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Epigrafe

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167 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore materiale: correzione dati anagrafici
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la rettifica di un errore materiale riscontrato in una sentenza precedentemente emessa. L'inesattezza riguardava l'errata indicazione della data di nascita della ricorrente, riportata in modo errato sia nell'epigrafe che nel dispositivo del provvedimento. Trattandosi di una mera svista documentale che non altera il merito della decisione, la Corte ha ordinato la correzione dei dati anagrafici per garantire la corretta identificazione del soggetto interessato, incaricando la Cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie sui documenti originali.
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Correzione errore materiale: guida alla rettifica
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale relativa a una precedente sentenza. Gli errori riguardavano la data dell'udienza, l'errata indicazione di un componente del collegio giudicante e l'omissione di una delle parti intimate. La Corte ha stabilito che tali sviste, rilevabili dal fascicolo telematico, non inficiano il contenuto della decisione ma richiedono una rettifica formale per garantire la precisione del provvedimento.
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Correzione errore materiale: guida alla procedura
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale in una sentenza penale dove il nome del difensore era stato indicato erroneamente come Francesco anziché Antonio. La decisione si fonda sull'articolo 625-bis del codice di procedura penale, che permette di rimediare a sviste grafiche o nomi errati che non influiscono sulla sostanza della decisione.
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Revoca finanziamenti formazione: cosa dice la Corte
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca finanziamenti formazione professionale disposta nei confronti di un ente attuatore. La decisione si fonda sul mancato rispetto degli obblighi di monitoraggio e rendicontazione, nonostante l'inserimento dei dati nel sistema contabile. La Corte ha chiarito che l'omessa trascrizione delle conclusioni non annulla la sentenza se il giudice ha esaminato le domande nel merito.
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Errore materiale: la Cassazione corregge la sentenza
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione del numero di un provvedimento impugnato. La Corte ha accolto la richiesta della difesa, sottolineando l'importanza della precisione formale degli atti giudiziari per garantire la certezza del diritto.
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Poteri d’ufficio del giudice: il dovere di disporre prove
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di assoluzione per spaccio di stupefacenti, affermando che il giudice di primo grado avrebbe dovuto esercitare i propri poteri d'ufficio per disporre un'analisi chimica sulle sostanze sequestrate. La passività di fronte all'inerzia probatoria delle parti, in presenza di forti indizi, costituisce una violazione di legge.
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Errore materiale: correzione nome in un’ordinanza
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza a causa di un errore materiale. Nel dispositivo della decisione, il cognome della parte vittoriosa era stato trascritto in modo errato. Su istanza della parte interessata, la Corte ha disposto la rettifica, evidenziando come la procedura di correzione dell'errore materiale serva a emendare sviste che non incidono sulla sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente nel dispositivo di una precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione della data di nascita di un ricorrente (27/07/1966 anziché 27/06/1966). La Corte ha rilevato che si trattava di un mero errore di trascrizione, poiché la data corretta era già presente sia nell'epigrafe che nella motivazione della stessa sentenza, e ha quindi ordinato la rettifica dell'atto attraverso la procedura semplificata.
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Correzione errore materiale: la Corte corregge sé
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, interviene d'ufficio per la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento. La decisione originaria, emessa per correggere una sentenza, riportava erroneamente il nome di una società e faceva riferimento a un'altra pronuncia, del tutto estranea alla causa. L'ordinanza in esame rettifica tali imprecisioni, ripristinando la corretta identità delle parti e l'esatto riferimento alla sentenza da correggere. Questo caso evidenzia l'importanza del meccanismo di correzione errore materiale come strumento per garantire l'accuratezza e la coerenza degli atti giudiziari.
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Danneggiamento aggravato: quando è procedibile d’ufficio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il danneggiamento di un'ambulanza. La Corte chiarisce che, nonostante la Riforma Cartabia, il reato di danneggiamento aggravato su beni di pubblica utilità rimane procedibile d'ufficio e non necessita di querela di parte, data la rilevanza dell'interesse pubblico tutelato.
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Associazione di lieve entità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato in associazione di lieve entità, ma la Corte ha confermato la gravità dei fatti, sottolineando che la natura delle droghe (cocaina, eroina, crack), le quantità significative e l'elevato numero di transazioni sono elementi incompatibili con la fattispecie meno grave.
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Correzione errore materiale: l’ordinanza della Corte
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'errata indicazione dell'avvocato difensore di un contribuente, indicato come difensore di sé stesso anziché rappresentato dal suo legale di fiducia. Riconosciuta la natura di mero errore materiale della svista, la Corte ha accolto l'istanza di correzione, emendando il testo del provvedimento originario per rispecchiare la corretta rappresentanza legale.
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Correzione errore materiale: quando la Corte corregge
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione della Corte d'Appello competente per il rinvio (Bari anziché Reggio Calabria) e in un refuso nell'intestazione del provvedimento. L'intervento evidenzia l'importanza dello strumento della correzione errore materiale per garantire la precisione e l'efficacia degli atti giudiziari.
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Prescrizione e statuizioni civili: la decisione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di prescrizione del reato dichiarata in appello dopo una condanna in primo grado, il giudice deve comunque pronunciarsi sulle richieste di risarcimento della parte civile. La sentenza impugnata è stata annullata per aver omesso tale decisione, violando il principio che tutela le statuizioni civili. Il caso è stato rinviato al giudice civile competente per una nuova valutazione limitata agli aspetti risarcitori.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla modifica normativa del 2017 che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, con conseguente condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di appello erano una mera riproposizione di argomenti già valutati e respinti dalla Corte d'Appello, senza introdurre nuovi profili di censura. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, confermando la solidità del principio che rende il ricorso inammissibile in assenza di nuove argomentazioni.
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Detenzione armi antiche: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per la detenzione illegale di una pistola del 1916. La sentenza chiarisce che la semplice data di fabbricazione non qualifica un'arma come 'antica' se questa è perfettamente funzionante. Viene analizzata la questione della detenzione armi antiche, sottolineando che la piena efficienza offensiva la rende un'arma comune da sparo, soggetta all'obbligo di denuncia. La Corte ha ritenuto inverosimile la versione dell'imputato, confermando la sussistenza della consapevolezza del reato.
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Ricorso inammissibile per genericità: Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per genericità dei motivi. L'imputato, condannato per detenzione di stupefacenti non per uso esclusivamente personale, non ha contestato efficacemente la sentenza d'appello, basata su testimonianze. La Corte conferma la condanna al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione crediti tributari: fallimento interrompe?
Una contribuente si oppone a una richiesta di pagamento sostenendo la prescrizione decennale del credito tributario. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva accolto la tesi della contribuente, stabilendo che la corte d'appello aveva errato nel non considerare un fatto decisivo: l'interruzione della prescrizione dei crediti tributari a seguito della domanda di insinuazione al passivo presentata dall'ente di riscossione nella procedura fallimentare a carico della contribuente. Tale domanda, infatti, interrompe la prescrizione per tutta la durata della procedura concorsuale.
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Concorso ordinario: quando si risponde del reato altrui
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato omicidio di un uomo che, pur non avendo sparato, era presente e ha fornito supporto morale e sicurezza ai complici. La sentenza chiarisce la distinzione con il concorso anomalo, sottolineando come la prevedibilità dell'uso di armi letali, desunta da indizi come l'uso di guanti da parte di un correo, fondi la piena responsabilità a titolo di concorso ordinario, escludendo l'applicazione di norme più favorevoli.
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