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Epigrafe

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167 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore materiale sentenza: quando si può correggere?
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso straordinario basato su presunti vizi formali di una sua precedente decisione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per le censure relative alla mancanza di firme e attestazioni, risultate infondate dopo la verifica degli atti originali. Tuttavia, la Corte ha accolto la doglianza relativa a un errore materiale sentenza, disponendo la correzione del nome errato del difensore nell'epigrafe del provvedimento, senza però annullare la decisione stessa.
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Improcedibilità azione penale: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che lamentava la violazione dei termini di durata massima del processo d'appello. La Corte ha chiarito che, per i procedimenti già pendenti all'entrata in vigore della Riforma Cartabia, la decorrenza dei termini per l'improcedibilità dell'azione penale inizia dalla data di vigenza della nuova legge e non da quando l'appello è stato depositato, confermando così la condanna inflitta nei gradi di merito.
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Ricorso inammissibile: motivazione e recidiva
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, giudicandolo manifestamente infondato. L'appello si basava su un presunto vizio di motivazione riguardo all'applicazione della recidiva. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito era adeguata, in quanto basata sui criteri dell'art. 133 c.p. e sulla congruità della pena. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sostituzione misura cautelare: disparità di trattamento
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato agli arresti domiciliari per narcotraffico, che chiedeva la sostituzione della misura cautelare. L'indagato lamentava una disparità di trattamento rispetto ai co-indagati, ma la Corte ha chiarito che le situazioni non erano paragonabili. La decisione favorevole per gli altri era dovuta a specifiche scadenze procedurali, non a una rivalutazione delle esigenze cautelari, che restano strettamente personali.
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Rifiuto generalità: la condanna è inevitabile
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di rifiuto generalità nei confronti di una cittadina che si era opposta a fornire le proprie generalità a degli agenti della Polizia Municipale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché generico e non specifico nell'indicare gli errori della sentenza impugnata, ribadendo la colpevolezza per la violazione dell'art. 651 del codice penale.
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Favoreggiamento immigrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, rigettando il ricorso dell'imputato. La sentenza chiarisce che la Corte non può riesaminare i fatti o la credibilità dei testimoni, compiti che spettano ai giudici di merito. I motivi del ricorso sono stati ritenuti in parte inammissibili, perché sollevati per la prima volta in Cassazione, e in parte volti a una non consentita rivalutazione delle prove, come le intercettazioni telefoniche e le dichiarazioni della persona offesa, che i giudici di appello avevano già ritenuto logiche e coerenti.
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Correzione errore materiale: guida alla procedura
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale in una propria ordinanza a causa dell'omissione del nome di una ricorrente. La Corte ha chiarito che, trattandosi di un 'error calami' (mero errore di scrittura), si deve procedere alla rettifica aggiungendo il nominativo mancante sia nell'intestazione che nel dispositivo della decisione. È stato inoltre specificato che questo tipo di procedimento ha natura amministrativa e non giurisdizionale, motivo per cui non è prevista la condanna alle spese.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un individuo, condannato in primo grado per un reato legato agli stupefacenti, ha presentato personalmente appello alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla modifica normativa del 2017, che ha eliminato la facoltà per l'imputato di presentare un ricorso per cassazione personale, riservandola esclusivamente a un avvocato abilitato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente nell'intestazione di una precedente sentenza e nel relativo ruolo di udienza. Su richiesta di un Ufficio Giudiziario, la Corte ha rettificato la data di nascita di una ricorrente, indicata erroneamente come '12/09/1931' invece della corretta '12/09/1939', riconoscendo la natura puramente materiale della svista e la necessità di garantire l'esattezza formale degli atti giudiziari.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la fuga pericolosa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Un individuo, fuggito in auto dalla polizia con manovre spericolate, era stato assolto in primo grado. La Suprema Corte ha chiarito che una fuga pericolosa, che mette a rischio l'incolumità degli agenti e degli altri utenti della strada, integra pienamente il reato di resistenza, andando oltre la semplice inosservanza dell'ordine di fermarsi. Il caso è stato rinviato per un nuovo processo.
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Correzione errore materiale: l’avvocato si difende
Un avvocato ha richiesto con successo alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale in un'ordinanza. Il provvedimento indicava erroneamente che egli difendeva 21 persone, mentre in realtà ne assisteva solo una. La Corte ha accolto l'istanza, riconoscendo l'interesse personale del legale a veder rettificata la sua posizione professionale.
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Omessa valutazione motivi: nullità della sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per resistenza e lesioni, a causa della totale omessa valutazione dei motivi nuovi presentati dalla difesa in appello. Tale omissione, secondo la Corte, costituisce una nullità procedurale che viola il diritto di difesa, imponendo un nuovo giudizio che esamini nel merito le argomentazioni difensive.
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Correzione errore materiale: il caso di cognome errato
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione di un errore materiale in una propria sentenza, dove il cognome di una cittadina era stato trascritto in modo errato. L'ordinanza chiarisce che tale procedura, data la sua natura amministrativa, non comporta la liquidazione delle spese legali, poiché non si configura una situazione di soccombenza. Il caso evidenzia l'importanza del procedimento di correzione errore materiale per garantire l'esattezza formale degli atti giudiziari.
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Correzione errore materiale: quando è inesistente?
La Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza di un ente previdenziale volta alla correzione di un errore materiale in una precedente ordinanza. L'ente sosteneva un'errata identificazione delle parti, ma la Corte ha stabilito che non vi era alcun errore, essendo le parti appellate correttamente identificate come eredi della ricorrente originaria. L'ordinanza sottolinea che il procedimento di correzione errore materiale ha natura amministrativa, escludendo la condanna alle spese e il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto.
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Attenuante speciale tenuità: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una condanna per spaccio di lieve entità. La decisione è stata motivata dalla mancata valutazione, da parte della Corte d'Appello, di due circostanze attenuanti: la collaborazione dell'imputato e l'attenuante speciale tenuità del lucro. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio su questi specifici punti, sottolineando l'obbligo del giudice di motivare adeguatamente ogni sua decisione.
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Omessa pronuncia e sanzioni: Cassazione chiarisce
Una contribuente impugnava una comunicazione di iscrizione ipotecaria per dieci cartelle non pagate. Dopo la conferma nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il motivo relativo alla omessa pronuncia da parte del giudice d'appello sulla specifica eccezione di prescrizione quinquennale delle sanzioni. La Corte ha chiarito che il giudice deve pronunciarsi su ogni singola domanda. Di conseguenza, ha cassato la sentenza con rinvio per un nuovo esame del punto.
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Ricorso cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un imputato. La decisione si fonda sulla Legge n. 103/2017, che ha abolito la facoltà per l'imputato di proporre personalmente tale ricorso, richiedendo a pena di inammissibilità la sottoscrizione di un difensore iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge nome
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione del nome di battesimo del Sostituto Procuratore generale menzionato nell'epigrafe dell'atto. La Corte ha ordinato la rettifica del nome, specificando che tale procedura non comporta una pronuncia sulle spese legali, ripristinando così la corretta formalità del provvedimento senza alterarne la sostanza decisionale.
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Causalità della colpa: omicidio stradale senza urto
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio stradale a carico di una conducente, nonostante l'assenza di un impatto diretto con il pedone. Il caso riguarda una persona anziana che, attraversando la strada, è caduta all'indietro a seguito della brusca frenata dell'auto, morendo per le lesioni riportate. La Corte ha stabilito la sussistenza della causalità della colpa, ritenendo che la manovra imprudente e l'arresto tardivo del veicolo abbiano generato il panico e la conseguente perdita di equilibrio della vittima, configurando così la responsabilità penale della conducente.
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Particolare tenuità e guida pericolosa: no ai benefici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto dopo aver rifiutato di sottoporsi all'alcoltest. La decisione si basa sulla condotta di guida dell'imputato, giudicata concretamente pericolosa (zigzagava sulla strada e mostrava sintomi di alterazione alcolica), fattore che esclude la possibilità di considerare il reato di lieve entità.
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