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Dolo — Anno 2026

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575 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dolo

Provvedimenti

Dolo di ricettazione: la prova della colpevolezza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ricettazione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. Il fulcro della decisione riguarda il dolo di ricettazione, desunto dal possesso di un bene di provenienza illecita e dalla mancata giustificazione circa le modalità di acquisto. La Suprema Corte ha ribadito che il silenzio dell'imputato sulla provenienza del bene costituisce un elemento sintomatico della consapevolezza dell'origine delittuosa, rendendo legittima la condanna emessa nei gradi di merito.
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Reddito di cittadinanza: condanna per false dichiarazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale per un'imputata che ha percepito indebitamente il reddito di cittadinanza fornendo dichiarazioni false sulla propria residenza. Nonostante la Corte Costituzionale abbia ridotto il requisito di residenza da dieci a cinque anni, la ricorrente non soddisfaceva nemmeno il termine più breve. La sentenza chiarisce che la responsabilità della veridicità dei dati ricade esclusivamente sul richiedente e non sul CAF, e che l'ignoranza dei requisiti non esclude il dolo data la chiarezza della normativa.
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Omessa dichiarazione IVA: quando scatta il reato
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale del legale rappresentante di una società per il reato di omessa dichiarazione IVA. L'imputato non aveva presentato la dichiarazione per l'anno d'imposta 2015, superando la soglia di punibilità con un'evasione calcolata in oltre 66.000 euro. La decisione si basa sugli accertamenti della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane che hanno ricostruito operazioni di acquisto e vendita di autovetture in ambito comunitario, in totale assenza di scritture contabili e documentazione giustificativa dei costi.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per Resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente contestava la ricostruzione della condotta e del dolo, ma la Corte ha stabilito che tali motivi erano semplici riproduzioni di quanto già discusso e respinto nei gradi di merito. È stata inoltre confermata la legittimità del diniego della rinnovazione istruttoria in appello e delle attenuanti generiche, dato che la pena era già stata fissata al minimo edittale con motivazione logica.
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Reddito di cittadinanza: condanna per falsità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni di reclusione per un soggetto che ha indebitamente percepito il reddito di cittadinanza omettendo di dichiarare il proprio stato detentivo. Il ricorrente sosteneva che l'errore fosse imputabile al CAF e che mancasse l'elemento soggettivo del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'errore sulla legge penale non è scusabile e che la falsità nelle dichiarazioni sostitutive integra pienamente la fattispecie criminosa prevista dalla normativa speciale.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che richiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno stabilito che la commissione di un reato analogo a soli tre giorni di distanza dai fatti contestati, unita a un'elevata intensità del dolo, preclude l'accesso alla causa di non punibilità, confermando la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto e sorveglianza speciale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto che ha violato l'obbligo di soggiorno derivante da una misura di prevenzione. La decisione ribadisce che la particolare tenuità del fatto non può essere applicata quando la condotta denota una spregiudicatezza incompatibile con l'esiguità dell'offesa, specialmente in presenza di precedenti penali significativi.
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Ricettazione e non menzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ricettazione e non menzione del beneficio nel casellario. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché generico e basato su motivi già esaminati. La Corte ha ribadito che il possesso ingiustificato di beni rubati prova il dolo e che la non menzione può essere negata implicitamente se la condotta è grave.
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Reddito di Cittadinanza falso: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un cittadino che ha ottenuto il Reddito di Cittadinanza falso dichiarando una residenza decennale inesistente. Nonostante i recenti interventi della Corte Costituzionale che hanno ridotto il requisito a cinque anni, l'imputato è stato ritenuto colpevole poiché risiedeva in Italia da meno di un anno. La Corte ha chiarito che l'errore sulla legge penale non esclude il dolo.
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Prescrizione del reato: limiti e maltrattamenti
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni. La decisione si concentra sulla prescrizione del reato per uno dei capi di imputazione relativi alle lesioni, portando a una parziale riduzione della pena, mentre conferma la responsabilità per i reati più gravi basati sulle dichiarazioni della vittima.
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Reato di rapina e nesso tra violenza e furto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di rapina nei confronti di un imputato che, insieme a un complice, ha aggredito una vittima per sottrarle il cellulare. La difesa sosteneva l'assenza di un nesso tra violenza e impossessamento, ma i giudici hanno chiarito che il dolo può essere estemporaneo e che la partecipazione materiale all'aggressione implica la responsabilità anche per le lesioni causate dal correo.
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Inammissibilità ricorso per Cassazione: i criteri
La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità ricorso per Cassazione presentato da due soggetti condannati per falso ideologico e indebita percezione di erogazioni pubbliche. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi relativi alla prescrizione e sulla corretta esclusione della tenuità del fatto, motivata dall'elevato disvalore oggettivo delle condotte e dall'intensità del dolo.
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Reato di calunnia: ricorso e limiti di legittimità
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un soggetto condannato per il reato di calunnia. Il ricorrente contestava la sussistenza del dolo e il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché le doglianze richiedevano una rivalutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità, confermando la solidità della sentenza di merito emessa dalla Corte di Appello.
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Calunnia e diritto di difesa: i limiti alla menzogna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imputato che, esercitando la propria difesa, ha accusato falsamente un ispettore di polizia di aver falsificato un verbale. Il caso analizza il delicato equilibrio tra calunnia e diritto di difesa, stabilendo che la facoltà di mentire non permette di coinvolgere persone innocenti in accuse specifiche e circostanziate. La Corte ha ribadito che l'esimente della necessità di salvataggio non si applica al reato di calunnia.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: la responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta extraneus a carico di un amministratore di una società terza. Il caso riguardava la stipula di contratti svantaggiosi che drenavano risorse dalla società poi fallita a favore di un'altra realtà. La Corte ha stabilito che la distrazione rileva anche se compiuta anni prima del fallimento e che il dolo dell'estraneo consiste nella consapevolezza del depauperamento del patrimonio sociale a danno dei creditori.
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Falsa dichiarazione patrocinio: i rischi penali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un caso di falsa dichiarazione patrocinio, dove l'imputata aveva omesso di indicare i redditi di alcuni familiari per due anni consecutivi. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi erano generici e non potevano introdurre per la prima volta in sede di legittimità la richiesta di particolare tenuità del fatto, data la precedente vigenza della norma.
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Falsità gratuito patrocinio: la guida alle sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un cittadino colpevole di falsità gratuito patrocinio. L'imputato aveva autocertificato redditi inferiori alla soglia di legge per ottenere l'assistenza legale a spese dello Stato. La decisione chiarisce che il reddito da considerare è quello dell'ultimo anno per cui è scaduto il termine di presentazione della dichiarazione, includendo anche indennità INPS. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Truffa contrattuale: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per truffa contrattuale. L'imputato aveva creato falsi contratti per indurre in errore un acquirente, incassando somme di denaro senza adempiere agli obblighi. La Suprema Corte ha ribadito che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità, confermando la solidità della motivazione della sentenza d'appello e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione della particolare tenuità del fatto per una ricorrente con precedenti penali specifici. La sentenza sottolinea come l'abitualità nel crimine e l'intensità del dolo impediscano l'applicazione del beneficio.
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Reato di evasione: confermata la condanna
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un uomo condannato per il reato di evasione dopo aver violato gli arresti domiciliari. Il ricorrente aveva addotto motivi familiari non dimostrati, ma la Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile perché generico e privo di nuovi elementi rispetto all'appello, confermando anche l'applicazione della recidiva.
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