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Domanda Riconvenzionale — Anno 2024

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391 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Domanda Riconvenzionale

Provvedimenti

Equa indennità appaltatore: recesso e onere prova
La Corte di Cassazione chiarisce la natura dell'equa indennità spettante all'appaltatore in caso di recesso per varianti necessarie (art. 1660 c.c.). Non si tratta del corrispettivo contrattuale, ma di un compenso basato sull'utilità dell'opera. La Corte stabilisce che l'onere di provare i lavori eseguiti, per giustificare la ritenzione di un acconto, grava sull'appaltatore e non sul committente. Viene inoltre escluso il diritto al risarcimento per mancato guadagno.
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Usucapione servitù di passaggio: la prova del possesso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34222/2024, ha respinto i ricorsi relativi a una complessa vicenda di usucapione di una servitù di passaggio. Il caso verteva sulla richiesta di accertamento di un diritto di passo acquisito per possesso ventennale. La Corte ha confermato la decisione d'appello, che aveva negato l'usucapione per mancanza della prova del decorso del termine ventennale, sottolineando che il possesso utile non può fondarsi su meri atti di tolleranza, specialmente in contesti familiari. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare le prove, ma di verificare la corretta applicazione della legge.
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Fideiussione consumatore: quando il socio è garante?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della fideiussione del consumatore, analizzando il caso di due soci che avevano prestato garanzia personale per un contratto d'appalto pubblico della loro società. A seguito della risoluzione del contratto e del fallimento della società, i garanti sono stati chiamati a rispondere. La Corte ha stabilito che, avendo agito in qualità di soci e nell'interesse dell'attività imprenditoriale, non potevano essere qualificati come consumatori. Pertanto, la specifica tutela consumeristica non era applicabile alla loro garanzia.
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Usucapione sottotetto: prova del possesso decisiva
Una coppia ha citato in giudizio i vicini per una porzione di sottotetto, rivendicandone la proprietà per usucapione sottotetto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione d'appello. È stato stabilito che i ricorrenti non hanno fornito la prova di un possesso continuato per vent'anni, in quanto il locale era di fatto inaccessibile prima del 1991, impedendo così la maturazione dei termini per l'usucapione. Di conseguenza, il sottotetto è stato dichiarato bene condominiale.
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Onere probatorio proprietà: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32709/2024, interviene sul tema dell'onere probatorio proprietà. Il caso riguarda una richiesta di usucapione contrastata da una domanda riconvenzionale di accertamento della proprietà. La Corte chiarisce che la vendita di un bene acquisito per usucapione è valida anche senza una sentenza dichiarativa, poiché l'acquisto avviene 'ipso iure'. Di conseguenza, ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente ritenuto inidoneo il titolo dei proprietari, riaffermando che l'onere della prova può essere assolto dimostrando una catena di acquisti fino a un titolo originario.
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Servitù di passaggio: Cassazione nega usucapione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due proprietari che rivendicavano una servitù di passaggio per usucapione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a un riesame del merito e della valutazione delle prove, un'attività preclusa nel giudizio di legittimità. La decisione conferma la sentenza della Corte d'Appello che aveva negato l'esistenza della servitù e ordinato la rimozione di opere che ostacolavano la proprietà altrui.
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Gestione d’affari altrui: la Cassazione decide
Una società che ha continuato a gestire un servizio idrico comunale dopo la scadenza del contratto è stata condannata a restituire le somme incassate. La Corte di Cassazione, qualificando il rapporto come gestione d'affari altrui, ha respinto il ricorso della società, sottolineando che le sue stesse scritture contabili costituivano prova del debito e che le richieste di rimborso spese non erano state formulate correttamente nelle sedi opportune.
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Competenza funzionale: opposizione e riconvenzionale
In un caso di opposizione a decreto ingiuntivo, la Corte di Cassazione ha affermato la competenza funzionale inderogabile del Giudice di Pace, anche in presenza di una domanda riconvenzionale eccedente i suoi limiti di valore. La Corte ha stabilito che i due procedimenti devono essere separati: l'opposizione resta al Giudice di Pace, mentre la riconvenzionale viene trasferita al Tribunale, risolvendo così il conflitto di competenza sollevato d'ufficio.
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Clausola arbitrale e litisconsorzio necessario
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza del giudice ordinario prevale su una clausola arbitrale quando si crea un litisconsorzio necessario a seguito di una domanda di regresso. La competenza si determina al momento della proposizione della domanda, e la successiva estromissione della parte che ha generato il litisconsorzio non è rilevante per modificare la giurisdizione già radicata.
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Responsabilità condominio: chi paga per i danni?
Un condòmino subisce danni al proprio appartamento a causa di lavori di ristrutturazione della facciata condominiale. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, conferma la responsabilità del condominio in solido con l'impresa appaltatrice. Il provvedimento chiarisce che il condominio, in qualità di custode delle parti comuni, ha una responsabilità oggettiva ai sensi dell'art. 2051 c.c. e può essere esonerato solo provando il caso fortuito, non essendo sufficiente il semplice trasferimento della custodia all'appaltatore.
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Onere della prova locatore: danni e cauzione
Un locatore ha trattenuto il deposito cauzionale per presunti danni all'immobile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, sottolineando che l'onere della prova del locatore non si limita a dimostrare il danno, ma include la necessità di provare una corretta contestazione al momento della riconsegna dell'immobile, supportata da richieste istruttorie specifiche e pertinenti.
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