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Divieto Di Accesso

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Provvedimento del Questore che impedisce a un soggetto l'ingresso in determinate aree urbane per ragioni di sicurezza pubblica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Violazione del divieto di accesso: condanna ferma e multa
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per la violazione del divieto di accesso stabilito dal Questore per motivi di sicurezza urbana. La difesa sosteneva che il provvedimento fosse privo di motivazione adeguata e richiedeva inoltre la concessione delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che l'ordine di divieto del Questore era ampiamente motivato dai rischi per l'ordine pubblico. Inoltre, l'esclusione delle attenuanti generiche risulta corretta a causa dei precedenti penali e delle ripetute infrazioni commesse dal condannato. L'imputato deve quindi pagare le spese processuali e la sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Divieto di accesso per parcheggiatore: la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un parcheggiatore abusivo contro la condanna per aver violato un divieto di accesso. La Corte ha ritenuto legittimo il provvedimento del Questore, data la reiterazione della condotta e la sua pericolosità per la sicurezza pubblica in un'area ad alto flusso di persone.
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Divieto di accesso: basta entrare per il reato
Un soggetto condannato per la violazione di un divieto di accesso emesso dal Questore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la sua semplice presenza, senza un effettivo "stazionamento", non fosse sufficiente per configurare il reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che per la violazione del divieto di accesso è sufficiente il mero ingresso nell'area proibita, rendendo irrilevante la distinzione tra transito e sosta, soprattutto quando il provvedimento originale prevedeva percorsi alternativi.
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Divieto di accesso: quando è legittimo il DASPO?
La Corte di Cassazione ha confermato un provvedimento di divieto di accesso (DASPO) nei confronti di un tifoso. Sebbene non vi fosse prova della sua partecipazione diretta a scontri, la Corte ha ritenuto sufficienti i comportamenti 'prodromici' e la sua presenza in un gruppo che aveva palesemente cercato la rissa, eludendo i controlli di polizia. La decisione sottolinea come, per le misure di prevenzione, non sia necessaria la certezza della colpevolezza, ma una elevata probabilità della pericolosità del soggetto.
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Divieto di accesso: non è reato vedere la partita
Due soggetti, destinatari di un divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO), sono stati assolti dalla Corte di Cassazione per aver assistito a una partita di calcio dal balcone di un'abitazione privata adiacente allo stadio. La Corte ha stabilito che la condotta non costituisce reato perché, trovandosi in un luogo privato, non sussisteva alcun concreto pericolo di contatto con gli altri tifosi, elemento necessario per configurare la violazione del divieto di accesso.
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