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Equitativamente

15 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Aggettivo che indica una valutazione o una decisione basata su un criterio di giustizia ed equità, tenendo conto delle circostanze specifiche del caso, piuttosto che su una rigida applicazione di una norma.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Compenso avvocato ridotto: Cassazione rinvia, serve più chiarezza
Un avvocato ha richiesto il pagamento del suo compenso professionale tramite decreto ingiuntivo. Il cliente ha contestato l'importo. Il Giudice di Pace ha revocato il decreto, riducendo il compenso a 1.100 euro. L'avvocato ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando l'errata rideterminazione del compenso e una motivazione contraddittoria della sentenza. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito, ma ha rimesso la causa alla pubblica udienza, ordinando l'acquisizione del fascicolo d'ufficio per un esame più approfondito.
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Demansionamento: tutela della dignità professionale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'azienda radiotelevisiva per il demansionamento di una giornalista, precedentemente impiegata come conduttrice di telegiornale in fasce orarie di punta. La lavoratrice era stata privata delle funzioni di coordinamento e della visibilità professionale, subendo una lesione della dignità e dell'immagine. La Suprema Corte ha ritenuto corretta la liquidazione del danno patrimoniale e non patrimoniale, sottolineando che la privazione di ruoli di prestigio costituisce una violazione dei diritti fondamentali del lavoratore.
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Difensore cassazionista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia penale. La causa è la mancanza di legittimazione del legale proponente, non essendo iscritto all'albo speciale dei difensori cassazionisti. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sanzione ricorso inammissibile: aumento oltre il massimo
La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha dichiarato un ricorso inammissibile, applicando una sanzione pecuniaria di 3.000 euro. La decisione si fonda sulla facoltà, introdotta dalla Legge n. 103/2017, di aumentare la sanzione per ricorso inammissibile oltre il massimo edittale previsto dall'art. 616 del codice di procedura penale, in base alle specifiche ragioni che hanno condotto alla declaratoria di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: un caso di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. Nonostante l'impugnazione originaria vertesse su un vizio di forma relativo all'invio telematico dell'atto, la successiva rinuncia ha reso superfluo l'esame nel merito. Di conseguenza, la Corte ha condannato la parte al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di ammenda, confermando le conseguenze economiche previste dalla legge in caso di inammissibilità.
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Ricorso tardivo DASPO: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro l'obbligo di firma accessorio al DASPO. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine perentorio di 15 giorni per l'impugnazione, evidenziando le gravi conseguenze di un ricorso tardivo DASPO, inclusa la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Risarcimento danno ipoteca: la prova del danno
Un cittadino ha subito l'iscrizione di un'ipoteca illegittima da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Dopo averne ottenuto la cancellazione, ha chiesto il risarcimento del danno, sostenendo che l'ipoteca gli avesse impedito di ottenere un mutuo. La Corte di Cassazione ha chiarito che il danno non è automatico, ma deve essere provato. Tuttavia, se il danneggiato presenta una prova documentale (come la lettera di diniego del mutuo), il giudice ha l'obbligo di esaminarla. Ignorare tale prova costituisce un errore che porta alla cassazione della sentenza. La questione del risarcimento danno ipoteca è stata quindi rinviata a un nuovo giudice per una corretta valutazione delle prove.
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Avvocato non cassazionista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. La decisione si fonda su un vizio formale insuperabile: l'impugnazione era stata sottoscritta da un avvocato non cassazionista, ovvero non iscritto all'albo speciale per il patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Cattivo stato di conservazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di cattivo stato di conservazione di alimenti. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Firenze. A causa della colpa attribuibile al ricorrente, viene confermata l'applicazione dell'art. 616 c.p.p., che prevede la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando e perché viene respinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso di stupefacenti, confermando la decisione della Corte d'Appello. Le motivazioni si basano sulla genericità dei motivi di ricorso, sulla precedente ammissione di colpa dell'imputato e sulla congruità della pena inflitta, data la gravità del reato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Trasporto rifiuti non autorizzato: basta un solo viaggio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per trasporto rifiuti non autorizzato. La Corte ha confermato che per la configurazione del reato è sufficiente un unico episodio di trasporto senza le necessarie autorizzazioni. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Ricorso inammissibile: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro. La decisione sottolinea come la presentazione di un'impugnazione priva dei requisiti di legge, quando ascrivibile a colpa del proponente, comporti significative conseguenze economiche, come previsto dall'art. 616 del codice di procedura penale.
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Ricorso inammissibile: condanna a spese e ammenda
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza di un tribunale. A causa di questa decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende, non essendo stata riscontrata assenza di colpa nella proposizione del ricorso.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e multa
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza della Corte d'Appello. A causa della colpa del ricorrente nel proporre l'impugnazione, è stato condannato non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche a versare una sanzione di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, come previsto dalla giurisprudenza costituzionale in materia.
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