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Eccezione Di Inadempimento

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388 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Eccezione di inadempimento: polizza postuma negata
Un subappaltatore si vede negato il pagamento del saldo per non aver fornito una polizza assicurativa postuma decennale come da contratto. La Corte di Cassazione conferma che l'appaltatore può legittimamente sollevare l'eccezione di inadempimento, trattenendo il pagamento, anche se la richiesta non è formulata esplicitamente, purché l'intenzione sia chiara. Il ricorso del subappaltatore, basato su una diversa interpretazione contrattuale e sulla presunta malafede della controparte, è stato respinto.
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Vendita su tipo di campione: onere della prova
Una società fornitrice di prodotti cosmetici è stata condannata per inadempimento contrattuale a causa di vizi della merce. In Cassazione, la società ha sostenuto che si trattasse di una vendita su tipo di campione, ma la Corte ha rigettato il ricorso. La qualificazione del contratto come vendita comune o su campione è un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito, non sindacabile in sede di legittimità. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi relativi al riesame dei fatti per via della regola della "doppia conforme", essendo le sentenze di primo e secondo grado allineate sulla valutazione della responsabilità.
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Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
Un cliente, pur essendo stato assolto in un processo penale, ha citato in giudizio il proprio avvocato chiedendo un risarcimento per negligenza professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando un principio fondamentale in materia di responsabilità professionale avvocato: non è sufficiente dimostrare l'errore del legale, ma è necessario provare che una diversa condotta avrebbe portato a un risultato più favorevole, dimostrando così il nesso causale e il danno subito come perdita di chance.
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Eccezione inadempimento: compenso negato al sindaco
La richiesta di compenso di un sindaco di una società fallita è stata respinta a causa della sua negligenza. La curatela ha sollevato con successo un'eccezione di inadempimento, sostenendo che il professionista non avesse vigilato adeguatamente sulla crisi aziendale. La Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che per paralizzare la richiesta di pagamento è sufficiente dimostrare la condotta negligente e la sua potenzialità dannosa, senza la necessità di provare un danno effettivo.
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Motivazione apparente: la Cassazione annulla decreto
Un'ex sindaca di una società fallita ha richiesto il pagamento dei suoi compensi, ma il tribunale ha respinto la domanda opponendo una presunta responsabilità per danni. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, non per la tardività dell'eccezione, ma per la motivazione apparente del giudice di merito. La Corte ha ritenuto il ragionamento del tribunale talmente laconico e generico da essere incomprensibile, violando il requisito costituzionale di una motivazione effettiva e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla decreto
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Tribunale che respingeva la richiesta di ammissione al passivo fallimentare di un professionista. La ragione risiede nella motivazione apparente del provvedimento: il Tribunale aveva genericamente collegato il rigetto a una presunta negligenza del professionista, senza però specificare gli addebiti, il nesso di causa e i danni concreti. La Suprema Corte ha ribadito che una motivazione così laconica e incomprensibile equivale a un'assenza di motivazione, violando l'art. 111 della Costituzione e rendendo nullo il provvedimento.
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Eccezione di inadempimento al sindaco: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un professionista, membro del collegio sindacale di una società poi fallita, a cui è stato negato il compenso tramite un'eccezione di inadempimento. La curatela fallimentare ha contestato la sua grave negligenza nel non aver vigilato sulla scorretta contabilizzazione di un cospicuo finanziamento pubblico, trattato come ricavo anziché come debito. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, confermando che la mancata vigilanza su irregolarità contabili così gravi giustifica il rigetto della richiesta di pagamento del compenso.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla decreto
Un professionista, ex presidente del collegio sindacale, si vede negare il compenso dalla curatela fallimentare che eccepisce la sua responsabilità per i danni societari. Il tribunale respinge l'opposizione, ma la Cassazione annulla il decreto per motivazione apparente, ritenendo incomprensibile la ratio decidendi del giudice di merito.
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Onere della prova appaltatore: chi prova i difetti?
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema dell'onere della prova dell'appaltatore in caso di lavori edili contestati. A seguito della richiesta di pagamento di un'impresa, il committente si opponeva lamentando gravi vizi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando che, di fronte all'eccezione di inadempimento del cliente, spetta all'appaltatore dimostrare di aver eseguito i lavori a regola d'arte. Questo principio si applica anche e soprattutto quando l'opera non è stata formalmente consegnata.
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Eccezione di inadempimento: Cassazione e onere prova
Una società di revisione contabile ha richiesto il pagamento per i suoi servizi a un'azienda in amministrazione straordinaria. Quest'ultima ha sollevato un'eccezione di inadempimento, contestando la qualità del lavoro svolto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società di revisione, stabilendo che l'eccezione di inadempimento è proponibile anche se il contratto è sciolto per fallimento. Ha inoltre confermato che spetta al creditore, che si oppone all'esclusione dal passivo, dimostrare di aver adempiuto correttamente alla propria prestazione.
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Eccezione di inadempimento: Cassazione chiarisce
Una società di revisione ha richiesto il pagamento per le sue prestazioni a una società in amministrazione straordinaria. Quest'ultima ha sollevato l'eccezione di inadempimento per la non corretta esecuzione del servizio. La Cassazione ha rigettato il ricorso della società di revisione, confermando che l'eccezione è proponibile anche dopo lo scioglimento del contratto per fallimento e chiarendo i limiti del vizio di extra petita e dell'onere probatorio.
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Eccezione di inadempimento: valida anche post-fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato che l'eccezione di inadempimento è uno strumento valido anche dopo la risoluzione di un contratto per fallimento. In un caso riguardante il compenso di una società di revisione, il cui credito è stato contestato per la qualità del servizio, la Corte ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che il debitore può sempre rifiutarsi di pagare per una prestazione non eseguita a regola d'arte, anche se il rapporto contrattuale è formalmente cessato.
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Eccezione di inadempimento: la Cassazione decide
Una società di revisione ha richiesto il pagamento dei suoi compensi a un'azienda in amministrazione straordinaria. Quest'ultima si è opposta sollevando l'eccezione di inadempimento per la presunta scarsa qualità del lavoro svolto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società di revisione, stabilendo che l'eccezione di inadempimento è valida anche dopo lo scioglimento del contratto per fallimento. Inoltre, ha confermato che spetta al creditore, in questo caso la società di revisione, dimostrare di aver eseguito correttamente la propria prestazione.
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Responsabilità solidale appalti: quando si può non pagare
Una società di servizi otteneva un decreto ingiuntivo contro un consorzio per fatture non pagate. Il consorzio si opponeva, sostenendo che la società subappaltatrice non avesse pagato i propri dipendenti, esponendolo al rischio della responsabilità solidale. La Corte di Cassazione ha chiarito che il committente non può sospendere i pagamenti basandosi su un mero rischio potenziale. È necessario che i lavoratori abbiano avanzato richieste formali entro i termini di legge (due anni dalla fine dell'appalto). In assenza di tali richieste, il debito verso il subappaltatore deve essere saldato. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione d'appello, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Clausola risolutiva espressa: quando non è valida?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 710/2024, ha stabilito che un committente non può legittimamente avvalersi di una clausola risolutiva espressa per inadempimento dell'appaltatore se ha contribuito a causare il ritardo e se la risoluzione viene comunicata prima che sia maturato il periodo di ritardo minimo previsto dal contratto. Nel caso esaminato, il committente aveva ritardato la finalizzazione di un contratto di leasing necessario all'appaltatore e aveva poi concesso una proroga, rendendo illegittima la successiva e prematura attivazione della clausola.
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Produzione tardiva documenti: quando è inammissibile
Una società contesta i compensi di due professionisti, lamentando tra l'altro la produzione tardiva di documenti essenziali per il calcolo del compenso. La Corte di Cassazione accoglie questo motivo, stabilendo che la produzione tardiva documenti è inammissibile se questi servono a provare i fatti costitutivi della domanda, come le prestazioni professionali svolte. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione del compenso senza considerare tali documenti.
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Ente strumentale: quando perdi il bonus all’esodo?
Un ex dipendente pubblico ha perso il diritto all'incentivo all'esodo per aver accettato un lavoro presso una società a maggioranza pubblica. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale società rientra nella nozione di 'ente strumentale', confermando la legittimità del mancato pagamento del bonus da parte dell'amministrazione regionale a causa della violazione del divieto di riassunzione quinquennale.
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Ente Strumentale: No Incentivo se violi il divieto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ex dipendente pubblico perde il diritto all'incentivo all'esodo se, dopo la risoluzione consensuale, accetta un lavoro presso un ente strumentale dell'amministrazione. Nel caso specifico, una società per azioni a maggioranza pubblica, che gestisce un servizio pubblico essenziale, è stata qualificata come ente strumentale, rendendo legittimo il mancato pagamento del beneficio a seguito della violazione del divieto quinquennale di collaborazione.
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Eccezione di inadempimento: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fornitore contro una società di navigazione, confermando che in caso di eccezione di inadempimento, l'onere della prova si inverte. Spetta al creditore (il fornitore) dimostrare di aver eseguito correttamente la propria prestazione. La Corte ha inoltre ribadito i limiti di ammissibilità del ricorso in presenza di una 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito identiche sui fatti.
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Eccezione di inadempimento: compenso amministratore
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di pagamento dei compensi di un'amministratrice di una società poi fallita. La Corte ha stabilito che parte del credito era prescritta e che la curatela fallimentare aveva validamente sollevato l'eccezione di inadempimento, pur senza formule sacramentali, semplicemente allegando la grave mala gestio dell'amministratrice che aveva causato danni ingenti alla società.
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