LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Dolo — Anno 2026

Pagina 28 di 29

575 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dolo

Provvedimenti

Reddito di cittadinanza e truffa: la Cassazione decide
Un cittadino straniero ottiene il reddito di cittadinanza dichiarando falsamente di possedere i requisiti di residenza, ma allegando alla domanda documenti veritieri che smentivano tali dichiarazioni. La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di falsa dichiarazione ma annulla quella per truffa aggravata. La Corte chiarisce che per il reato di truffa non basta una semplice dichiarazione mendace se la Pubblica Amministrazione aveva a disposizione, tramite i documenti allegati, gli strumenti per verificare immediatamente la verità. La questione del reddito di cittadinanza e truffa viene così definita, distinguendo le due fattispecie di reato.
Continua »
Responsabilità socio Srl: quando è solidale?
La Cassazione conferma la condanna di un amministratore e di un socio non amministratore per mala gestio. L'ordinanza chiarisce i presupposti della responsabilità socio Srl non amministratore, specificando che è necessaria la decisione o autorizzazione 'intenzionale' (dolosa) dell'atto dannoso, escludendo la mera colpa.
Continua »
Ricorso Cassazione inammissibile: motivi e costi
La Cassazione dichiara un ricorso in Cassazione inammissibile presentato da due imputati contro una condanna per minaccia, porto d'armi e violenza a pubblico ufficiale. I motivi, volti a una nuova valutazione dei fatti e della prova, non sono ammessi in sede di legittimità. Confermata la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
Continua »
Rifiuto cure e resistenza: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato aveva afferrato un poliziotto mentre si opponeva a ricevere assistenza sanitaria. La Corte ha stabilito che il diritto al rifiuto cure non autorizza a compiere atti aggressivi contro gli operatori, confermando la condanna e le sanzioni pecuniarie.
Continua »
Dolo calunnia: la prova dalle circostanze del fatto
Un individuo è stato condannato per calunnia e falsa testimonianza per aver accusato un alto funzionario pubblico di gravi reati, inclusi legami con la mafia. La difesa ha sostenuto la mancanza di dolo, basandosi su presunte contraddizioni nelle dichiarazioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la prova del dolo calunnia può essere desunta logicamente dalle circostanze, come la specificità e la falsità delle accuse, che escludono la possibilità di un semplice errore.
Continua »
Falsa dichiarazione patrocinio: la Cassazione decide
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per falsa dichiarazione patrocinio a spese dello Stato. L'imputato aveva indicato un reddito inferiore al reale basandosi su un'attestazione ISEE. La Corte ha ribadito che l'ISEE non è valido per questo scopo e che la notevole differenza tra il reddito dichiarato e quello effettivo dimostra il dolo, rendendo la condotta punibile.
Continua »
Indebito assistenziale: quando va restituito?
Un pensionato, titolare di assegno sociale, si è visto richiedere dall'ente previdenziale la restituzione di oltre 21.000 euro per un indebito assistenziale percepito in un decennio. I giudici di primo e secondo grado avevano dato ragione all'ente, ritenendo che la mancata comunicazione della situazione reddituale da parte del cittadino giustificasse la richiesta. La Corte di Cassazione, tuttavia, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione complessa e meritevole di approfondimento. Ha quindi rinviato la causa a una pubblica udienza per definire con precisione i confini del dolo del percipiente e il valore del suo legittimo affidamento, elementi chiave per decidere sulla ripetibilità o meno delle somme.
Continua »
Dolo peculato: Cassazione annulla condanna per compenso
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna per peculato a carico di due commissari pubblici che si erano autoliquidati i compensi. La Corte ha ritenuto carente e illogica la motivazione della sentenza d'appello riguardo alla sussistenza del dolo peculato, ovvero l'intenzione criminale. Secondo i giudici, la sola assenza di una specifica indicazione del compenso nelle delibere di nomina non è sufficiente a dimostrare la volontà di appropriarsi indebitamente di fondi pubblici, rendendo necessario un nuovo esame del caso.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa. I motivi sono stati giudicati generici e semplici ripetizioni di doglianze già respinte in appello. La Corte ha confermato la decisione di merito, sottolineando come la richiesta di una nuova valutazione delle prove non sia consentita in sede di legittimità e confermando il diniego delle attenuanti generiche per la gravità del fatto e i precedenti degli imputati.
Continua »
Vizio di motivazione: i limiti del ricorso in Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per un presunto vizio di motivazione in una condanna per ricettazione. La Corte ribadisce che il suo sindacato è limitato alla coerenza logica della sentenza impugnata, senza poter rivalutare le prove. Il ricorso è stato respinto per manifesta infondatezza del motivo relativo alla sussistenza del dolo.
Continua »
Inammissibilità ricorso: motivi generici e infondati
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di due ricorsi. Il primo per manifesta infondatezza, essendo in contrasto con la giurisprudenza consolidata. Il secondo per genericità, poiché non specificava gli elementi a base della censura, impedendo al giudice di esercitare il proprio sindacato. La decisione sottolinea l'importanza di formulare motivi di impugnazione specifici e fondati. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricettazione assegno: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per ricettazione assegno. I giudici ribadiscono che chi si impossessa di un assegno smarrito, che mantiene evidenti segni di appartenenza a terzi, commette furto, e la sua successiva circolazione integra il reato di ricettazione. La consapevolezza dell'origine illecita (dolo) è presunta, data la natura del documento.
Continua »
Ricorso inammissibile per truffa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per truffa. La Corte ha stabilito che l'accredito del provento del reato su una carta intestata all'imputato costituisce prova sufficiente della sua partecipazione. La decisione ha inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche e l'applicazione della recidiva, data la preordinazione del reato, l'assenza di riparazione e il significativo curriculum criminale del ricorrente.
Continua »
Riciclaggio autovettura: quando è inammissibile il ricorso
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per riciclaggio autovettura. Il caso riguarda la sostituzione di parti di un'auto rubata su un veicolo incidentato. La Corte ha ritenuto provato il dolo e infondate le censure procedurali e di merito, confermando la condanna.
Continua »
Riqualificazione del reato: quando non serve nuovo processo
Un amministratore, condannato in primo grado per bancarotta semplice documentale, vede la sua condanna aggravata in bancarotta fraudolenta dalla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che la riqualificazione del reato in senso peggiorativo non obbliga alla rinnovazione del processo se si basa su una diversa valutazione giuridica di fatti già accertati e non controversi, senza rimettere in discussione la credibilità delle prove dichiarative.
Continua »
Ricorso per cassazione inammissibile: la guida completa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per bancarotta fraudolenta. La decisione si fonda sul principio che la Cassazione non può riesaminare i fatti del processo, ma solo la corretta applicazione della legge. Inoltre, sono stati ritenuti inammissibili i motivi di ricorso che reiteravano questioni già respinte in appello o che introducevano per la prima volta questioni non sollevate nei gradi precedenti, come quella relativa al dolo. Di conseguenza, il ricorso per cassazione inammissibile ha portato alla conferma della condanna.
Continua »
Specificità motivi appello: quando l’appello è valido
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile un ricorso per difetto di specificità dei motivi di appello. L'imputato, condannato per violazione di un provvedimento restrittivo, aveva contestato la mancanza di dolo. La Cassazione ha stabilito che la critica, seppur sintetica, era sufficientemente mirata, dato che la sentenza di primo grado era carente di motivazione sull'elemento soggettivo del reato, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
Continua »
Pensione estera e cumulo: il dolo blocca la prescrizione
Un pensionato omette di dichiarare all'INPS di aver lavorato all'estero, creando una sovrapposizione contributiva. La Cassazione conferma il diritto dell'INPS al recupero delle somme indebitamente versate, stabilendo che la dichiarazione mendace integra il dolo, impedendo la prescrizione del credito e rendendo legittimo il ricalcolo della pensione e la richiesta di restituzione.
Continua »
Calunnia e diritto di difesa: la Cassazione annulla
Un agente di polizia, condannato per resistenza a pubblico ufficiale e calunnia contro i colleghi, ha impugnato la seconda accusa. Sosteneva di aver denunciato un pestaggio reale subito dopo essere stato immobilizzato. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per calunnia, affermando che l'elemento psicologico (dolo) non è stato adeguatamente valutato. Il giudice di rinvio dovrà riesaminare se l'agente stesse consapevolmente muovendo una falsa accusa o se stesse esercitando il proprio diritto di difesa, tenendo conto delle lesioni documentate. Il principio chiave è la distinzione tra un'accusa deliberatamente falsa (calunnia) e la percezione soggettiva di un'ingiustizia.
Continua »
Fatture soggettivamente inesistenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imprenditore per il reato di dichiarazione fraudolenta. Il caso riguarda l'utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti emesse da una società 'cartiera' per mascherare una somministrazione irregolare di manodopera. La Corte ha stabilito che tale condotta integra pienamente il reato previsto dall'art. 2 del D.Lgs. 74/2000 e che il dolo dell'imprenditore è dimostrato dalla sua consapevole adesione al meccanismo fraudolento, finalizzato a ottenere un indebito risparmio d'imposta.
Continua »