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Errore Materiale — Anno 2026

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345 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Errore materiale e spese legali: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso per la correzione di un presunto errore materiale relativo alla mancata liquidazione delle spese di un giudizio incidentale. I ricorrenti sostenevano che l'ordinanza principale avesse omesso di pronunciarsi sulle spese relative alla richiesta di sospensione dell'esecuzione ex art. 373 c.p.c. La Suprema Corte ha stabilito che la compensazione delle spese disposta per l'intero giudizio di legittimità include implicitamente anche le fasi incidentali, in quanto la loro natura è provvisoria e l'esito finale dipende dalla decisione sul merito.
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Errore materiale: correzione spese legali omesse
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di un Errore materiale relativo all'omessa distrazione delle spese legali. Nonostante la richiesta esplicita dei difensori antistatari, l'ordinanza precedente non aveva previsto l'attribuzione diretta dei compensi. La Suprema Corte ha stabilito che tale mancanza non configura un errore di fatto revocatorio, ma un errore materiale emendabile tramite la procedura prevista dal codice di procedura civile.
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Errore materiale: la correzione dei dati anagrafici
La Corte di Cassazione ha disposto la rettifica di un **errore materiale** riscontrato in una precedente ordinanza penale. Il vizio consisteva nell'errata indicazione della data di nascita del condannato. Su istanza della Procura, i giudici hanno ordinato la correzione dei dati anagrafici per garantire la corretta identificazione del soggetto, ribadendo che tali inesattezze formali non inficiano la validità della decisione di merito.
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Errore materiale: la correzione dei nomi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale riscontrato nel frontespizio di un dispositivo di udienza. Il nome del ricorrente era stato erroneamente trascritto, riportando un secondo nome non corrispondente alla realtà anagrafica. La Suprema Corte, rilevata la natura puramente formale della svista, ha disposto la rettifica del nome errato con quello corretto. Tale procedura garantisce la coerenza tra i documenti processuali e l'identità effettiva delle parti coinvolte, ordinando alla cancelleria di procedere con le necessarie annotazioni sull'originale dell'atto.
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Estinzione del giudizio: nota o istanza di decisione?
Una società di gestione crediti ha impugnato un decreto di estinzione del giudizio emesso dalla Corte di Cassazione, lamentando un presunto errore materiale. La ricorrente sosteneva di aver depositato una nota in risposta alla proposta di definizione accelerata, ma la Corte ha rilevato che tale atto non conteneva una formale istanza di decisione, bensì una richiesta di parere sulla propria legittimazione attiva. Poiché la normativa richiede una richiesta esplicita di proseguire il giudizio per evitare l'estinzione del giudizio, l'istanza di correzione è stata dichiarata inammissibile, confermando che la nota irrituale non può sostituire l'adempimento previsto dal codice di procedura civile.
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Errore materiale: come correggere le sentenze
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso volto alla rettifica di un errore materiale riscontrato in una precedente ordinanza. Il vizio riguardava una duplicazione ambigua nella liquidazione delle spese di lite nel dispositivo. La Suprema Corte ha chiarito che la procura originaria conferita al difensore rimane valida anche per il procedimento di correzione, in quanto quest'ultimo non costituisce una nuova fase processuale ma un mero incidente volto ad allineare il testo grafico alla reale volontà del magistrato. Non è stata disposta alcuna condanna alle spese per questa fase, data la natura amministrativa del procedimento.
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Distrazione delle spese: guida alla correzione errore
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza di correzione di errore materiale riguardante l'omessa distrazione delle spese in favore dei difensori di una società. Nonostante la società fosse risultata vittoriosa contro il Ministero della Giustizia in un giudizio sull'indennizzo per irragionevole durata di un processo, l'ordinanza precedente non aveva recepito la richiesta dei legali di ricevere direttamente le somme liquidate. La Suprema Corte ha stabilito che tale mancanza può essere sanata tramite la procedura di correzione, ribadendo che la distrazione delle spese deve essere esplicitamente inserita sia nella motivazione che nel dispositivo del provvedimento.
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Errore materiale: quando si può correggere la sentenza
Una società ha presentato istanza per la correzione di un presunto errore materiale relativo alla liquidazione delle spese di lite in un'ordinanza della Cassazione. La ricorrente sosteneva che il calcolo dei compensi dovesse basarsi sul valore dei beni pignorati e non sull'intero credito azionato dall'ente della riscossione. La Suprema Corte ha dichiarato l'istanza inammissibile, stabilendo che la procedura di correzione non può essere utilizzata per rimettere in discussione valutazioni giuridiche consapevoli del giudice, ma solo per rimediare a sviste grafiche o percettive.
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Errore materiale: correggere i nomi in sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di un errore materiale riscontrato in una precedente ordinanza. Il ricorrente ha evidenziato che il nome della società era stato indicato erroneamente sia nel frontespizio che nella descrizione dei fatti. Trattandosi di una chiara svista documentale, i giudici hanno disposto la rettifica del nominativo ai sensi dell'art. 287 c.p.c., ristabilendo la corretta identità della parte coinvolta senza modificare il merito della decisione. La procedura non ha comportato la liquidazione delle spese legali.
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Ricorso per Cassazione: limiti ed errori materiali
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato condannato per evasione che ha presentato un Ricorso per Cassazione basato esclusivamente sulla necessità di correggere un errore materiale nel numero di registro delle notizie di reato (RGNR). Gli Ermellini hanno dichiarato il ricorso inammissibile, poiché la correzione di meri errori formali non rientra tra i motivi di impugnazione deducibili in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Errore materiale: la correzione dei dati anagrafici
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale riguardante le generalità di un imputato. Nello specifico, la data di nascita era stata erroneamente indicata in diversi gradi di giudizio. La correzione è avvenuta senza la necessità di un'udienza partecipata, ripristinando la verità anagrafica risultante dagli atti ufficiali.
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Errore materiale: correzione decreto estinzione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un ricorrente condannato erroneamente alle spese in proprio anziché nella sua qualità di curatore dell'eredità. L'istanza di correzione di errore materiale è stata accolta senza necessità di notifica alle controparti. La Corte ha chiarito che, trattandosi di un decreto di estinzione ex art. 391 c.p.c., la procedura di correzione non richiede la preventiva instaurazione del contraddittorio, semplificando l'iter per rimediare a sviste formali che potrebbero avere gravi ripercussioni patrimoniali.
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Correzione errore materiale in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale relativa a una precedente sentenza penale. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un numero di registro nell'intestazione del documento. I giudici hanno stabilito che tale inesattezza non comporta la nullità dell'atto né ne modifica la sostanza, disponendo la rettifica formale tramite annotazione della cancelleria sugli originali.
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Errore materiale: rettifica dati in sentenza
La Corte di Cassazione ha disposto la rettifica di un errore materiale contenuto in una precedente sentenza e nel relativo ruolo d'udienza. Il caso riguardava l'errata indicazione della data di nascita del ricorrente, indicata erroneamente come agosto 1981 anziché febbraio 1981. Trattandosi di una svista formale evidente e non incidente sul merito della decisione, la Suprema Corte ha ordinato la correzione dei documenti ufficiali tramite procedura de plano, incaricando la cancelleria di annotare la modifica sugli originali.
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Rapina impropria: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina impropria. La difesa contestava l'attendibilità dei testimoni e l'applicazione della recidiva, ma i giudici hanno ritenuto la motivazione della Corte d'Appello solida e coerente. È stato inoltre chiarito che la correzione di eventuali errori materiali nel dispositivo deve essere richiesta al giudice di merito e non in sede di legittimità.
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Corte Sbagliata: la Cassazione e la correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. Per una semplice svista, era stata indicata la Corte d'Appello di Napoli come sede per un nuovo processo, invece di quella corretta di Salerno. I giudici hanno chiarito che questo tipo di sbaglio non invalida la decisione, in quanto non incide sul suo contenuto essenziale. Pertanto, hanno attivato la procedura di correzione errore materiale, ordinando di sostituire il nome della corte sbagliata con quella giusta sia nella motivazione che nel dispositivo della sentenza, garantendo così il corretto proseguimento del giudizio.
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Errore materiale in Cassazione: decisione corretta, nuovo processo salvo
La Corte di Cassazione ha attivato una procedura di correzione errore materiale per sistemare un suo precedente provvedimento. Inizialmente, la Corte aveva annullato una parte della condanna di un imputato, ordinando un nuovo processo d'appello. Tuttavia, nella sintesi ufficiale della decisione (il dispositivo), era stata omessa l'indicazione del rinvio al nuovo processo. Con questa ordinanza, i giudici hanno corretto la svista, inserendo la frase mancante. Questa azione formalizza la necessità di celebrare un nuovo giudizio, garantendo il corretto svolgimento del percorso processuale per l'imputato e assicurando che la volontà originale della Corte venga rispettata.
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Esonero Spese Processuali: Autocertificazione Dimenticata, Ricorso Perso
Un cittadino ha chiesto alla Corte di Cassazione di correggere una precedente ordinanza che lo condannava a pagare le spese legali all'Ente Previdenziale. Sosteneva di avere diritto all'esonero spese processuali per basso reddito. La Corte ha respinto la richiesta. Il motivo è che il cittadino non aveva depositato l'obbligatoria dichiarazione sostitutiva per attestare la sua condizione economica. Senza questo documento fondamentale, il giudice non può concedere l'esonero. Di conseguenza, la condanna al pagamento delle spese non era un errore e la decisione è stata confermata.
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Errore di Fatto Revocatorio: Fisco Perde, la Confusione non Basta
L'Agenzia delle Entrate ha chiesto di annullare una precedente ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto revocatorio. Secondo l'Agenzia, i giudici avevano confuso una società contribuente con la sua controllata e applicato erroneamente una decisione relativa a quest'ultima. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo la differenza fondamentale tra un errore di percezione (l'unico che giustifica la revocazione) e un errore di valutazione. I giudici hanno stabilito che la presunta svista era in realtà un disaccordo dell'Agenzia con l'interpretazione delle prove e delle norme, un errore di giudizio non sindacabile con questo strumento. Di conseguenza, la richiesta è stata dichiarata inammissibile.
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Errore Materiale: Garante Privacy vince, Cassazione corregge sé stessa
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, disponendo la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver indicato un numero di sentenza e una data di deposito sbagliati, relativi a un provvedimento del Tribunale. La Corte ha riconosciuto la svista come un mero refuso e ha ordinato la rettifica del testo. Questa decisione ribadisce che la procedura di correzione errore materiale serve a emendare imprecisioni formali che non alterano la sostanza della decisione, garantendo così l'accuratezza degli atti giudiziari. L'Autorità Garante ha quindi ottenuto la vittoria su questo punto procedurale.
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