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Effetti Preclusivi

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110 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia motivi appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per bancarotta fraudolenta. Dopo aver concordato la pena in appello con rinuncia ai motivi di appello, il successivo ricorso è precluso. La rinuncia ha effetti preclusivi sull'intero processo.
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Concordato in appello: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente stipulato un 'concordato in appello'. La decisione si basa sul principio che tale accordo sulla pena ha un effetto preclusivo, analogo a una rinuncia all'impugnazione, che impedisce la prosecuzione del giudizio di legittimità, avendo l'interessato già rinunciato a contestare i punti relativi a responsabilità e colpevolezza.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato. La decisione si fonda sul principio che l'aver accettato un concordato in appello, rinunciando ai motivi sulla responsabilità, ha un effetto preclusivo che si estende anche al successivo giudizio di legittimità, impedendo di fatto un'ulteriore impugnazione.
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Concordato in appello: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione, con ordinanza 1134/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente stipulato un concordato in appello. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena ha un effetto preclusivo, assimilabile a una rinuncia all'impugnazione, che impedisce la successiva valutazione di legittimità, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza d'appello. La decisione si fonda sul fatto che la pena era stata definita tramite un concordato in appello. Tale accordo, secondo la Corte, comporta una rinuncia a contestare i punti concordati, precludendo un successivo ricorso in Cassazione, salvo il caso di pena illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena ai sensi dell'art. 599 bis c.p.p., ha tentato di sollevare questioni in sede di legittimità. La Suprema Corte ha stabilito che la rinuncia ai motivi di appello, funzionale all'accordo, ha un effetto preclusivo che si estende all'intero procedimento, impedendo di fatto la discussione dei punti rinunciati anche davanti alla Cassazione.
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Concordato in appello: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (il cosiddetto concordato in appello), aveva comunque impugnato la sentenza. La Corte ribadisce che la scelta del concordato implica la rinuncia agli altri motivi di gravame, con un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello, ha tentato di impugnare la sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena implica una rinuncia agli altri motivi di impugnazione, con un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello), aveva impugnato la sentenza lamentando la mancata valutazione di una possibile causa di proscioglimento. La Corte ha chiarito che la rinuncia ai motivi di appello, presupposto dell'accordo, limita la cognizione del giudice e preclude l'esame di questioni ulteriori, anche quelle rilevabili d'ufficio.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena in base a un accordo tra le parti (concordato in appello). Il ricorso lamentava vizi nella valutazione delle prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, spiegando che l'adesione al concordato in appello implica la rinuncia a contestare i punti oggetto dell'accordo, come la responsabilità, precludendo così ogni ulteriore impugnazione nel merito.
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Ricorso inammissibile: le conseguenze procedurali
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul fatto che la sentenza impugnata era stata emessa a seguito di un accordo sulla pena, il che preclude ulteriori impugnazioni. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto "concordato in appello" (ex art. 599 bis c.p.p.), aveva tentato di sollevare ulteriori motivi di doglianza. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tutti gli altri motivi di appello, rendendo il successivo ricorso possibile solo in casi eccezionali, come vizi della volontà o illegalità della pena.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di possibili cause di assoluzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare questioni di merito, poiché l'adesione al concordato in appello implica una rinuncia a tali doglianze.
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Concordato in appello: no ricorso su responsabilità
Due imputati, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un "concordato in appello", hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione per contestare la loro colpevolezza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, spiegando che l'adesione al concordato in appello costituisce una rinuncia a sollevare altre questioni, inclusa la responsabilità, con un effetto preclusivo che si estende fino al giudizio di legittimità.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e ammenda
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, senza entrare nel merito della questione. La decisione si basa sul fatto che l'atto di impugnazione ha prodotto effetti preclusivi sull'intero procedimento, assimilabili a una rinuncia. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare una sanzione pecuniaria di 4.000 euro alla Cassa delle ammende. La pronuncia è stata emessa con una procedura semplificata, come previsto dal codice di procedura penale.
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Concordato in appello: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena per rapina aggravata a seguito di un concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che l'adesione a tale accordo costituisce una rinuncia ai motivi di impugnazione, impedendo di fatto un ulteriore esame del caso in sede di legittimità.
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Patteggiamento in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena in secondo grado tramite il cosiddetto "patteggiamento in appello", aveva comunque impugnato la sentenza. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena implica una rinuncia a quasi tutti i motivi di ricorso, rendendo ogni successiva impugnazione inammissibile, salvo il caso di applicazione di una pena illegale.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati che, dopo aver concordato la pena in appello (cosiddetto "patteggiamento in appello"), avevano impugnato la sentenza dinanzi alla Suprema Corte. La decisione ribadisce un principio consolidato: l'accordo sulla pena nel secondo grado di giudizio implica una rinuncia a sollevare ulteriori questioni, creando un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità. Di conseguenza, non è possibile contestare in Cassazione aspetti del processo ai quali si era precedentemente rinunciato per ottenere il patteggiamento.
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Inammissibilità ricorso concordato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dei ricorsi presentati da due imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul fatto che i ricorrenti avevano precedentemente aderito a un 'concordato in appello' ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. La Suprema Corte ha ribadito che tale accordo ha effetti preclusivi, impedendo di sollevare in sede di legittimità questioni a cui si era rinunciato. Questa ordinanza sottolinea come l'inammissibilità del ricorso concordato sia la conseguenza diretta della scelta processuale delle parti.
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Concordato in appello: rinuncia ai motivi di ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (cd. concordato in appello), ha tentato di contestare la propria responsabilità. La Corte ha chiarito che l'accordo implica una rinuncia agli altri motivi, con effetto preclusivo anche nel giudizio di legittimità.
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