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Doppia Non Imposizione

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Effetto distorsivo, contrario allo scopo delle norme contro la doppia imposizione, per cui un reddito non viene tassato né nello Stato della fonte né in quello di residenza del percipiente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Transfer pricing: obblighi di rettifica fiscale
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società italiana che non aveva rettificato in aumento il proprio reddito a seguito di un'agevolazione fiscale ottenuta dalla consociata ungherese. La filiale estera, applicando le regole sul transfer pricing, aveva ridotto la propria base imponibile per allineare i costi d'acquisto al valore normale. La Suprema Corte ha stabilito che tale riduzione deve comportare un simmetrico aumento del reddito per la società venditrice italiana, al fine di evitare una doppia non imposizione fiscale e garantire il rispetto del principio di libera concorrenza nelle transazioni infragruppo.
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Transfer pricing infragruppo e cessione ramo azienda
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli avvisi di accertamento emessi contro una società italiana per violazione delle norme sul transfer pricing infragruppo. Il caso riguarda la cessione di rami d'azienda a una consociata ungherese, la quale aveva beneficiato di un ruling locale per ridurre il valore fiscale degli asset acquistati. La Corte ha stabilito che tale variazione in diminuzione all'estero, se non compensata da un aumento del reddito in Italia, genera una doppia non imposizione illegittima, poiché l'operazione deve rispettare il valore normale di mercato.
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Doppia non imposizione: utili esteri tassabili
Una società italiana ha richiesto il rimborso IRES per utili ricevuti da una controllata francese, invocando l'esenzione del 95% (Art. 89 TUIR). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, poiché gli utili non erano stati tassati in Francia a causa del regime di trasparenza fiscale dell'ente estero, l'esenzione non è applicabile in Italia. L'obiettivo della norma è evitare la doppia imposizione, non creare una doppia non imposizione.
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Dividendi esteri: no esenzione senza tassa all’origine
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28154/2023, ha negato il diritto a una società italiana di beneficiare dell'esenzione fiscale del 95% sui dividendi esteri provenienti da una controllata francese. Poiché la società francese era un'entità fiscalmente trasparente e i suoi utili non erano stati tassati in Francia, la Corte ha stabilito che l'applicazione dell'esenzione in Italia avrebbe generato una inammissibile doppia non imposizione, contraria alla ratio della norma, che è quella di evitare la doppia imposizione.
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Tassazione dividendi madre-figlia: il no al cumulo
La Corte di Cassazione affronta il tema della tassazione dividendi madre-figlia tra Italia e Francia. Una società madre francese, dopo aver beneficiato dell'esenzione da ritenuta in Italia sui dividendi della controllata grazie alla Direttiva UE, chiedeva anche il rimborso di un credito d'imposta previsto dalla Convenzione bilaterale. La Corte ha accolto il ricorso con rinvio, stabilendo che i benefici non sono cumulabili se generano un'indebita agevolazione (doppia non imposizione). Il giudice di merito dovrà verificare in concreto che non si crei un trattamento più favorevole per l'operatore estero rispetto a quello nazionale, violando il principio di neutralità fiscale.
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