Un automobilista è stato condannato per la violazione dell'articolo 186 del Codice della Strada in seguito a un sinistro stradale. Il conducente ha imboccato una strada in senso contrario di marcia vicino a casa, ha urtato un veicolo in sosta ed è stato trovato svenuto al volante. L'accertamento tramite etilometro, svolto tre ore dopo l'incidente, ha registrato valori decrescenti pari a 1,84 g/l e 1,67 g/l. La difesa ha sostenuto l'inattendibilità dell'esame tardivo, ipotizzando che al momento della guida la concentrazione alcolica fosse inferiore al limite penale di 0,8 g/l. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che un tasso alcolemico elevato misurato a distanza di ore, unito a precisi indici sintomatici ed esecutivi, prova con certezza la sussistenza della guida in stato di ebbrezza.
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