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Error In Procedendo — Anno 2025

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690 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Error In Procedendo

Provvedimenti

Reato continuato: la sospensione va rivalutata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che, pur riconoscendo il vincolo del reato continuato tra due condanne, aveva negato l'estensione della sospensione condizionale della pena. La Corte ha riscontrato un errore nel calcolo della pena per il reato satellite (giudicato con rito abbreviato) e una motivazione insufficiente sulla mancata estensione del beneficio, imponendo una nuova valutazione completa.
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Scissione societaria: revocatoria e gratuità del patto
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che dichiarava inefficace una scissione societaria. L'operazione era stata impugnata dal curatore del fallimento della società scissa, che la riteneva un atto a titolo gratuito dannoso per i creditori. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società beneficiaria, ribadendo che la scissione societaria è un atto con effetti traslativi e, come tale, può essere oggetto di azione revocatoria. Nel caso specifico, l'operazione è stata considerata gratuita poiché la società scissa non aveva ricevuto alcun vantaggio patrimoniale in cambio degli asset trasferiti, rendendo l'atto inopponibile alla massa dei creditori.
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Agevolazione Tremonti Ambiente: vale l’investimento
Una società ha effettuato un investimento in un impianto fotovoltaico nel 2010. Nel 2013 ha richiesto il rimborso IRES legato all'agevolazione Tremonti Ambiente. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso sostenendo che la richiesta fosse tardiva, essendo intervenuta l'abrogazione della norma nel 2012. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione, stabilendo che il diritto al beneficio sorge al momento dell'investimento e non della richiesta. Pertanto, l'investimento effettuato prima dell'abrogazione garantisce il diritto all'agevolazione.
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Giudicato penale: effetti fiscali alle Sezioni Unite
Un contribuente, destinatario di avvisi di accertamento fiscale per maggiori redditi, è stato assolto in un separato procedimento penale con formula piena. A seguito di una nuova legge che conferisce efficacia vincolante al giudicato penale assolutorio nel processo tributario, la Corte di Cassazione ha riscontrato un contrasto interpretativo sulla sua applicazione. Pertanto, ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per ottenere una pronuncia definitiva.
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Accertamenti bancari professionisti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12455/2025, ha rigettato il ricorso di un professionista contro un avviso di accertamento basato su movimentazioni bancarie. La Corte ha chiarito che, nonostante la parziale incostituzionalità della norma per i prelievi, la presunzione legale che i versamenti su conto corrente costituiscano reddito non dichiarato rimane pienamente valida per gli accertamenti bancari professionisti. Di conseguenza, spetta al contribuente fornire la prova analitica che tali somme non sono imponibili.
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Accertamento soci: inammissibile il ricorso senza motivi
Due soci hanno impugnato un avviso di accertamento fiscale a loro carico, basando la loro difesa su presunti vizi dell'atto presupposto notificato alla società, ormai definitivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che, nel contesto di un accertamento soci, i contribuenti devono sollevare censure specifiche contro l'atto a loro diretto e non possono limitarsi a contestare l'accertamento societario, specialmente se divenuto irrevocabile.
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Retribuzione di posizione: la Cassazione chiarisce
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito un importante principio processuale in materia di retribuzione di posizione. Il caso riguardava una dirigente scolastica a cui era stata negata la retribuzione di posizione durante un incarico all'estero. Mentre il Tribunale le aveva dato ragione per l'intera somma (parte fissa e variabile), il Ministero aveva impugnato la sentenza solo riguardo alla parte variabile. La Corte d'Appello aveva erroneamente respinto l'intera domanda. La Cassazione ha cassato questa decisione, stabilendo che la parte della sentenza relativa alla componente fissa, non essendo stata appellata, era passata in giudicato e non poteva essere rimessa in discussione.
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Rimborso fiscale: poteri del giudice in ottemperanza
Un contribuente, a cui era stato riconosciuto il diritto a un rimborso fiscale per essere vittima di un terremoto, ha avviato un giudizio di ottemperanza poiché l'Agenzia delle Entrate non versava l'intera somma. La Corte di Giustizia Tributaria rigettava la richiesta. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito la questione dei poteri del giudice nell'assicurare il rimborso fiscale, ma ha ordinato al contribuente di notificare nuovamente il ricorso per un vizio di procedura, rinviando la decisione.
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Prova della notifica C.A.D.: l’errore del giudice
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento fiscale. La Commissione Tributaria di secondo grado ha parzialmente annullato l'atto, ritenendo non fornita la prova della notifica di un atto prodromico (la C.A.D.). La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la corte di merito aveva commesso un errore, ignorando la prova della notifica che era in realtà presente agli atti fin dall'inizio. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Cessazione materia del contendere: il Fisco ci ripensa
Un contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento fiscale, aveva aderito a una definizione agevolata della lite. Inizialmente respinta, la richiesta è stata poi accolta dall'Amministrazione Finanziaria in autotutela durante il giudizio in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto del venir meno dell'oggetto della controversia, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al lungo processo.
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Cessazione materia del contendere: il Fisco annulla
Un contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento, aderisce a una definizione agevolata della lite. L'Agenzia delle Entrate inizialmente nega il condono, ma successivamente, in pendenza del ricorso in Cassazione, annulla in autotutela il proprio diniego. La Corte Suprema, prendendo atto della risoluzione della controversia, dichiara la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al processo.
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Omessa pronuncia: rinvio per prova della pace fiscale
Una contribuente impugnava una cartella di pagamento. La commissione tributaria regionale commetteva un'omessa pronuncia non decidendo sull'eccezione di prescrizione. In Cassazione, la contribuente ha poi affermato di aver aderito alla pace fiscale, estinguendo il debito. La Corte, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo 60 giorni alla ricorrente per fornire la prova documentale di tale adesione.
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Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
Un contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per redditi derivanti da presunta attività illecita, ha visto il suo appello dichiarato inammissibile per mancanza di specificità dei motivi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato la decisione, affermando un principio fondamentale sulla specificità motivi appello: l'appello è valido se, dall'analisi complessiva dell'atto, emerge in modo inequivocabile la volontà di contestare la sentenza di primo grado e le relative censure, anche se formulate sinteticamente o implicitamente. La Corte ha cassato la sentenza e rinviato il giudizio alla Commissione Tributaria Regionale.
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Società estinta: inammissibile il ricorso del liquidatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12641/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal liquidatore di una società estinta per ottenere un rimborso fiscale. Poiché la società era stata cancellata dal registro delle imprese prima ancora della presentazione dell'istanza di rimborso, essa non esisteva più come soggetto giuridico. Di conseguenza, la procura conferita al difensore era inesistente, invalidando l'intera azione legale sin dal principio.
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Aiuti de minimis: la Cassazione sul regolamento
Una società beneficia di aiuti di Stato 'de minimis' per l'IRAP, ma sorge una controversia sull'importo massimo consentito a causa di un cambio normativo. La Corte di Cassazione stabilisce che il limite applicabile è quello previsto dal regolamento in vigore nel periodo d'imposta in cui matura il diritto all'agevolazione (€100.000), non quello successivo in vigore al momento della dichiarazione (€200.000). La Corte ha inoltre ribadito l'impossibilità di sollevare nuove eccezioni procedurali in appello.
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Risarcimento danno servitù: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12695/2025, chiarisce un principio fondamentale in materia di diritti reali: l'impedimento all'esercizio di una servitù di passaggio costituisce di per sé un danno risarcibile. Il proprietario del fondo dominante non è tenuto a fornire una prova specifica del pregiudizio economico subito, poiché la lesione consiste nella perdita della possibilità di godimento del proprio diritto. Il giudice può liquidare il risarcimento danno servitù in via equitativa. La Corte ha inoltre annullato la sentenza d'appello per non aver deciso su una domanda di 'negatoria servitutis' presentata contestualmente.
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Decreto di espulsione: dovere del giudice e vita privata
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. La Corte ha ritenuto infondato il motivo sulla presunta assenza di delega di firma del Vice Prefetto, chiarendo che l'onere della prova spetta a chi contesta l'atto. Tuttavia, ha accolto il ricorso sul punto cruciale: il Giudice di Pace aveva omesso di valutare la situazione personale e il diritto alla vita privata dello straniero, come richiesto dalla legge, basando la sua decisione solo sul diniego del permesso di soggiorno. L'ordinanza è stata quindi cassata con rinvio, affermando che il giudice deve sempre esaminare le condizioni di non espellibilità legate alla vita privata, anche a fronte di un soggiorno irregolare.
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Limiti domanda giudiziale: il giudice non decide oltre
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che, anziché pronunciarsi sulla nullità di un atto di vendita come richiesto, aveva dichiarato la comproprietà di una strada. La decisione viola i limiti della domanda giudiziale, poiché il giudice ha deciso su una questione non sollevata dalle parti, commettendo un 'error in procedendo'.
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Usucapione strada: possesso non basta per proprietà
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12778/2025, ha rigettato il ricorso di alcuni privati che rivendicavano la proprietà di una strada per usucapione. Il caso, nato da una richiesta di demolizione di un cancello, chiarisce che per l'usucapione di una strada non è sufficiente dimostrare il mero possesso prolungato nel tempo (corpus), ma è fondamentale provare anche l'intenzione di possedere come proprietario esclusivo (animus), escludendo il legittimo titolare. Secondo la Corte, attività come l'uso e la manutenzione della strada non sono, di per sé, sufficienti a dimostrare tale intenzione.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene sulla prescrizione dei crediti erariali, chiarendo la distinzione tra il termine ordinario decennale per le imposte e quello quinquennale per interessi e sanzioni. L'ordinanza stabilisce che la mancata impugnazione di una cartella non converte automaticamente il termine breve in quello decennale. Viene inoltre precisato che un'intimazione di pagamento è valida anche con un richiamo all'atto precedente per il calcolo degli interessi, senza necessità di una motivazione dettagliata ex novo.
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