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Eccezione Di Inadempimento

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388 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Inadempimento contrattuale fornitore: guida pratica
Un fornitore non ha consegnato la documentazione essenziale per un'attrezzatura ludica e non ha corretto i vizi presenti. L'acquirente ha quindi sospeso i pagamenti. La Corte d'Appello ha confermato l'inadempimento contrattuale del fornitore, ricalcolando il danno a favore del cliente. Ha però negato il risarcimento per la maggiore IVA versata, ritenendola un costo neutro per l'impresa. La sospensione dei pagamenti da parte del cliente è stata giudicata legittima.
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Contratto d’opera: il sito web è funzionante?
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato la condanna di un'azienda al pagamento del corrispettivo per la creazione di un sito web, rigettando le sue lamentele. La Corte ha qualificato il rapporto come contratto d'opera, sottolineando che l'eccezione di inadempimento del cliente era generica e contraria a buona fede, dato che il sito risultava funzionante e che lo stesso consulente tecnico del cliente ne aveva inizialmente attestato la qualità. È stato ribadito che non si può rifiutare il pagamento sulla base di contestazioni pretestuose e sollevate solo in sede giudiziale.
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Inadempimento Locazione: quando i vizi non bastano
La Corte d'Appello di Venezia ha respinto il ricorso di un'azienda conduttrice, confermando la risoluzione del contratto per inadempimento locazione. La sentenza ha chiarito che i vizi dell'immobile, se non impediscono totalmente il godimento del bene, non legittimano la sospensione totale del pagamento del canone, specialmente se il conduttore ha continuato a utilizzare e persino a sublocare i locali. La condotta del conduttore è stata ritenuta contraria a buona fede e la sua inadempienza nel pagamento del canone è stata giudicata grave.
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Riconoscimento di debito: quando annulla l’eccezione?
Un'impresa di giardinaggio ottiene un'ingiunzione di pagamento contro un condominio per fatture insolute. Il condominio si oppone, lamentando un servizio inadeguato. Il Tribunale respinge l'opposizione, stabilendo che una comunicazione via email dell'amministratore, in cui si ammettevano difficoltà finanziarie come causa del ritardo nei pagamenti, costituisce un riconoscimento di debito. Questo inverte l'onere della prova e rende l'eccezione di inadempimento, sollevata successivamente, un pretesto contrario a buona fede.
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Lettera d’intenti: vincolante per terzi? Analisi
In una complessa vicenda su un progetto energetico, il Tribunale ha stabilito che una lettera d'intenti non è vincolante per una società creata appositamente per realizzare il progetto, ma che non l'ha mai sottoscritta. La sentenza ha inoltre dichiarato risolto un contratto di superficie collegato, applicando il principio di 'presupposizione', poiché lo scopo originario (il funzionamento dell'impianto) era venuto meno. Infine, ha regolato le pretese economiche incrociate tra le parti.
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Decadenza termine: pagamento subito se c’è crisi
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo ottenuto da un professionista, sostenendo che il termine per il pagamento, legato a una futura rendicontazione, non fosse ancora scaduto. Il Tribunale ha respinto l'opposizione, confermando che lo stato di insolvenza e il comportamento contrario a buona fede della società debitrice hanno causato la decadenza dal beneficio del termine, rendendo il credito immediatamente esigibile.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: l’onere della prova
Il Tribunale di Venezia ha rigettato una opposizione a decreto ingiuntivo presentata da un'impresa edile contro una società di noleggio autogru. L'opposizione, basata su un presunto guasto di un mezzo, è stata respinta per la genericità delle contestazioni e, soprattutto, per la totale assenza di prove. La sentenza sottolinea come l'opponente, a seguito della Riforma Cartabia, sia decaduto dalla possibilità di formulare istanze istruttorie per non aver rispettato i nuovi termini processuali, confermando così il pagamento richiesto.
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Onere della prova incarico: chi lo deve dimostrare?
Una sentenza del Tribunale di Roma chiarisce che in un incarico professionale, l'onere della prova dell'adempimento spetta al professionista che richiede il compenso. Nel caso esaminato, un consulente ha perso la causa perché non è riuscito a dimostrare di aver svolto alcuna attività in un mandato congiunto con un avvocato, il quale aveva gestito l'intera pratica. Il Tribunale ha riformato la decisione di primo grado, rigettando la richiesta di pagamento del consulente.
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