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Eccezione Di Inadempimento

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388 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Traffico anomalo: legittima l’eccezione di inadempimento
Un fornitore di servizi a valore aggiunto citava in giudizio un operatore telefonico per il mancato pagamento di corrispettivi derivanti da traffico su numerazioni speciali. L'operatore si difendeva sollevando un'eccezione di inadempimento, giustificando la sospensione dei pagamenti con la natura anomala e potenzialmente fraudolenta del traffico telefonico. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di tale difesa. Ha stabilito che il rifiuto di pagare era giustificato dal comportamento contrario a buona fede del fornitore, che non aveva collaborato per chiarire i dubbi sul traffico. Di conseguenza, l'operatore telefonico ha vinto la causa.
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Riserve appalto pubblico: guida alla tempestività
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un risarcimento milionario a favore di un'impresa appaltatrice per l'anomalo andamento dei lavori stradali. Il punto centrale riguarda le **riserve appalto pubblico**, iscritte dall'impresa solo al quinto Stato Avanzamento Lavori (SAL). La Corte ha stabilito che la decadenza non opera se l'impresa non poteva percepire prima l'entità del disservizio causato dalla mancata coordinazione del Comune con l'ente ferroviario. L'eccezione di inadempimento sollevata dall'appaltatrice è stata ritenuta compatibile con la richiesta di risarcimento danni.
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Rimborso spese amministratore: le regole della prova
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riconosceva il rimborso spese amministratore basandosi su conti correnti personali. Senza un conto condominiale e una contabilità regolare che renda intellegibili le entrate e le uscite, l'amministratore non può provare il proprio credito per le somme anticipate.
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Esigibilità del credito e fallimento appaltatore
La Corte d’Appello di L’Aquila ha parzialmente riformato una decisione riguardante l'esigibilità del credito per lavori di ricostruzione post-sisma. Un condominio si era opposto al pagamento di uno stato avanzamento lavori (SAL) richiesto dalla curatela di un'impresa fallita, eccependo la mancanza di autorizzazione comunale e di documentazione sui subfornitori. La Corte ha stabilito che, sebbene il fallimento sciolga il contratto rendendo inopponibili alcune eccezioni documentali, l'esigibilità del credito resta limitata alla quota di contributo già disponibile (90%), mentre il saldo finale del 10% rimane subordinato all'approvazione formale del Comune.
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Contratto di appalto: vizi e risarcimento danni
La sentenza analizza un contenzioso relativo a un contratto di appalto per la ristrutturazione di uno stabilimento balneare. Il Tribunale ha valutato le pretese per lavori extra e le contestazioni su vizi e difformità, riducendo il compenso dell'appaltatore in base alle mancanze esecutive riscontrate.
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Violazione del contraddittorio: Cassazione annulla
In una controversia su un contratto di locazione di un immobile adibito a studentato, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello. La corte territoriale aveva riformulato la questione legale, passando da un inadempimento agli obblighi di manutenzione a un vizio originario dell'immobile, senza però prima stimolare un dibattito tra le parti su questo nuovo punto. Tale procedura ha comportato una 'pronuncia a sorpresa', ledendo il diritto di difesa e causando la cassazione della decisione per violazione del contraddittorio.
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Onere della prova: chi deve dimostrare l’inadempimento?
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo per fatture non pagate, lamentando l'inadempimento contrattuale del creditore. Il Tribunale di Roma rigetta l'opposizione, ribadendo che l'onere della prova dell'inadempimento o dell'avvenuto pagamento spetta al debitore. Il creditore deve solo dimostrare la fonte del proprio diritto. La decisione sottolinea l'importanza delle prove documentali e delle perizie tecniche (CTU) per risolvere controversie complesse.
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Attendibilità teste parente: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31158/2023, ha chiarito un punto cruciale sull'attendibilità del teste parente. In una causa per il mancato pagamento del saldo di una compravendita immobiliare, la Corte ha accolto il ricorso del venditore, censurando la decisione della Corte d'Appello che aveva ignorato la specifica doglianza contro la valutazione di inattendibilità di un testimone, basata unicamente sul suo stretto legame di parentela con una delle parti. La Suprema Corte ha ribadito che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 248/1974, il vincolo familiare non è di per sé motivo sufficiente per dubitare della credibilità di un teste, e ha cassato con rinvio la sentenza impugnata.
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Eccezione di inadempimento: incompatibile con la risoluzione
Una committente si è rivolta alla Cassazione, sostenendo di non dover pagare il saldo lavori a un'appaltatrice a causa della risoluzione del contratto per colpa di quest'ultima e sollevando un'eccezione di inadempimento. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di risoluzione è logicamente incompatibile con l'eccezione di inadempimento. Di conseguenza, la committente è tenuta a pagare i lavori già eseguiti, non a titolo di corrispettivo contrattuale, ma come obbligo restitutorio.
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Eccezione di inadempimento: licenziamento illegittimo
Una società di informazione licenziava un giornalista per aver rifiutato l'offerta di reintegro, precedentemente disposta da un giudice. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, ritenendo giustificato il rifiuto del lavoratore. L'offerta aziendale, infatti, prevedeva un ruolo inferiore e uno stipendio ridotto dell'85%, configurando una violazione del principio di buona fede. Tale comportamento ha reso legittima l'eccezione di inadempimento sollevata dal dipendente e ha reso il successivo licenziamento privo di giusta causa.
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Eccezione inadempimento leasing: i limiti per l’utilizzatore
Una società in leasing contestava vizi su un'imbarcazione, inclusa una storia proprietaria non rivelata, sollevando l'eccezione di inadempimento. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'utilizzatore non aveva provato la diminuzione di valore del bene. La decisione conferma che per sollevare l'eccezione inadempimento è necessaria una prova concreta del danno.
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Onere della prova vizi: chi deve dimostrare i difetti?
Una società acquirente si opponeva al pagamento di una fornitura, lamentando vizi sulla merce. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28224/2023, ha chiarito un punto fondamentale: l'onere della prova vizi spetta sempre al compratore che li denuncia. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente addossato al venditore (in questo caso, un fallimento) il compito di dimostrare di aver consegnato merce perfetta. Questa decisione ribadisce che la regola specifica sulla garanzia per vizi prevale sul principio generale dell'inadempimento contrattuale.
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Fallimento appaltatore: stop alla sospensione pagamenti
Una società costruttrice fallita ha agito contro un ente pubblico per ottenere il pagamento di lavori eseguiti. L'ente aveva sospeso il pagamento per inadempienze verso i subappaltatori. La Corte di Cassazione ha stabilito che con il fallimento appaltatore, il contratto si scioglie e il meccanismo di sospensione del pagamento non è più applicabile. Di conseguenza, il curatore fallimentare ha diritto a riscuotere il credito per soddisfare la massa dei creditori.
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Facere infungibile: condanna o art. 2932 c.c.?
In una controversia tra fratelli per la divisione di beni aziendali, la Corte di Cassazione ha esaminato la legittimità di una sentenza di condanna a un "facere infungibile" (l'obbligo di trasferire una proprietà) in alternativa alla sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando che la condanna a un facere infungibile è un rimedio ammissibile, in quanto può stimolare l'adempimento spontaneo o, in alternativa, fungere da presupposto per un'azione di risarcimento del danno.
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Sospensione affitto per vizi: quando è legittima?
Un inquilino ha interrotto il pagamento del canone a causa di infiltrazioni e odori sgradevoli. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto, chiarendo che la sospensione affitto è legittima solo se proporzionata alla gravità dei vizi. Una sospensione totale è giustificata unicamente se l'immobile risulta del tutto inutilizzabile, altrimenti l'inquilino rischia la risoluzione del contratto per inadempimento.
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Calcolo compensi avvocato: l’errore sulla motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che liquidava le spettanze di un legale a causa di un grave vizio di motivazione. Il giudice di merito aveva errato nel calcolo dei compensi dell'avvocato, sottraendo acconti al netto degli accessori da un totale lordo, senza fornire alcuna spiegazione logica per tale operazione. La Corte ha invece rigettato il motivo relativo alla prescrizione presuntiva, ritenendolo incompatibile con la contestuale eccezione di inadempimento sollevata dal cliente.
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Eccezione di inadempimento: sì anche a prestazione finita
La Corte di Cassazione stabilisce che l'amministrazione straordinaria di una società può sollevare un'eccezione di inadempimento per contestare il compenso richiesto dai membri del collegio sindacale, anche se la loro prestazione è già stata completata. Se la prestazione è stata eseguita in modo negligente o inesatto, l'amministratore non è tenuto a intentare una causa di responsabilità separata, ma può legittimamente rifiutare il pagamento. Viene così cassata la decisione del tribunale di merito, che aveva erroneamente ritenuto inapplicabile tale eccezione a un rapporto contrattuale già concluso.
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Responsabilità professionale avvocato: no onorario
La Corte di Cassazione ha negato il compenso a un legale per inadempimento, evidenziando la sua responsabilità professionale avvocato. La strategia adottata, sebbene formalmente corretta, è stata giudicata concretamente inutile e non ha tutelato gli interessi del cliente, una società in grave crisi. Il dovere del professionista non si limita al compimento di atti procedurali, ma include una valutazione sostanziale sull'utilità e fattibilità delle azioni intraprese per il cliente.
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Onere della prova nel rimborso: chi deve dimostrare?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce un punto fondamentale: in una causa per la restituzione di somme pagate in eccesso, l'onere della prova spetta a chi ha pagato. La Corte ha rigettato il ricorso di un'amministrazione comunale contro una cooperativa sociale, stabilendo che chi agisce per la ripetizione dell'indebito deve dimostrare l'inesistenza della causa del pagamento. Non basta quindi affermare di aver pagato più del dovuto, ma bisogna provarlo.
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Consegna parziale immobile: diritto alla restituzione
In un caso di locazione commerciale, una società ha ricevuto solo una parte dell'immobile pattuito, pur pagando il canone per intero. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10361/2024, ha stabilito che il conduttore non ha diritto a un risarcimento del danno, bensì a una restituzione della porzione di canone pagata e non goduta. La Corte ha specificato che tale importo non va calcolato sul valore di mercato della porzione mancante, ma deve essere proporzionale alla riduzione del godimento rispetto al canone contrattuale complessivo.
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