possono essere emendate d'ufficio quando la reale intenzione del giudice è palese e non viene intaccato il merito della decisione.
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