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Doppio Contributo Unificato

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265 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Accordo conciliativo in Cassazione: fine della lite
Una società impugnava un avviso di accertamento fiscale fino in Corte di Cassazione. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo. La Suprema Corte, applicando le nuove normative, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al processo con compensazione delle spese. La decisione evidenzia l'efficacia del nuovo istituto dell'accordo conciliativo in Cassazione per definire le liti tributarie.
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Definizione agevolata: estingue il processo in Cassazione
Un contribuente, oggetto di accertamenti fiscali per capitali detenuti all'estero, aveva ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio grazie allo 'scudo fiscale'. Durante il ricorso per Cassazione promosso dall'Agenzia delle Entrate, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo fine alla disputa senza una decisione nel merito.
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Appello duplicato in Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia tributaria poiché risulta essere un appello duplicato di un altro già presentato e deciso. L'ordinanza chiarisce che la presentazione di un secondo ricorso identico contro la medesima sentenza consuma il diritto di impugnazione, portando a una pronuncia di inammissibilità e all'applicazione di sanzioni procedurali, come il doppio contributo unificato.
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Cessazione materia del contendere: la guida completa
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario per cessazione materia del contendere. A seguito di un avviso di accertamento, il contenzioso era giunto fino al terzo grado di giudizio. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo, presentando istanza congiunta per la chiusura del caso. La Corte ha accolto la richiesta, compensando le spese legali e chiarendo i motivi per cui non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Sopravvenuto difetto di interesse: ricorso inammissibile
Un lavoratore ricorre in Cassazione contro il rigetto della sua domanda tardiva di ammissione al passivo fallimentare. Durante il giudizio, il suo credito viene ammesso e saldato. La Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, compensando le spese.
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Cessazione materia del contendere: le conseguenze
Un'azienda televisiva, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa contro un Ente Regionale per la revoca di un finanziamento, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Corte di Cassazione, applicando un orientamento consolidato, ha dichiarato il ricorso inammissibile per cessazione della materia del contendere, chiarendo che la transazione sostituisce la sentenza impugnata, impedendole di diventare definitiva.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese
Un pensionato ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione riguardante la rivalutazione della sua pensione, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che ha respinto questioni simili. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna al pagamento delle spese e l'applicazione della sanzione del doppio contributo unificato, data la natura della conclusione del procedimento.
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Definizione agevolata: estinzione processo in Cassazione
Una società ha impugnato alcuni avvisi di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando l'importo dovuto. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, confermando che il perfezionamento della definizione agevolata chiude la lite, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza applicazione del doppio contributo unificato.
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Inammissibilità sopravvenuta per rottamazione quater
Una società di costruzioni aveva impugnato un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla "rottamazione quater", una definizione agevolata dei debiti. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità sopravvenuta del ricorso, ritenendo che l'adesione alla sanatoria dimostrasse la carenza di interesse a proseguire la causa, anche se la richiesta di estinzione non era formalmente perfetta. La decisione chiarisce l'impatto delle sanatorie fiscali sui processi pendenti.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Un contribuente e l'Agenzia delle Entrate raggiungono un accordo dopo un lungo contenzioso fiscale su IRPEF e IRAP. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione materia del contendere, compensando le spese e chiarendo che non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una società di ristorazione, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. Avendo presentato la domanda e pagato integralmente le rate dovute, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere. La decisione chiarisce che il corretto utilizzo della definizione agevolata chiude definitivamente la lite con il Fisco.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Una società agricola e una sua socia, dopo aver impugnato alcuni avvisi di accertamento fiscale, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dal d.l. n. 119/2018. Avendo presentato domanda e versato gli importi dovuti, e in assenza di un diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, confermando l'efficacia di questo strumento per risolvere le liti pendenti.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario relativo a un avviso di accertamento IRPEF nei confronti di alcuni soci di un'associazione culturale. La controversia, giunta al terzo grado di giudizio dopo due decisioni favorevoli ai contribuenti, si è conclusa non con una pronuncia nel merito, ma a seguito dell'adesione dei ricorrenti alla definizione agevolata prevista dalla normativa. La Corte ha stabilito che, in questi casi, le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate e non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato.
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Rottamazione ter: estinzione del processo tributario
Un contribuente, dopo aver ricevuto un accertamento fiscale e una cartella di pagamento, ha aderito alla rottamazione ter. Avendo pagato tutte le rate previste, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio pendente, poiché la definizione agevolata ha risolto la controversia, facendo cessare la materia del contendere.
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Definizione agevolata: processo tributario estinto
Un'associazione culturale ottiene l'annullamento di un avviso di accertamento. L'Amministrazione Finanziaria ricorre in Cassazione, ma aderisce alla definizione agevolata delle controversie. La Corte Suprema dichiara quindi estinto il processo, chiarendo che le spese restano a carico di chi le ha sostenute e non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società, dopo aver impugnato una cartella di pagamento per IRES fino alla Corte di Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata, raggiungendo un accordo con l'Agenzia delle Entrate. A seguito della rinuncia al ricorso, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si applica la sanzione del doppio contributo unificato.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un lungo contenzioso fiscale per cessazione materia del contendere. La controversia, nata da un avviso di accertamento per Irpef e Irap, si è conclusa dopo che il contribuente e l'Agenzia delle Entrate hanno raggiunto un accordo transattivo, con il conseguente pagamento delle somme concordate. La Corte ha quindi preso atto della conciliazione, estinguendo il giudizio e compensando le spese legali.
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Carenza di interesse: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa della sopravvenuta carenza di interesse delle parti, che avevano raggiunto un accordo transattivo. A seguito di un giudizio sull'inefficacia di una compravendita immobiliare, il debitore aveva impugnato le decisioni sfavorevoli. Tuttavia, prima della decisione finale, un accordo ha posto fine alla controversia. La Corte ha stabilito che in questi casi di inammissibilità sopravvenuta, non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato.
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Carenza di interesse: appello inammissibile dopo la rottamazione
Un contribuente si oppone a intimazioni di pagamento basate su vecchie cartelle esattoriali. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. Durante il processo, aderisce alla "rottamazione" pagando il debito. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, estinguendo di fatto il contenzioso.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un procedimento tributario a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata (c.d. "rottamazione quater"). Il caso riguardava una controversia sull'imposta di registro su una sentenza civile. Avendo i ricorrenti documentato il pagamento integrale delle somme dovute, la Corte ha sancito la cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate e escludendo l'applicazione del doppio contributo unificato.
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