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Error In Procedendo (Errore Di Procedura)

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un errore commesso dal giudice nell'applicazione delle regole che disciplinano lo svolgimento del processo, che può causare la nullità della decisione finale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Direttiva madre-figlia: rimborsi salvi contro i rifiuti confusi
Una società madre con sede nei Paesi Bassi ha chiesto il rimborso delle ritenute subite sui dividendi distribuiti dalle sue controllate italiane, invocando la Direttiva madre-figlia. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, e i giudici di appello hanno confermato il rifiuto sostenendo che l'unico modo per provare il pagamento fosse la presentazione dei credit advices (note di accredito bancario), confondendo questo strumento con il credito documentario e citando trattati internazionali irrilevanti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società madre, stabilendo che la sentenza d'appello è nulla a causa di una motivazione apparente e incomprensibile. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Condono fiscale: rate non pagate ma il processo si riapre
Una società di persone ha impugnato il diniego di condono fiscale opposto dall'Agenzia delle Entrate per il mancato pagamento della seconda rata. La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto nullo il condono per omesso versamento integrale. La Cassazione ha chiarito che l'efficacia del condono fiscale è subordinata al pagamento di tutte le rate. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente su un profilo procedurale: la parte totalmente vittoriosa in primo grado non deve proporre appello incidentale per riproporre le eccezioni rimaste assorbite, essendo sufficiente la loro semplice ripresentazione. La causa è stata quindi rinviata per l'esame di tali questioni.
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Tabelle millesimali: il calcolo non omogeneo annulla la delibera
Una condomina ha impugnato la delibera assembleare che approvava a maggioranza nuove tabelle millesimali. La modifica era stata decisa dopo che la condomina aveva ampliato la propria abitazione recuperando il sottotetto. Tuttavia, il condominio ha calcolato i nuovi valori usando criteri non omogenei: metri quadri per alcune proprietà e numero di stanze per altre. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della condomina. I giudici hanno stabilito che l'assemblea non può modificare a maggioranza i criteri di riparto delle spese stabiliti dalla legge o da un accordo unanime. Una delibera che introduce criteri diversi e non omogenei per il futuro è nulla per impossibilità giuridica dell'oggetto, poiché l'assemblea ha agito in difetto assoluto di attribuzioni. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Avviso di trattazione errato: il contribuente vince in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo emesso dall'Agente della Riscossione per debiti tributari e violazioni stradali. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente. Il motivo principale risiede nella nullità della sentenza d'appello dovuta alla mancata ricezione dell'avviso di trattazione dell'udienza. La segreteria del giudice aveva infatti inviato la raccomandata al vecchio indirizzo dei difensori, nonostante il trasferimento fosse stato comunicato all'Ordine professionale. La Suprema Corte ha stabilito che l'omessa o invalida notifica dell'avviso di udienza lede il fondamentale diritto di difesa e il principio del contraddittorio. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio della causa alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Motivazione apparente: le banche battono il Fisco in Cassazione
Alcuni istituti di credito facenti parte dello stesso gruppo bancario hanno chiesto al Fisco di non applicare una norma antielusiva per poter beneficiare di un'agevolazione fiscale sui finanziamenti interni al gruppo. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta. Dopo alterne vicende giudiziarie, la Corte di Giustizia Tributaria Regionale ha confermato il diniego con una decisione sbrigativa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso delle banche, rilevando il vizio di motivazione apparente. I giudici di secondo grado si sono infatti limitati ad affermare che i contribuenti non avessero fornito prove adeguate, senza analizzare i documenti presentati e senza spiegare il percorso logico seguito. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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