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Distanza Tra Costruzioni

12 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Distanza tra costruzioni: terrapieno artificiale è illegittimo
Una società immobiliare realizza un terrapieno artificiale sul proprio terreno. Il Condominio confinante la cita in giudizio, sostenendo che l'opera viola la normativa sulla distanza tra costruzioni. La Corte di Cassazione dà ragione al Condominio. I giudici stabiliscono un principio fondamentale: un terrapieno creato artificialmente dall'uomo, che modifica in modo stabile e permanente il profilo del terreno, deve essere considerato a tutti gli effetti una 'costruzione'. Di conseguenza, è obbligatorio rispettare le distanze legali previste dal Codice Civile e dai regolamenti locali. La società immobiliare perde la causa e viene condannata ad arretrare l'opera e a pagare le spese legali.
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Distanza tra costruzioni: strada pubblica annulla la condanna
Un proprietario viene citato in giudizio dal vicino per aver violato la distanza tra costruzioni durante una ristrutturazione. La Corte d'Appello lo condanna ad arretrare l'edificio. L'interessato ricorre in Cassazione, dimostrando che i giudici precedenti avevano commesso un errore: tra le due proprietà esisteva una strada pubblica. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: se una via pubblica separa due fondi, le norme sulla distanza tra costruzioni non si applicano. La sentenza di condanna è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Distanza tra costruzioni: quando c’è veduta?
Un proprietario immobiliare cita in giudizio un Comune per la violazione della distanza tra costruzioni a seguito della riqualificazione di una piazza. La Cassazione, rigettando il ricorso, stabilisce che né le finestre con inferriate né un terrazzino con parapetto basso e insicuro possono essere qualificati come 'vedute', non garantendo un affaccio comodo e sicuro.
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Distanza tra costruzioni e pareti finestrate
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito la rigorosa applicazione della norma sulla distanza tra costruzioni. Il caso riguardava una sopraelevazione realizzata in aderenza a un edificio vicino, la cui parete presentava delle finestre. La Corte ha confermato che la distanza minima di 10 metri è inderogabile quando una delle pareti è finestrata, anche se la nuova costruzione aderisce a una porzione cieca del muro. Tale principio, volto a tutelare l'interesse pubblico-sanitario, non può essere superato né da regolamenti locali né da accordi privati tra le parti.
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Distanza tra costruzioni: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una parte civile contro l'assoluzione di tre imputati per un presunto reato edilizio. Il caso verteva sulla violazione della distanza tra costruzioni. La Corte ha stabilito che il ricorso era una mera riproposizione di censure già esaminate e mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. È stato confermato che la stradella adiacente all'edificio era privata e non pubblica, pertanto le specifiche norme sulla distanza invocate non erano applicabili.
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Distanza tra costruzioni: tenda è costruzione?
Una società di gestione patrimoniale ha installato una grande tenda retrattile dotata di una complessa e fissa struttura metallica. I proprietari degli appartamenti vicini hanno intrapreso un'azione legale, sostenendo che l'opera violasse le normative sulla distanza tra costruzioni. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi di giudizio precedenti, ha stabilito che, a causa della sua struttura permanente e della creazione di nuovo volume, la tenda doveva essere considerata una "costruzione" a tutti gli effetti. Di conseguenza, era tenuta a rispettare le distanze legali minime dalle vedute dei vicini. Il ricorso della società è stato dichiarato inammissibile.
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Distanza tra costruzioni: la striscia di terreno
La Corte di Cassazione chiarisce come calcolare la distanza tra costruzioni quando due fondi sono separati da una striscia di terreno di proprietà di un terzo. Confermando un orientamento consolidato, la Corte stabilisce che la larghezza della striscia intermedia viene "neutralizzata", e la distanza residua va ripartita tra i due proprietari confinanti, misurandola dal rispettivo confine con il fondo intermedio.
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Distanza tra costruzioni: la regola della frontistanza
Una controversia tra proprietari confinanti riguardo una sopraelevazione e opere nel sottosuolo. La Corte di Cassazione cassa la decisione d'appello, chiarendo che la regola della distanza tra costruzioni di 10 metri si applica solo in presenza del requisito di 'frontistanza', ovvero quando le pareti dei due edifici si fronteggiano, anche solo parzialmente. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato non verificando in concreto tale presupposto. Viene inoltre ribadito che la rinuncia a una servitù deve avvenire per iscritto e non può essere presunta.
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Distanza tra costruzioni: quando una porta è veduta?
Una società immobiliare ha citato in giudizio i vicini, chiedendo l'arretramento della loro costruzione per violazione della distanza tra costruzioni, sostenendo che una grande porta sul proprio capannone costituisse una 'veduta'. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che una porta non può essere qualificata come veduta, a meno che la sua struttura specifica non consenta di affacciarsi e guardare sul fondo altrui (come una porta-finestra). Di conseguenza, la norma che impone una distanza di 10 metri per le 'pareti finestrate' non era applicabile al caso di specie.
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Distanza tra costruzioni: le barriere antirumore
Un proprietario immobiliare ha contestato l'installazione di barriere antirumore da parte di un Comune, sostenendo la violazione della normativa sulla distanza tra costruzioni. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che qualsiasi manufatto stabile e di notevole consistenza, come una barriera antirumore, rientra nella nozione di 'costruzione' se idoneo a creare intercapedini pregiudizievoli, a prescindere dalla creazione di nuovo volume. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Distanza tra costruzioni: l’analisi della Cassazione
Una controversia sulla violazione della distanza tra costruzioni tra vicini giunge in Cassazione. Dopo una sentenza di primo grado che rigettava le reciproche domande e un parziale accoglimento in appello, la Suprema Corte è chiamata a decidere sul ricorso presentato dai proprietari dell'immobile contestato. Il caso verte sul ripristino dei luoghi e il risarcimento dei danni derivanti dalla presunta edificazione a distanza non legale.
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Distanza tra costruzioni: quando non vale la prevenzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio di prevenzione in materia di distanza tra costruzioni non è applicabile quando entrambi i fondi confinanti sono già edificati. In questo caso, un proprietario aveva costruito un muro di contenimento sul confine, ritenendo di potersi avvalere della prevenzione. La Corte ha cassato la decisione d'appello, affermando che la nuova opera doveva rispettare la distanza minima dal confine prevista dal regolamento edilizio locale, poiché il criterio della prevenzione presuppone che i fondi siano inedificati.
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