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Effetti Preclusivi

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110 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concordato in appello: inammissibile ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello rinunciando ai motivi, aveva comunque impugnato la sentenza. La decisione sottolinea che l'accordo sulla pena ex art. 599-bis cod. proc. pen. ha effetti preclusivi sull'intero svolgimento processuale, impedendo un successivo ricorso per la legittimità della sentenza.
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Concordato in appello: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 32921/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza di secondo grado definita con un concordato in appello. La Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena ha effetti preclusivi, simili a una rinuncia all'impugnazione, che impediscono di proseguire con il giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: no al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello, poiché il procedimento in secondo grado era stato definito tramite un concordato in appello. Secondo la Corte, l'accordo sulla pena ha effetti preclusivi sull'intero svolgimento processuale, impedendo di fatto la possibilità di un successivo ricorso per la legittimità della sentenza. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32893/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di secondo grado definita con un concordato in appello. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena ha un effetto preclusivo totale, equiparabile a una rinuncia all'impugnazione, che impedisce qualsiasi ulteriore contestazione, compreso il ricorso di legittimità.
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Concordato in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che aveva precedentemente raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado. Secondo la Corte, il concordato in appello equivale a una rinuncia all'impugnazione, con effetti preclusivi che impediscono di adire il giudice di legittimità, chiudendo così definitivamente il procedimento.
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Ricorso inammissibile: gli effetti del concordato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito la sua posizione con un concordato in appello (patteggiamento), aveva impugnato la sentenza. La Suprema Corte stabilisce che l'accordo sulla pena ha un effetto preclusivo totale, impedendo ogni ulteriore esame del caso, compreso il giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: no al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 32875/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato dopo un concordato in appello. L'accordo sulla pena, infatti, implica una rinuncia a future impugnazioni sui punti concordati, precludendo l'accesso al giudizio di legittimità e rendendo l'atto definitivo.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello), aveva impugnato la sentenza lamentando la mancata applicazione delle attenuanti generiche nella massima estensione. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi di ricorso non inclusi nell'accordo stesso, con effetti preclusivi che si estendono anche al giudizio di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto "concordato in appello", avevano comunque impugnato la sentenza. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare ulteriori motivi di ricorso, anche in Cassazione, in quanto la rinuncia ai motivi di appello ha un effetto preclusivo sull'intero procedimento.
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Concordato in appello e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito il processo con un concordato in appello, contestava la mancata dichiarazione di prescrizione del reato. L'ordinanza stabilisce che l'accordo sulla pena implica una rinuncia a sollevare altre questioni, comprese quelle rilevabili d'ufficio come la prescrizione, creando un effetto preclusivo che si estende al giudizio di legittimità. Ad ogni modo, la Corte ha rilevato che il reato non era comunque prescritto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (cosiddetto "concordato in appello"), avevano comunque impugnato la sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello implica una rinuncia agli altri motivi di impugnazione, con un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità, rendendo impossibile sollevare nuove questioni.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena, noto come concordato in appello, preclude la possibilità di contestare in sede di legittimità sia la valutazione della responsabilità penale sia l'omessa concessione di benefici, come la sospensione condizionale, se questi sono stati espressamente esclusi dall'accordo stesso tra le parti.
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Concordato in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33183/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento in secondo grado. La Corte ha stabilito che la scelta del concordato in appello preclude la possibilità di un successivo ricorso, in quanto l'accordo sulla pena assorbe tutte le questioni connesse, incluse le circostanze attenuanti.
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Concordato in Appello: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di secondo grado, poiché la pena era stata definita tramite un concordato in appello. Secondo i giudici, l'accordo tra le parti sulla pena preclude qualsiasi ulteriore impugnazione, compreso il ricorso per vizi di motivazione, poiché equivale a una rinuncia a contestare i punti concordati.
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Ricorso inammissibile: accordo sulla pena in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché l'imputato aveva precedentemente accettato un 'concordato sulla pena' in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. Tale accordo, che comporta la rinuncia ad altri motivi di impugnazione in cambio di uno sconto di pena, ha un effetto preclusivo che impedisce di presentare ulteriori ricorsi per le questioni rinunciate. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione: inammissibile dopo patteggiamento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul fatto che l'imputato aveva precedentemente aderito a un 'concordato sulla pena' in appello, rinunciando ai motivi di gravame. Tale rinuncia, secondo la Suprema Corte, ha un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità, rendendo impossibile contestare nuovamente le questioni oggetto dell'accordo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: no a ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da due imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva ridotto la pena a seguito di un 'concordato in appello', in cui gli imputati avevano rinunciato ad altri motivi. La Suprema Corte ha stabilito che tale rinuncia preclude qualsiasi ulteriore impugnazione, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Patto in appello: no ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione della pena tramite un 'patto in appello' e aver rinunciato ad altri motivi di ricorso, ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, affermando che l'accordo ex art. 599-bis c.p.p. ha un effetto preclusivo che impedisce di contestare le questioni oggetto di rinuncia. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Concordato in appello: no ricorso per motivi rinunciati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p., aveva impugnato la sentenza per motivi ai quali aveva precedentemente rinunciato. La decisione sottolinea che il concordato in appello ha un effetto preclusivo che impedisce di rimettere in discussione i punti oggetto di rinuncia nel successivo grado di giudizio.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello, ha tentato di impugnare la sentenza di condanna per altri motivi. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena implica una rinuncia agli altri motivi di impugnazione, con effetti preclusivi che si estendono anche al giudizio di legittimità, impedendo di fatto un ulteriore ricorso.
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