Un proprietario ha ampliato un edificio adiacente a quello di un vicino, generando una controversia sulle distanze legali tra edifici. La questione centrale riguardava l'applicazione delle normative urbanistiche, in particolare se i lavori fossero stati completati prima o dopo l'entrata in vigore di un nuovo piano regolatore. Dopo un lungo iter giudiziario, che ha incluso un rinvio della Cassazione per un riesame sull'onere della prova, la Corte d'Appello ha nuovamente condannato il Costruttore alla demolizione per violazione delle distanze minime previste dal D.M. 1444/1968. Tuttavia, prima della decisione finale in Cassazione, entrambe le parti hanno rinunciato ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, senza provvedere sulle spese, a causa della reciproca rinuncia.
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