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Epigrafe

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167 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Continuazione esterna: obbligo di valutazione in appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'appello che aveva confermato una condanna per evasione. Il motivo dell'annullamento risiede nella totale omissione, da parte dei giudici di secondo grado, della valutazione dei motivi nuovi presentati dalla difesa. Tali motivi richiedevano l'applicazione della continuazione esterna con un'altra sentenza già passata in giudicato. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo giudizio limitatamente a questo punto, dichiarando irrevocabile l'accertamento della responsabilità.
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Correzione errore materiale: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale in un proprio provvedimento. L'errore consisteva in un refuso nel cognome di una delle parti. La Corte ha chiarito che tali imprecisioni sono emendabili se non generano incertezza sull'identità dei soggetti coinvolti, procedendo alla correzione senza disporre sulle spese legali.
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Correzione errore materiale: quando il nome è omesso
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione di un errore materiale, disponendo l'inserimento del nominativo di una parte omesso nell'epigrafe di una precedente sentenza. Il caso chiarisce che, data la natura amministrativa del procedimento, non è prevista la liquidazione delle spese legali, poiché non si configura una situazione di soccombenza tra le parti.
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Correzione errore materiale: la Corte corregge sé stessa
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza di correzione errore materiale presentata da un'Università. L'ordinanza originale conteneva diversi errori, tra cui i nomi dei ricorrenti, i legali della controparte e la sede della Corte d'Appello. La Cassazione ha riconosciuto le sviste come evidenti e ha disposto la modifica del provvedimento, chiarendo che tale procedura, avendo natura amministrativa, non prevede la condanna alle spese.
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Ricorso inammissibile: reiterazione dei motivi di appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati in Appello per reati legati agli stupefacenti. Il ricorso è stato giudicato tale perché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte nel grado precedente, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha confermato la condanna, sottolineando la correttezza della motivazione della Corte d'Appello e l'assenza di vizi logico-giuridici. Inoltre, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Correzione errore materiale: spese legali dimenticate
Un avvocato, dopo aver vinto una causa in Cassazione, non si vedeva liquidate le spese legali a causa di una svista nell'ordinanza. La Corte Suprema, tramite il procedimento di correzione errore materiale, ha emendato la propria precedente decisione. Ha riconosciuto l'omissione come un errore e ha disposto la liquidazione delle spese in favore del professionista, condannando la parte soccombente al pagamento. La decisione sottolinea che la correzione errore materiale è lo strumento corretto per sanare questo tipo di dimenticanze.
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Restituzione prestito: prova valida con WhatsApp
In una causa per la restituzione di un prestito, il Tribunale ha condannato due debitori al pagamento di 15.000 euro ciascuno. La decisione si è basata su prove documentali come bonifici, messaggi WhatsApp e una testimonianza chiave, nonostante i debitori fossero assenti al processo (contumaci). La sentenza sottolinea come la combinazione di queste prove sia sufficiente a dimostrare l'esistenza del credito, ponendo a carico dei debitori l'onere, non assolto, di provare l'avvenuto pagamento.
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