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Disponibilità Di Fatto

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Concetto che descrive il controllo effettivo su una cosa, anche senza un contatto fisico diretto e immediato. È sufficiente poter accedere e disporre dell'oggetto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Confisca Allargata: La Cassazione Sancisce la Prevalenza della Disponibilità
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una famiglia che contestava il sequestro preventivo di un bar, disposto ai fini della confisca allargata. Il bar era formalmente di proprietà della famiglia, ma gli inquirenti lo ritenevano sotto il controllo effettivo di un soggetto indagato per reati di 'ndrangheta ed estorsione. La famiglia sosteneva l'assenza di prove sul legame con l'indagato e sulla legittima provenienza dei beni. La Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando la legittimità del sequestro. Ha ribadito che per la confisca allargata conta la 'disponibilità di fatto' del bene da parte del condannato, non la mera proprietà formale, e che gli elementi indiziari a carico dell'indagato erano sufficienti a giustificare la misura.
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Carico sequestrato e detenzione di sostanze stupefacenti: i limiti
Le forze dell'ordine hanno sequestrato un carico di droga nascosto in un container portuale, lasciando solo poche tracce controllate da GPS. Successivamente, L'Imputato è intervenuto per prelevare il carico ed è stato arrestato in flagranza. I giudici di merito lo hanno condannato per il reato consumato di detenzione di sostanze stupefacenti e ricezione dell'intero carico. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato. La Suprema Corte ha chiarito che non si può configurare un concorso nella ricezione o nella detenzione di un carico già interamente sequestrato e sottratto alla disponibilità dei trafficanti prima dell'intervento del soggetto, a meno che non si dimostri la sua partecipazione all'accordo iniziale. La sentenza impugnata è stata quindi annullata con rinvio a una nuova sezione della Corte di Appello.
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Sequestro preventivo per equivalente: conto bloccato per delega
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo per equivalente sui conti correnti di una società estranea ai fatti, poiché l'indagato disponeva di una delega di firma illimitata e non revocata su tali conti. Nonostante l'indagato non fosse più socio dal 2014, la procura bancaria attiva gli garantiva la disponibilità di fatto delle somme. La società ha contestato il provvedimento definendosi terzo estraneo e attribuendo la mancata revoca a un errore della banca. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la titolarità di una delega a operare incondizionatamente su un conto corrente altrui configura la disponibilità richiesta dalla legge per l'applicazione della misura cautelare. La società perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Sequestro preventivo: la proprietà formale cede all’uso di fatto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società terza che chiedeva il dissequestro di quindici autocarri, colpiti da un provvedimento di sequestro preventivo perché nella materiale disponibilità di altre aziende indagate. La società proprietaria sosteneva che il contratto di vendita dei mezzi fosse stato risolto dal giudice civile con effetto retroattivo per mancato pagamento. I giudici hanno chiarito che la risoluzione civile non cancella il sequestro preventivo già eseguito dallo Stato. Inoltre, la disponibilità penale si basa sull'uso effettivo dei beni. Per ottenere la restituzione, il terzo deve dimostrare la totale buona fede e l'assenza di negligenza nell'aver lasciato i mezzi agli indagati.
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Sequestro al terzo: assoluzione non basta se il controllo è altrui
La Cassazione ha confermato un sequestro preventivo al terzo, relativo a quote societarie e a un conto corrente, intestati a una donna ma ritenuti nella 'disponibilità di fatto' del marito, indagato per reati fiscali. La Corte ha stabilito un principio chiave: l'assoluzione della donna dal reato di trasferimento fraudolento di valori non è sufficiente a ottenere la restituzione dei beni. Ai fini del sequestro legato a reati tributari, ciò che conta è la prova del controllo effettivo e concreto da parte dell'indagato, indipendentemente dall'intestazione formale. In questo caso, la delega totale sul conto, la nomina del marito a institore e l'inesperienza della titolare hanno dimostrato la sua signoria di fatto, rendendo legittimo il sequestro.
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Spaccio di lieve entità: condanna confermata, pena ridotta
Un uomo viene condannato per spaccio di lieve entità dopo il ritrovamento di cocaina e marijuana nel comodino della stanza in cui dormiva, insieme a denaro e documenti. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità, chiarendo che la detenzione non richiede il contatto fisico ma la semplice 'disponibilità di fatto' della droga. Tuttavia, la Corte accoglie un punto fondamentale della difesa: nel caso di spaccio di lieve entità, il possesso di più droghe diverse costituisce un unico reato, non più reati distinti. Di conseguenza, annulla l'aumento di pena applicato in precedenza e ridetermina la sanzione finale, riducendola.
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Bancarotta per Beni in Leasing: Condannato Anche Senza Proprietà
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imprenditore accusato di bancarotta fraudolenta beni in leasing. L'uomo aveva fatto sparire delle autovetture utilizzate dalla sua azienda, poi fallita, tramite contratti di leasing. Secondo i giudici, non è necessario essere proprietari di un bene per commettere il reato di distrazione. È sufficiente averne la 'disponibilità di fatto', cioè il controllo materiale. La mancata restituzione dei veicoli alla società di leasing ha creato un debito per l'azienda fallita, danneggiando così tutti gli altri creditori. La sentenza stabilisce che sottrarre beni in leasing equivale a sottrarre risorse economiche alla massa fallimentare.
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Confisca allargata: quando la convivenza giustifica il sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca allargata applicata a immobili e arredi formalmente intestati alla convivente di un condannato. La decisione ribadisce che, in presenza di una convivenza ultraventennale e della totale assenza di redditi propri in capo alla donna, opera la presunzione di disponibilità dei beni in favore del condannato. La difesa contestava l'applicazione della misura in fase esecutiva e la mancanza di prova del nesso tra reati e arredi. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che per la confisca allargata non occorre dimostrare la derivazione diretta del bene dal reato, essendo sufficiente la sproporzione rispetto ai redditi dichiarati. Il ricorso è stato rigettato, confermando il provvedimento di ablazione patrimoniale.
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Bancarotta bene in leasing: la Cassazione conferma
Un imprenditore, condannato per bancarotta fraudolenta per aver distratto un bene in leasing, ha fatto ricorso in Cassazione. Sosteneva che il reato non sussistesse perché il contratto di leasing era stato risolto prima del fallimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il reato di bancarotta bene in leasing si configura anche in questo caso, poiché rileva la disponibilità di fatto del bene e il pregiudizio per i creditori.
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Bancarotta beni in leasing: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20221/2025, ha confermato la condanna per un amministratore per bancarotta fraudolenta. La Corte ha chiarito che la mancata restituzione di beni in leasing configura il reato di distrazione, indipendentemente dalla proprietà formale e dal valore economico residuo dei beni. È sufficiente la disponibilità di fatto e il pregiudizio creato alla massa fallimentare, gravata dall'obbligo di restituzione. La sentenza ribadisce anche che l'omissione sistematica dei versamenti a enti pubblici integra il reato di bancarotta per operazioni dolose.
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